LA FOLLA (1928) King Vidor

John è uno dei tanti giovani americani dell’epoca cresciuti in una famiglia che nutriva enormi speranze per il loro futuro, e ora convinti di essere unici e fondamentali per lo sviluppo della nazione. Una serie di eventi infelici faranno uscire John dalla sua percezione degli Stati Uniti tipica del cosiddetto “sogno americano” per scontrarsi con la dura realtà di un paese prossimo alla crisi.

Il film merita di essere visto anche solo per il coraggio e la convinzione di Vidor nel portare avanti la sua critica sociale e mostrare al mondo l’America per quello che è: un paese in cui l’individuo e la sua vita privata sono morti.

Il protagonista è costantemente, nelle sue gioie e nei suoi dolori, circondato dalla Folla, pronta a ridere di lui e mai ad aiutarlo. Già nella prima scena John, da bambino, dopo aver saputo della morte di suo padre, è accompagnato da un mare indesiderato di gente, nonostante il senso di intimità che questo dramma dovrebbe evocare.

L’aspetto più triste del film, e che alla lunga diventa quasi fastidioso, è il fatto che John non è mai da solo in quello che fa; ogni sua azione è irrilevante, perché può essere compiuta da chiunque. L’unica inquadratura fissa che rappresenta l’ufficio in cui lavora mostra decine di scrivanie identiche tra loro, sulle quali sono chini a scrivere uomini a loro volta identici. Persino al mare, sulla spiaggia, in un momento che dovrebbe essere di svago, le famiglie sembrano formiche in un formicaio, dalle quali quella di John non si differenzia in alcun modo.

L’attualità del film non si ferma alle critiche sociali: il ritmo e la struttura degli eventi sono sorprendentemente moderni, al di là del bianco e nero e della mancanza del sonoro sembra girato ai giorni nostri. Il protagonista viene presentato da bambino mentre vive un trauma che segnerà una svolta nella sua vita, in seguito ci sono momenti di allegria e serenità nella prima parte, caduta emotiva e ritorno al dramma a tre quarti di pellicola, e apparente ripresa sul finale.

Non da poco è inoltre il coinvolgimento emotivo. Al termine della visione si è consapevoli del fatto che John è un individuo come milioni di altri, un puntino insignificante nella Folla, ma è un uomo del quale lo spettatore ha conosciuto ogni aspetto della personalità, che ha visto crescere e innamorarsi, e che ha accompagnato fino al culmine della disperazione.

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