La leggenda di Al, John e Jack

Quarto film di Aldo Giovanni e Giacomo, sempre con Massimo Venier co-regista. È uno dei loro maggiori successi a livello commerciale con più di 22 milioni di euro al botteghino.

La trama

Ambientato a New York alla fine degli anni ’50, vediamo come protagonisti Al, John e Jack, tre gangster che lavorano per il boss mafioso Sam Genovese. Si trovano a un drive-in dove devono incastrare una persona registrando la conversazione con il boss, ma qualcosa va storto e Al prende una scossa perdendo di conseguenza i sensi.

I tre si recano in un albergo nell’attesa che Al si riprenda, soltanto che quest’ultimo dopo la scossa presenta i sintomi della sindrome di Quaggot, ogni volta che si risveglia perde la memoria. Parte un flashback che ci porta indietro di quattro giorni, in modo che pure noi assieme ad Al veniamo a conoscenza dei motivi dell’operazione al drive-in.

È il giorno del compleanno di Jack, i tre amici e colleghi riescono a trovare un po’ di tempo per i festeggiamenti, ma subito dopo devono tornare agli affari del boss e andare a prendere Frank “Culo di gomma” e ammazzarlo. Dopo averlo incontrato per strada lo fanno salire in macchina e dopo essersi recati in una zona isolata lo uccidono come previsto. Il boss non tarda a farsi sentire e gli ordina di presentarsi a lui per una questione importante.

Giunti al suo cospetto li rimprovera per aver sbagliato bersaglio, infatti, hanno ucciso Frank “Contropelo”, un barbiere, al posto di una spia dell’FBI che però è stato catturato dallo stesso Sam Genovese. A questo punto il boss vuol far passare un forte messaggio ai tre imbranati e da una seconda possibilità a Culo di gomma, il quale dovrà rispondere correttamente a una domanda per aver salva la vita.

La spia sbaglia e quindi viene ucciso, è il turno dei gangster e per loro a decidere sarà la sorte, il boss chiederà loro un numero fortunato e se dopo un lancio di dadi il risultato sarà lo stesso avranno una seconda possibilità (4 e 3, 8, che botta di culo!). Fortunatamente si salvano e per riscattarsi viene assegnato loro un compito importantissimo che non possono fallire.

Considerazioni

La mossa più audace del film si è dimostrata anche quella vincente, ovvero, il voler ambientare la vicenda in un determinato contesto storico e riprendere in maniera ironica il mondo dei gangster e della mafia, sicuramente non nuovo nel cinema, specialmente nel 2002.

Le figure dei tre gangster non sono totalmente inedite, le possiamo trovare all’inizio di Tre uomini e una gamba e Così è la vita, nel primo film li vediamo indaffarati a montare un fucile di precisione per freddare il loro bersaglio, ma si capiscono subito i loro limiti. Mentre nel secondo li ritroviamo in carcere a spaccare pietre e a scavare buche.

Nonostante il radicale cambio, la pellicola non risulta denaturata rispetto alle precedenti mantenendo uno stile di comicità simile se non identico, tanto da renderlo uno dei film più amati dai fan del trio. Anche in questo caso non mancano scene e citazioni memorabili, come all’inizio del film con la festa di compleanno di Jack, oppure il succo di more di Herbert, fratello raffinato di Al, la capitale della Birmania e la scena dei dadi dove il boss dimostra le sue doti matematiche. Ce ne sarebbero molte altre, ma sono molto più in là con la storia rispetto a quelle appena citate che preferisco lasciarle scoprire a chi non ha ancora visto il film.

Di solito nei loro lungometraggi ci sono personaggi primari e secondari che fungono da ottime spalle comiche, soprattutto per rafforzare il lato ironico, forse questo aspetto stavolta viene un po’ meno perché la vicenda è incentrata quasi esclusivamente sui protagonisti e l’unico personaggio degno di nota è probabilmente Sam Genovese, che comunque ha un ruolo non trascurabile nella trama e non è inserito solamente con l’intento di divertire. Questa caratteristica la si nota anche per l’assenza di Marina Massironi, che nei film precedenti ha sempre accompagnato il trio nelle loro disavventure, con spesso un ruolo da personaggio principale, specialmente in Tre uomini e una gamba.

Tirando le somme posso dire con certezza che La leggenda di Al, John e Jack è uno dei loro prodotti che va assolutamente visto per tutti i motivi suddetti, sempre con spensieratezza, dato che come tutti i loro film non lascia spazio a particolari riflessioni e la parola d’ordine è sempre “divertirsi” (anche se lo sappiamo tutti che è “fulmicotone”).

Prima di salutarvi vi lascio con una piccola chicca: il film proiettato al drive-in è Vertigo di Hitchcock (La donna che visse due volte) uscito proprio nel 1958, anno in cui si svolgono le vicende dei tre gangster. Ora non mi resta che ringraziarvi per aver letto questo articoletto fino alla fine e vi auguro una buona visione.

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