Generazione 56K: sull’amicizia e sull’amore

“Sapete cosa mi ha affascinato sempre di internet? La sensazione di poter avere tutto e subito, la velocità con cui possiamo sempre concentrarci su qualcosa di nuovo. Però questo ci ha fatto dimenticare che alcune cose nella vita hanno bisogno di tempo.”

Daniel

Generazione 56K è l’ultimissima serie targata Netflix, appena approdata sulla piattaforma ed interamente made in Italy.

Procida, 1998. Internet sbarca in Italia e sconvolge letteralmente le vite di tre ragazzini di 12 anni: Daniel, Luca e Sandro. Circa vent’anni dopo ritroviamo i nostri tre amici alle prese con la vita adulta, lavoro, relazioni, e tutto ciò che ne consegue. Daniel, in particolare, si trova alle prese con il magico mondo delle app di dating, intenzionato a trovare l’amore. E i presupposti ci sono quando, una sera, deve incontrare per la prima volta Magda, coetanea conosciuta online. Arrivati al locale la ragazza si presenta e l’appuntamento va più che bene, tanto che Daniel è deciso a rivederla, ma questa se ne va a fine serata, lasciando il ragazzo perplesso. Si scopre allora che questa misteriosa ragazza non era Magda, bensì un’altra. Parte quindi la ricerca disperata di Daniel, convinto a trovarla a tutti i costi.

Un viaggio indietro nel tempo a fine anni ’90, questo è Generazione 56K. Ma non solo. Un tuffo nel passato, ma anche, e soprattutto, una storia di amicizia e d’amore. I protagonisti sono tutti i personaggi, che in un modo o nell’altro contribuiscono a regalare una sfumatura diversa alla storia. Daniel, Matilda, Luca e Sandro, ognuno di essi è caratterizzato al meglio, per portare sullo schermo una performance ottima. A questo si aggiungono l’estetica, che si alterna tra anni ’90 e giorni nostri, regalando allo spettatore quel profumo di nostalgia inebriante, e la colonna sonora, con Max Pezzali e i suoi 883, padroni indiscussi del panorama musicale italiano dell’epoca. Un continuo scambio tra presente e passato, tra cotte adolescenziali e la difficile ricerca di un amore più adulto, tra amicizie di una vita e sentimenti ritrovati. Degni di nota sono tutti i giovani attori protagonisti, dagli sconosciuti Angelo Spagnoletti e Cristina Cappelli, ai ben più conosciuti Gianluca Fru e Fabio Balsamo dei The Jackal. Una collaborazione quindi fruttuosa quella tra Netflix e Francesco Ebbasta, ideatore e co-fondatore del gruppo comico napoletano, nonché regista di alcuni episodi della serie. Unica pecca si rivela la minor caratterizzazione di alcuni personaggi secondari coinvolti nella storia, ma lasciati in disparte, che lanciano input narrativi interessanti senza però venire sviluppati, il tutto unito a qualche rallentamento negli episodi centrali. Il finale lascia sicuramente aperta la porta a possibili strade future, che speriamo di poter vedere in un’eventuale seconda stagione.

Generazione 56K è una serie fresca, leggera, divertente e nostalgica, che emoziona con piccole sfumature che rimangono attaccate al cuore. Una prova tutta italiana superata a pieni voti.

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