Fleabag

“Voglio qualcuno che mi dica come vivere la mia vita, perché fin qui non mi sembra di aver fatto un gran lavoro.”

Fleabag è una serie originale Amazon del 2016, scritta e interpretata dall’attrice britannica Phoebe Waller – Bridge. La serie, composta da due stagioni di 6 episodi, si è conclusa nel 2019.

Fleabag narra le vicende dell’omonima protagonista, una trentenne londinese, alle prese con la vita, un lutto recente e una famiglia problematica. Una trama apparentemente semplice, della quale non vi dirò di più perché risulterebbe superfluo. Ad un primo impatto potrebbe apparire difficile comprendere l’eccezionalità di questa serie. La scrittura di Phoebe Waller – Bridge risulta secca, diretta e senza fronzoli. Uno spaccato di realtà che non intende condire il dolore con qualche melenso contorno di ottimismo o romanticismo. L’approccio di questa dramedy è cinico ma divertente al tempo stesso, introspettivo e struggente.

Ciò che rende la serie coinvolgente è l’espediente della rottura della quarta parete, che viene usato spesso dalla protagonista, la quale si rivolge direttamente agli spettatori. Questo meccanismo permette al personaggio di creare subito un’immediata connessione con chi guarda. L’impostazione ricorda molto quella del teatro, essendo un adattamento proprio di un’omonima commedia teatrale del 2013, e i personaggi spesso non sono caratterizzati eccessivamente, lasciando al pubblico la libertà d’interpretazione. Molti di loro rimangono senza nemmeno un nome proprio, e svolgono una perfetta funzione di corollario intorno alla protagonista. Le dinamiche che vengono esplorate sono quelle legate alla dipendenza dal sesso, al lutto, alle relazioni familiari difficili.

Il personaggio di Fleabag, interpretato dalla stessa Waller – Bridge, è caratterizzato da un cinismo irriverente e un sarcasmo british che portano lo spettatore ad empatizzare con lei, a comprenderne il dolore e le difficoltà, ma al tempo stesso si arriva quasi a odiarla per il suo modo di gestire le situazioni che le accadano. Credo che sia proprio ciò che la serie intende trasmettere: la sincera realtà delle persone e della vita così come sono, con qualità, difetti, amore, dolore e tutto il pacchetto. Un altro punto forte di quest’attrice è senza dubbio l’espressività, che riesce ad esprimere ancora meglio le emozioni e il non detto di ciascuna scena, inserendosi ad hoc nella narrazione. Fleabag (letteralmente “sacco di pulci”) è di una spontaneità imbarazzante, è coraggiosa, sfrontata, audace. Soffre e non sa come gestire il trauma della perdita di una persona amata.  

Se nella prima stagione troviamo un’introduzione alla caotica vita di questa vivace trentenne, con i vari personaggi che si inseriscono via via nella storia, con la seconda abbiamo un risollevarsi del ritmo e della struttura narrativa, che si riallaccia al finale un anno dopo, con nuovi personaggi che rinfrescano le vicende della serie. I volti noti sono diversi come Olivia Coleman (The Crown) e Andrew Scott (Sherlock) ma anche Bill Paterson e Brett Gelman, oltre alle apparizioni di Kristin Scott – Thomas e Fiona Shaw. La serie ha trionfato agli Emmys del 2019, portandosi a casa 4 degli 11 premi a cui era nominata, tra i quali miglior serie commedia, attrice protagonista, regia e sceneggiatura.

Se avete amato After Life non potrà non piacervi Fleabag. Una serie brillante ed emozionante, uno spaccato autentico e schietto di esistenza femminile in tutte le sue dinamiche e sfaccettature.

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