LA BANDA DEI BABBI NATALE, UNA POSSIBILE RISALITA?

Continuiamo con la filmografia di Aldo, Giovanni e Giacomo con il settimo film che li vede protagonisti: La banda dei Babbi Natale. Uscito nelle sale italiane nel 2010, nel solito periodo natalizio e con i soliti buoni incassi, oltre 21 milioni di euro.

Alla regia troviamo Paolo Genovese, avendo quindi un salto di qualità rispetto al film precedente, ma su questo discorso ci soffermeremo più avanti perché è arrivato il momento della trama.

La trama

Anche in questo caso i protagonisti sono tre amici, ma con stili di vita totalmente diversi, sia per l’aspetto lavorativo, sia per la condizione familiare e sociale. Hanno però una grande passione in comune, le bocce, infatti formano una discreta squadra nominata The Charlatans.

Aldo è a tutti gli effetti un fannullone, rifiuta ogni sorta di lavoro e il suo più grande difetto è quello di scommettere sulle corse dei cavalli. A mantenerlo è la sua compagna, ma il loro rapporto non naviga in buone acque e si incrinerà ulteriormente quando Aldo venderà oggetti di valore solo per soddisfare il suo vizio.

Giacomo è un chirurgo ed è abbastanza soddisfatto del suo lavoro, ma qualche anno prima gli è venuta a mancare la moglie, lasciando in lui un vuoto incolmabile nonostante sia trascorso un po’ di tempo.

Infine, parliamo di Giovanni che di professione esercita come veterinario ed è sposato con Marta; pure lui ha qualche piccola complicazione nella sua vita in quanto ha un’amante a Lugano, la quale è intenzionata a sposarlo, ma nessuna delle due donne sa dell’altra e la situazione si complica ulteriormente quando alla cena di Natale entrambe lo vogliono con loro.

Come potete immaginare la vicenda è ambientata nel periodo natalizio e i tre protagonisti sopra citati si ritrovano in commissariato la notte di Natale con l’accusa di essere i membri della banda dei Babbi Natale, che in quel periodo ha commesso vari furti negli appartamenti della zona. I tre amici si dichiarano innocenti raccontando quindi la loro versione dei fatti.

Considerazioni

Penso che con La banda dei Babbi Natale si sia respirata un po’ d’aria di speranza, soprattutto dopo la delusione che c’è stata con Il cosmo sul comò (potete trovarne la recensione sul sito).

Infatti, in questo film sembra esserci una ripresa che secondo me è dovuta a due principali fattori, il primo è che si è deciso di tornare a un tipo di racconto più classico, abbandonando quindi gli episodi e la cornice, per questo motivo ci siamo sentiti un po’ più a casa. Il secondo è dovuto alla regia, non me ne voglia Marcello Cesena, ma trovo che Paolo Genovese abbia contribuito parecchio per aumentare la qualità del prodotto, nonostante abbia fatto film migliori di questo.

Un’altra grande nota positiva penso che siano i personaggi secondari, che e aiutano a consolidare la situazione tragicomica raccontata nel lungometraggio. In primis è giusto menzionare Angela Finocchiaro, che interpreta il commissario Irene Bestetti, che già dal principio non è di buon umore dato che non dovrebbe trovarsi lì con loro, ma l’assenza di un collega ha stravolto i suoi piani.

Un altro personaggio degno di nota è la suocera di Giovanni, interpretata da Mara Maionchi, ho deciso di soffermarmi un momento su di lei perché devo dire che la sua interpretazione mi ha un po’ sorpreso, in positivo ovviamente, per il semplice fatto che non mi sarei aspettato che il suo personaggio potesse regalarci alcuni dei momenti più divertenti del film. Anche se sono un po’ “usa e getta” perché una volta visti non riescono più ad avere lo stesso effetto.

Ho parlato delle comparse, ma giustamente mi chiederete “Ma che ne pensi di Aldo, Giovanni e Giacomo in questo film?”, domanda più che lecita (tanto da propormela da solo mentre stavo scrivendo). Onestamente non ho molto da dire sulla loro prestazione, niente da recriminare in particolare, ma nemmeno qualcosa da esaltare, specialmente se pensiamo ai lavori fatti con Venier. Probabilmente perché nonostante i loro personaggi possano avere qualche caratteristica in comune con quelli dei loro film di maggior successo, è come se mancasse qualcosa, una sorta di naturalezza che col passare del tempo è andata un po’ scemando.

Tirando le somme posso dire che questo film è uno dei migliori, se non il migliore nel loro periodo post Massimo Venier (ci sarebbe Odio l’estate da tenere un po’ in considerazione, ma quello è diretto da Venier e ci sarebbero altre precisazioni da fare, motivo per cui prima o poi sul sito ne parlerò, ma torniamo a noi), motivo per cui penso abbia fatto sperare molti in una risalita a livello qualitativo dopo quello che può esser sembrato uno scivolone.

Sappiamo poi com’è andata, purtroppo, ma ne riparleremo più avanti e quindi non mi resta che consigliarvi di recuperare il film nel caso ve lo siate persi, oppure di dargli una seconda possibilità se non vi ha convinto a pieno.

Vi ringrazio per essere rimasti fino alla fine e vi auguro una buona visione!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    A me questo film piace, è tra i preferiti del trio per me

    Piace a 1 persona

    1. Daniele Asperti ha detto:

      Infatti, non è un brutto film neanche per me, io preferisco i primi, ma comunque questo è tranquillamente godibile. Dopotutto i gusti son gusti e ti ringrazio per aver condiviso il tuo parere.

      "Mi piace"

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