Onward – Oltre la magia

Film diretto da Dan Scanlon, è il 22° Disney-Pixar, uscito nelle sale statunitensi in un periodo un po’ infelice, il 6 marzo 2020; approda nei cinema italiani il 19 agosto 2020 dopo la prima riapertura degli stessi.

Nel primo weekend la pellicola ha incassato 68 milioni di dollari a livello globale a fronte di un budget compreso tra i 175 e 200 milioni, gli incassi totali non hanno comunque superato il budget. Ma tutto ciò non significa che il film sia scadente e per questo è il momento di vedere cosa ci offre la sua trama.

La trama

Siamo in un mondo magico, dove un tempo la magia era ben accetta e ammirata da molti, in quanto in grado di facilitare la vita di tutti, ma in pochi erano portati al suo utilizzo e per il resto degli abitanti serviva molta pratica ed esercizio, senza avere dei risultati garantiti. Per questo motivo si iniziarono a sviluppare varie tecnologie che potessero migliorare lo stile di vita senza l’utilizzo della magia, in modo che chiunque potesse usufruirne.

Veniamo quindi teletrasportati avanti nel tempo di qualche secolo, ritrovandoci in un mondo fantastico, ma molto simile ai giorni nostri, dove le creature magiche hanno uno stile di vita totalmente diverso dai loro antenati e la magia non è utilizzata più da nessuno.

Il nostro protagonista è un elfo adolescente, Ian Lightfoot, assieme a lui vivono il fratellone Barley e la madre, Laurel. Loro padre è scomparso prima della nascita di Ian per via di una malattia, proprio quest’ultimo avrebbe tanto voluto conoscere il padre, mentre Barley ha solo pochi ricordi.

Il giorno del sedicesimo compleanno di Ian, la madre dice ai figli di avere un regalo da parte del padre, i due fratelli incuriositi scartano il pacco e scoprono che al suo interno ve è un bastone magico, assieme alla formula di un incantesimo per riportare in vita il padre per una giornata intera. Il sogno di Ian può quindi avverarsi grazie alla magia, ma…

Considerazioni

Anche questa volta dividerò la sezionein due parti, una senza spoiler e una con spoiler, partiamo dunque con la prima.

Purtroppo il film è passato un po’ in sordina, all’inizio per via della pandemia e in seguito coperto da Soul, altro prodotto Disney-Pixar vincitore come miglior film d’animazione agli Oscar 2021, categoria che vedeva tra i candidati pure Onward, ma torniamo a parlare solamente di quest’ultimo.

La pellicola mi è piaciuta molto soprattutto per la storia e per i vari argomenti che va a toccare, lascio a voi la scoperta di entrambi. Proprio per questi due motivi ritengo che è ottimo da guardare in famiglia, soprattutto per i bambini, ma sono sicuro che riuscirà ad affascinare anche gli adulti.

Un altro elemento è l’ambientazione: un mondo fantasy, ma in tempi moderni, non è certo l’idea più originale al mondo e questo modello inizia a essere sempre più frequente, ma devo dire che il risultato finale è ben riuscito. Inoltre, si respira anche un po’ di aria da anni ‘80 e ‘90, fattore che sicuramente sarà apprezzato dai più nostalgici, nonostante ci siano tecnologie simili a quelle odierne, come gli smartphone.

La parte priva di spoiler è terminata, so che è piuttosto breve, motivo per cui vi invito a guardare il film e leggere in seguito il resto, buona visione!

In questa seconda parte approfondirò le poche parole suddette oltre ad aggiungere altri motivi per cui ho apprezzato questo prodotto, come ho espresso altre volte ritengo che meno si sappia dei pareri altrui, più sarà genuino il proprio pensiero dopo la prima visione; ma tralasciamo questi dettagli e partiamo con la parte spoiler per voi che avete visto il film.

Oltre ai protagonisti ho apprezzato molto anche i personaggi secondari, in particolar modo la madre dei ragazzi e la manticora; anch’esse alle prese con un viaggio inaspettato, il tutto scaturito dall’amore materno che spinge Laurel a cercare i suoi figli. Tra le due ho preferito nettamente mamma elfo, in quanto dimostra di avere un carattere deciso che la spinge a fare qualsiasi cosa pur di proteggere i propri ragazzi, anche se altamente irrazionale. La manticora ha un cambiamento repentino, dopo che si rende conto d’esser diventata tutt’altra creatura rispetto a un tempo decide di riscattarsi e ritrovare la vera sé stessa.

Torniamo ora a parlare della storia e dei suoi protagonisti: una sorta di viaggio dell’eroe, mischiato con un road movie, il tutto come se fosse la campagna di un gioco di ruolo (motivo per cui penso che il film sia piaciuto molto ai giocatori di ruolo). Ma la storia non è tutta qui, perché ci racconta anche la scoperta, o meglio, la riscoperta di un amore fraterno; proprio grazie al viaggio intrapreso dai due protagonisti, condito anche con un po’ di ironia data dalle gambe animate del padre, le quali in certe scene ricordano un po’ weekend con il morto.

Le motivazioni che spingono i due fratelli elfi a immergersi in questa rocambolesca avventura sono diverse, Ian vuole vedere e soprattutto conoscere il padre che non ha mai visto. Mentre quella di Barley ritengo sia molto più profonda e ci dice molto sul suo personaggio, infatti, il fratello maggiore vuole rivedere il padre perché da bambino non lo salutò quando era in punto di morte, in quanto spaventato da tutti i cavi e macchinari a cui il papà era attaccato. Per questo motivo si è poi promesso che nella sua vita non avrebbe più avuto paura, in modo da non perdersi altri momenti importanti della sua vita, ignorando anche il giudizio altrui.

Concludo con il vero motivo per cui ho apprezzato il film: ovvero che nel guardarlo mi ha commosso parecchio, per tutte le cose appena dette e in diversi momenti, ma il culmine viene raggiunto poco prima del finale, quando Ian si rende conto che tutte le attività che avrebbe voluto fare col padre in quella giornata le ha vissute col fratello, capendo che in qualche modo suo padre era lì con lui, anche se non fisicamente.

Altra scena molto toccante è l’abbraccio che Barley da a Ian da parte di loro padre, un gesto semplice, ma che per entrambi significa molto ed è anche la conferma dell’importanza che Barley ha avuto nella crescita di Ian.

Quindi concludo col dire che secondo me questo film avrebbe meritato, e merita tuttora, molta più attenzione di quella ricevuta, perché ritengo che possa toccare il cuore di grandi e piccini.

Anche questa volta vi ringrazio per essere rimasti fino alla fine di questa pseudo-recensione, spero di non avervi annoiato, ma soprattutto spero che il film vi sia piaciuto o che il mio blaterare possa avervi fatto guardare la pellicola da un’altra prospettiva. 

Grazie di nuovo a tutti!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Daniele Artioli ha detto:

    Ammetto di aver preferito Onward a Soul, sebbene sia ben lontano dal diventare uno dei miei preferito di sempre della Pixar. Mi ha dato l’impressione che ci fossero troppe cose tutte insieme, e che il risultato, nonostante la trama molto lineare, sia stato abbastanza caotico.
    Secondo me la cosa su cui sarebbe stato più interessante focalizzare l’attenzione sarebbe stato il progressivo riscoprire la propria natura e la propria identità liberandosi dalle repressioni e dalle sovrastrutture che ci impediscono di essere noi stessi, un argomento che secondo me avrebbe avuto dei buoni collegamenti con il nostro presente; invece si è scelto di concentrarsi sulla famiglia e il rapporto con il papà, che per carità va benissimo, però mi sembra un argomento ormai visto, rivisto e stravisto.

    Piace a 1 persona

    1. Daniele Asperti ha detto:

      Forse è vero, ci sono molti elementi, ma personalmente non ho avvertito che il film fosse particolarmente caotico.
      Invece, sull’argomento trattato penso che ci si debba focalizzare più sul rapporto tra Ian e Barley.
      Certamente il rapporto tra fratelli e con la famiglia in generale non è originale, ma comunque in “Onward” viene portato in scena in un modo un po’ diverso dal solito.
      Per quanto riguarda la ricerca di sé stessi non sono molto d’accordo, pure questo è un aspetto oramai visto e rivisto, proprio perché se ne parla sempre di più in questi tempi la scelta di non puntare tutto sull’argomento può far sì che il film si distingua dalla massa.

      "Mi piace"

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