Strappare lungo i bordi – Zerocalcare

“Ma non ti rendi conto di quant’è bello? Che non porti il peso del mondo sulle spalle, che sei soltanto un filo d’erba in un prato…non ti senti più leggero?”

Strappare lungo i bordi è l’attesissima nuova serie animata di Zerocalcare, scritta e diretta da lui, e appena sbarcata su Netflix.

Strappare lungo i bordi racconta la storia del protagonista Zero, dall’infanzia fino ai trent’anni, tra flashback, amicizie, vita quotidiana e aneddoti vari. I personaggi, oltre a Zero, sono gli amici Sara, Secco, Alice, e la sua coscienza, che assume le sembianze di un armadillo.

Strappare lungo i bordi è la serie che sembrava attesa da tutti i fan del fumettista romano Zerocalcare. Cosa aggiungere dunque a tutte le parole che sono state spese per questa serie appena uscita e già al primo posto su Netflix Italia? Mi limiterò solamente ad una recensione “di pancia”, tralasciando commenti più o meno tecnici o ragionati. Innanzitutto, mi sono avvicinata a questa serie da neofita nei confronti dei lavori di Zerocalcare, spinta solamente da pura curiosità nei confronti di qualcosa di cui avevo sentito così tanto parlare. Posso dire che in accordo con tutte le opinioni lette e sentite finora questa serie si è rivelata una piccola gemma nel panorama visivo italiano. Qualcosa di così originale e intimo da lasciare spesso senza parole alla fine di ciascun episodio. Un viaggio nella vita del protagonista durante gli anni ’90 e 2000, denso di tutti i riferimenti alla cultura pop che si possano immaginare. Ma cos’è che rende questo prodotto un vero e proprio successo? Penso che la bellezza di Strappare lungo i bordi sia l’autenticità. Zero sembra parlare direttamente ad ognuno di noi, soprattutto a chi, come me, si trova in quella fase di passaggio tra università e vita adulta, in cui le aspettative sono tanto grandi quanto le paure che le accompagnano. Ed è qui che arriva lui, e ti dice che non sei solo, che sono in tanti messi come te, e che in un modo o nell’altro, strappando lungo i bordi o seguendo un’altra strada si riuscirà ad affrontare tutto.

Questa serie è davvero intensa, divertente e commovente al tempo stesso, e affronta tutte le preoccupazioni di un’intera generazione attraverso l’ironia cinica ma efficace che contraddistingue Zerocalcare. La parlata romana, poi, aggiunge quel tocco di realismo in più, ed è come se ti ritrovassi direttamente dentro il flusso di coscienza del protagonista, faticando a volte a stare al passo con i suoi pensieri. Ma d’altronde, chi riesce a stare al passo con la velocità del proprio pensiero? Una menzione d’onore merita il personaggio dell’armadillo, doppiato da Valerio Mastrandrea, che ha fatto desiderare a chiunque di avere una coscienza che parlasse come lui. La sensazione a fine visione rimane quella, per citare la bravissima Elisa Pellegrino, alias Cortomiraggi, di voler “abbracciare qualcuno, soprattutto te stesso”.

Detto questo non vi resta che farvi un favore e guardare questa meravigliosa serie, soprattutto se siete millennials che in questo momento non sanno dove sbattere la testa o che hanno solo bisogno di un po’ di tempo per organizzarsi bene la vita. Buona visione!

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Daniele Artioli ha detto:

    Una serie bellissima, sicuramente tra le cose migliori che abbia visto quest’anno! Secondo me può essere di enorme conforto per chiunque, nella sua metafora dello strappare lungo la linea tratteggiata e il fatto che sia impossibile per tutti farlo davvero per bene, a me ha commosso tantissimo e mi ha davvero fatto sentire come se ci fossimo parlati, mi avesse ascoltato e dicesse quelle cose solo a me per tirarmi su.

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