Crudelia

Crudelia è l’ultimo e attesissimo live action targato Disney, appena uscito nelle sale e diretto dal regista australiano Craig Gillespie.

La trama narra le origini di una delle cattive Disney più apprezzate, divenuta icona della cultura pop: Crudelia De Mon, o meglio, come viene mantenuto anche nella versione italiana, Cruella De Vil. L’origine della storia nasce proprio dal nome della protagonista. Inghilterra, anni ’60 : Estella è una bambina che fin da subito si rende conto di avere un talento smisurato per la moda ed è determinata a coronare il suo sogno di diventare stilista. Purtroppo, ci sono diversi ostacoli, primo fra tutti il suo caratteraccio. Estella, infatti, non solo è determinata e anticonformista, ma anche esuberante e suscettibile a qualsiasi tipo di critica o insulto, a cui risponde venendo spesso e volentieri alle mani. Rimasta orfana in tenera età e in condizioni tragiche, arriva a Londra, dove incontra due piccoli ladruncoli, Jasper e Horace, che diventano presto la sua nuova famiglia. Dieci anni dopo, troviamo una Estella cresciuta, divenuta ormai ladra provetta, che non ha però mai smesso di dedicarsi alla sua vera passione, la moda. Grazie al suo talento e a una buona dose di fortuna riuscirà a farsi assumere dalla Baronessa, la stilista più famosa della città. Qui Estella dovrà lottare con le unghie e con i denti (letteralmente) ed essere pronta a tutto per farsi strada nello spietato mondo della moda, lasciando a piede libero la sua parte più folle ed efferata: Cruella.

Una favola con protagonista un’antieroina per eccellenza. La bellezza di questo live action sta sicuramente nel personaggio di Cruella, interpretato magistralmente da Emma Stone. Un’origin story che racconta il passato di una delle cattive Disney più amate, focalizzandosi sul gioco del doppio – ad iniziare dal colore dei capelli naturali di Cruella –e della lotta interiore tra gli opposti. Bianco e nero, bene e male, chiaro e scuro, follia e normalità, contenuti in ogni essere umano, con i quali la protagonista lotta quotidianamente, per poi cedere in ultima battuta alla parte più malvagia e cinica, quella disposta a tutto e che non guarda in faccia a nessuno pur di ottenere quello che vuole. D’altronde, il fascino dei cattivi esiste dall’alba dei tempi, e questo film riesce a mettere in campo non una, ma ben due cattive, invitando però il pubblico ad empatizzare solamente con la prima, la protagonista, ovvero, in apparenza, il minore tra i due mali. L’antagonista in questo caso è la Baronessa, una sempre grandiosa Emma Thompson, la quale si cala alla perfezione nel ruolo di una rivisitata Miranda Priestly (de Il Diavolo veste Prada) anni ’70, ancora più brutale, malvagia fino al midollo.

Crudelia è stato definito quasi “non-Disney”, ed effettivamente, trattando la storia di un villain, si allontana dallo schema prefissato dei live action precedenti, caratterizzandosi per uno stile più dark e un target di pubblico sicuramente più alto. La regia è originale, con tecniche che movimentano le scene e lo scorrere della narrazione, ma sono sicuramente l’estetica elaborata e la colonna sonora a farla da padrone. I dettagli delle ambientazioni sono curati nei minimi dettagli e i costumi rappresentano il pezzo forte, catapultando lo spettatore in pieno stile punk londinese anni ’70. Le canzoni scelte, sempre mantenendo lo stile e l’epoca, si adattano perfettamente ad ogni scena ed aiutano a coinvolgere il pubblico a pieno e a seguire l’evoluzione del personaggio stesso. L’unico difetto è che il collegamento con il film originale risulta leggermente forzato, passando in secondo piano rispetto alla storia della protagonista e non riuscendo a giustificare in modo coerente la crudeltà estrema del personaggio mostrata invece nel cartone animato.

Tralasciando quindi gli errori di continuità con La Carica dei 101 (e i vari remake e sequel), Crudelia si rivela un ottimo prodotto, divertente, accattivante e coinvolgente, confezionato a dovere e con un’eccezionale Emma Stone protagonista assoluta.

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