Elephant Song: un’occasione mancata.


Avete presente quel tipo di film che quando lo guardi ti avvolge in una sottile e magnetica nebbia di mistero e curiosità ma che, quando finisce, ti lascia confuso e pieno di domande senza risposta? Ecco, “Elephant Song” fa parte di questo genere di pellicole.
Intendiamoci, non sono mai stata una fan degli spiegoni che tolgono ogni dubbio, come se lo spettatore non avesse un cervello pensante in grado di ragionare da sé e di trarre conclusioni, ma da qui a creare una storia tanto interessante quanto lacunosa c’è un abisso. La decima pellicola del poco conosciuto regista del Quebec Charles Binamé ha davvero molti pregi ed è con dispiacere che mi sento di dire che è difficile tirare le somme della vicenda narrata, ciò a cui si assiste durante le quasi due ore di film è veramente affascinante e coinvolgente ma tuttavia sembra non portare a nulla e, una volta arrivati ai titoli di coda, ci si ritrova a chiedersi il perché di ciò che si è visto.
Questo lungometraggio del 2014, tratto dall’omonima opera teatrale dello scrittore canadese Nicolas Billon, qua anche in veste di sceneggiatore, ci porta all’interno di una clinica psichiatrica degli anni ’60 e ci racconta dell’improvvisa e bizzarra sparizione del dottor Lawrence, sulla quale investigherà Toby Greene, un rispettato psichiatra. Il principale testimone della scomparsa di Lawrence è tale Micheal Aleen, un carismatico e manipolatore paziente della clinica e dello stesso Lawrence che dichiara di essere in possesso di molte informazioni a riguardo, cercare però di venire a conoscenza dei fatti sarà più difficile di quanto immaginato.

Partirò parlando dei pregi di questo raffinato prodotto cinematografico, che non a caso vinse due Canadian Screen Award e fu presentato all’Official Selection del Toronto International Film Festival. Primo di tutti, Xavier Dolan. Il capacissimo, poliedrico e molto apprezzato regista, sceneggiatore, attore, montatore, costumista, produttore cinematografico, scenografo e doppiatore canadese famoso per film come “Laurence Anyways e il Desiderio di una Donna…” (2012), “È Solo la Fine del Mondo” (2016) e “Matthias e Maxime” (2019), si dimostra essere un attore notevole, padroneggiando la scena con eleganza, fascino, intensità e spiccata espressività; la sua interpretazione è senza dubbio il principale fiore all’occhiello di questo film i cui momenti salienti sono principalmente quelli nella quale Dolan ha le battute, il personaggio da lui interpretato, infatti, si rivela essere profondamente intrigante e trascinante soprattutto per la sua prova attoriale. Anche il resto del cast lavora bene e funziona, nonostante non aggiunga nulla di particolare al gusto della pellicola.
In secondo piano, gli intelligenti, scorrevoli e sarcastici dialoghi. Se il ritmo della regia e del montaggio è per lo più lento, l’ottima scrittura dei dialoghi aiuta notevolmente a non far calare mai l’attenzione dello spettatore che, anzi, piano piano si immedesima sempre più nella storia e nella narrazione, da qui arriva il senso di delusione nel ritrovarsi con sonoro un pugno di mosche dopo il finale.
In terzo ed ultimo luogo, l’estrema bellezza della palette cromatica e della fotografia, entrambe curate con grande gusto e scrupolosa dedizione, tanto da elevare molte scene banali a qualcosa di più; i due colori che predominano sono l’azzurro, in molte sue sfumature, e l’arancio, che di tanto in tanto appare a donare calore all’immagine, un bellissimo contrasto cromatico che regala molta personalità alle scene.
Detto ciò, la sensazione di dispiacere ed insoddisfazione rimane ben presente perché “Elephant Song” poteva decisamente donare molto di più. Quando si visiona una pellicola che ha tutte le carte in regola per rimanere ben impressa nella mente e nel cuore di chi sta guardando e si constata che, nonostante questo, faccia fatica a decollare a causa di una sceneggiatura che lascia immotivatamente troppe questioni aperte, da cinefili rimanere delusi è praticamente impossibile.

Insomma, non so se consigliarvi il film per gustarvi un’ottima performance attoriale, delle strepitose conversazioni e delle belle immagini o se sconsigliarvelo per la sua inconcludenza, lascio la scelta a voi, magari riuscirete a trovare un significato che a me è totalmente sfuggito.

~Rebel Rabel

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