Warrior nun – ne vale la pena?

Warrior Nun è una serie tv disponibile su Netflix di genere Fantasy. È in arrivo una seconda stagione.

Trama:

La diciannovenne Ava si sveglia in un obitorio con un nuovo contratto di vita e scopre di esser diventata parte di un antico ordine di suore a cui è stata assegnato il compito di combattere i demoni sulla Terra.

La storia di per se non è male e si lascia guardare, ma i colpi di scena sono scontatissimi e diverse cose non vanno, come:

  • La sceneggiatura;
  • Il doppiaggio;
  • I personaggi primari e secondari;


Sceneggiatura

La storia principale è disturbata da DECINE di sottotrame completamente inutili (alcune anche abbastanza complesse) che verranno abbandonate senza dir più nulla verso la metà della serie.

Ma, oltre alle sottotrame che annacquano la storia principale, la cosa che davvero mi ha lasciato perplesso sono i dialoghi. Molti, infatti, non hanno un vero senso narrativo.

Ci sono tutta una serie di discorsi che nascono e muoiono li senza un motivo, battute (orribili, peggio delle mie) che non fanno ridere manco ai muri, tant’è che ride solo la protagonista, e spiegazioni a fatti importanti per la storia primaria, tipo: perché facciamo questo, cosa combattiamo, chi siamo ecc, futili e superficiali. Si finisce di fatto la prima stagione con 200 domande nella testa e un senso di confusione (misto a «uffa») che non vi dico.

Hanno provato ad inserire goffamente la storica battaglia tra la chiesa e la scienza, senza un senso visto che è un Fantasy con demoni che si materializzano, poteri sovra-umani dati da un metallo divino, angeli caduti e via dicendo. Aveva senso ed era interessante la storia degli Alieni, la spiegazione scientifica ai fatti, ma ne hanno parlato mezzo secondo ed è morta lì. Ecco, questo racchiude un po’ la serie: ne hanno parlato mezzo secondo ed è morta lì.



Doppiaggio

La prossima volta che qualcuno mi dice «eh ma il doppiaggio italiano è il migliore del mondo» (immaginate questa citazione con una voce odiosa e stridula) li costringerò a vedere questa serie in italiano. Tutta.

Non mi è piaciuto il doppiaggio di nessuno (mai successo), ma quelli che davvero mi hanno fatto piangere le orecchie e bruciato gli occhi sono:

  • Il doppiaggio di Ava (cioè la protagonista);
  • Il doppiaggio del figlio di Jillian Salvius (che non credo abbia un nome);

Le tonalità non si allineavano con le azioni e questo disturbava il 75% delle scene.



Personaggi

Ava (Alba Baptista) ha un passato travagliato: è rimasta orfana di madre dopo un incidente stradale (padre assente fin dalla nascita) ed è costretta a letto per via delle lesioni riportate dall’incidente. Passa la vita, dai 7 anni ai 19, dentro un orfanotrofio gestito da una suora-assassina-schizzata da paura che la ucciderà nel sonno. Non si capisce bene come, il corpo finisce in una specie di cripta-obitorio e, per una serie di questioni che non vi dico per non fare spoiler, viene riportata in vita e guarita dalla lesioni da un’aureola «divina» che, chi la indossa, è destinata a guidare un ordine di suore super addestrate con il compito di proteggere la terra dai demoni. Nel mentre la vogliono morta minimo tre fazioni diverse: i demoni, un assassino misterioso e la chiesa. Vi ho fatto questa premessa per darvi un minimo di contesto. Il personaggio di Ava è troppo forzato: il suo senso dell’umorismo sembra più che altro qualche rotella fuori posto e il suo modo di fare, quello della tipa tosta che vuole vivere e infischiarsene di tutto e tutti, è talmente mal costruito da farla sembrare una stupida che non riesce a mettere due scelte sensate di fila per costruirsi un pensiero razionale. Le sue azioni sono così stupide e senza senso da fartela odiare dopo 3 puntate. Ed è un peccato, aveva del potenziale.

Jillian Salvius (Thekla Reuten) è una talentosa scienziata che cerca di creare un portale per un’altra dimensione (o il paradiso, come lo nominano nella serie) utilizzando il divinium (un metallo particolare: so solo questo, non viene detto altro) per salvare il figlio malato. Il suo personaggio viene totalmente smussato e sminuito verso la fine della serie. Anche il suo personaggio risulta molto forzato, così come il figlio, con pochissime informazioni sul loro conto e tante domande che ci frullano nella testa ma che non avranno mai risposta, come «in che modo è avvenuto l’esperimento?» – «con chi sta parlando il bambino?» (vedere per capire). A dirla tutta, il suo personaggio ha cominciato a decadere quando si è scoperto che è una madre: da quel punto in poi la serie non la farà più pensare come una scienziata ma come una madre che cerca disperatamente il modo di salvare suo figlio.

Mary e Suor Lilith sono le uniche che si salvano, anche se rimane l’alone di mistero e superficialità che invade tutti gli altri. Lilith e Mary sono l’unico motivo per cui guarderò la seconda stagione. Mary collabora con l’ordine senza aver preso i voti. Dopo la morte di Shannon, la suora guerriera precedente a cui era particolarmente legata e forse innamorata, la sua missione è di fare giustizia «all’amica» senza a guardare in faccia a nessuno. Lilith, invece, è la discendente di una famiglia severa e importante all’interno dell’ordine, è stata istruita per portare l’aureola (che viene data, però, ad Ava). Durante uno scontro, viene portata all’inferno da un «demone», per poi tornare in vita (come? Perché? Boh, chi lo sa) con nuovi poteri che nessuno ci spiegherà mai. Probabilmente, spero, nella seconda stagione avremo delle risposte.

Qui sotto una lista di personaggi che avevano del potenziale ma che sono stati sfruttati malissimo: li accumuna il poco spazio a loro assegnato e la superficialità con cui hanno trattato la loro storia personale:

  • La Madre Superiora e la sua storia;
  • Young Sister Beatrice e il suo Coming Out;
  • JC, gli danno così poco spazio che sembra che l’abbiano messo solo perché è un bono da paura;
  • Padre Vincent e il suo passato.


I costumi mi sono piaciuti anche se potevano essere sfruttati di più, così come la fotografia: senza infamia e senza lode.

La serie ha provato maldestramente ad inserire tematiche sociali nella storia: quando Ava parla di Patriarcato e chiesa a Padre Vincent e quando Ava parla con Suor Beatrice dei Nazisti e degli omosessuali. (Momento di Coming Out di Beatrice).

Entrambi questi episodi hanno la durata di una battuta, tanto da chiedermi che senso abbiano avuto. Se non si è in grado di portare avanti un discorso complesso, molto semplicemente, non se ne parla affatto. Questa cosa di tirare il sasso e nascondere la mano non mi è mai piaciuta.

Quindi, ne vale la pena?

Io vi direi di no, ma voglio mostravi un dato: oltre l’80% dei critici ha stroncato la serie ma ha un gradimento del 72% da parte degli spettatori. Qualcosa vorrà pur dire.

Gusti di massa di merda? Probabile. I critici non capiscono una sega? Meno probabile ma possibile.

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