Tre uomini e una gamba, l’approdo del trio sul grande schermo

Tre uomini e una gamba è uno dei film più divertenti di Aldo Giovanni e Giacomo nonostante sia il loro primo lungometraggio. Alla regia troviamo i tre amici comici accompagnati da Massimo Venier, storico co-regista dei loro primi film; l’anno del debutto è il 1997, precisamente il 27 dicembre, ed essendosi trovato nel periodo natalizio già inoltrato la concorrenza non manca e infatti il film per le prime settimane rimane un po’ all’ombra di pellicole più acclamate, per poi riuscire a ingranare anche grazie a una maggiore distribuzione in Italia facendo raggiungere 40 miliardi di lire di incassi.

La trama

Nelle righe seguenti ci saranno spoiler.

Aldo Giovanni e Giacomo sono tre amici nonché cognati, in realtà solo Aldo e Giovanni dato che i tre devono intraprendere un viaggio da Milano a Gallipoli in vista del matrimonio di Giacomo, che sposerà la sorella delle mogli degli altri due e figlia del loro datore di lavoro, il cavalier Eros Cecconi, che possiede una catena di ferramenta chiamata Il Paradiso della Brugola (nella speranza che non vi siate persi nei gradi di parentela e chi è il capo di chi possiamo proseguire con la storia).

Prima di avviarsi per il meridione c’è da ritirare un pacco misterioso a nome del suocero, neanche il tempo di caricare il pacco che questo subito cade, i tre decidono di aprirlo per accertarsi che non ci sia nulla di rotto e con gran sorpresa, e delusione, scoprono che non è nient’altro che una scultura di legno a forma di gamba (che in realtà non ha neanche le dita e con 30 000 lire il mio falegname la faceva meglio); per Aldo e Giovanni è semplicemente un oggetto in legno di poco gusto, mentre Giacomo riconosce che la scultura è del noto artista Garpez. Il viaggio comincia e in seguito a una chiamata del cavalier Cecconi, scopriamo che l’acquisto della gamba è una semplice mossa d’affari, infatti lo scultore è in pessime condizioni di salute e qualora dovesse trapassare a miglior vita il prezzo della gamba schizzerebbe alle stelle.

Qui potete ammirare la magnificenza del Garpez, riconoscibile perché è un merda

Dopo una pausa all’Autogrill il viaggio riprende, ma sorge subito un imprevisto ovvero che il cane che il suocero gli aveva affidato è stato trascinato per qualche chilometro in autostrada; Aldo è il più dispiaciuto in quanto è stato lui a prendersi cura di Ringhio, questo il nome del cane, fino ad affezionarcisi e la maggior preoccupazione degli altri due è quella di pensare a come dirlo a Eros, senza che questo perda le staffe e senza che loro rischino di perdere il lavoro. Ma ecco che prontamente il cavaliere si fa sentire al telefono e stavolta inizia la chiamata con “È morto!” i tre ancora più spaventati iniziano a cercare delle scuse, dicendo che è stato un incidente, ma il suocero perplesso gli dice che si sta riferendo a Garpez e che quindi il suo affare è riuscito. Il gruppetto di amici è più sollevato sapendo che sono gli unici a conoscenza della dipartita di Ringhio; ma il viaggio non può continuare liscio e infatti dopo essersi persi perché Giovanni ha scelto di uscire dall’autostrada per un semplice rumorino metallico prodotto dall’auto, vengono tamponati da Chiara, anche lei diretta a Sud per le vacanze, l’auto del trio racimola una semplice ammaccatura, mentre l’altra necessita di un meccanico e quindi si offrono di accompagnare Chiara al punto di riparazione più vicino, ma il meccanico è sempre assente dalla sua officina allora decidono di darle un passaggio.

E così la fanciulla si unisce a loro, che già sono in ritardo di una vita e hanno ucciso il cane al suocero, il quale non tarda a farsi sentire in maniera molto alterata chiedendo motivazioni sul loro ritardo. Intanto Chiara e Giacomo entrano sempre più in sintonia fino a provare qualcosa l’uno per l’altra e da qui gli imprevisti e le perdite di tempo non mancheranno, anzi aumenteranno, facendo finire i nostri protagonisti in un mare di guai. Infatti perderanno la gamba per poi tentare di recuperarla giocandosela a pallone in una partita sulla spiaggia, in uno degli incontri più entusiasmanti dei mondiali di beach soccer ovvero Italia-Marocco, conclusasi 3 a 10 perché il Marocco è forte fisicamente e non ci si può ostinare a schierare la difesa a zona. Sempre più disperati e sempre più coscienti del fatto che il cavaliere li odierà a vita decidono di provare a rubare la gamba, attualmente posseduta da dei muratori marocchini, dopo essersi introdotti nella loro abitazione riescono nell’intento, ma vengono scoperti finendo quindi in commissariato, però il proprietario della casa è clemente e allora li lascia ripartire con l’opera d’arte.

Il viaggio continua, ma Giacomo ha sempre più dubbi sul suo matrimonio fino a dire agli altri di non volersi più sposare e…

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Considerazioni

Come già accennato, questo è indubbiamente uno dei film più divertenti del trio, che dopo essersi affermati nel mondo del teatro approdano anche sul grande schermo con un film leggero, dalla trama semplice, dove però sono presenti parecchi richiami e trasposizioni di alcuni dei loro sketch più iconici, come quello della montagna o del conte Dracula.

L’innamoramento tra Giacomino e Chiara, interpretata da Marina Massironi, non è né troppo sdolcinato né persistente all’interno della storia, perché i tre amici rimangono i protagonisti delle loro disavventure dove ognuno trova il proprio spazio senza mettere in ombra gli altri e il punto focale rimane sempre il viaggio. Probabilmente il messaggio che potrebbe passare, seppur in maniera molto lieve, è che se si condivide un viaggio con le persone giuste, poco importa della meta o quanto ci si impiega ad arrivarci. Ma tralasciamo le metafore, stiamo pur sempre parlando di un film comico e quindi l’obiettivo principale è goderselo senza doverci ragionare troppo, perché tutto ciò che ci serve per capirlo e per poter ridere ci è dato dal film e spesso con della semplice e pura ironia; tanto che molte battute sono conosciute anche da chi non è estremamente fan del trio.

Ora la domanda che ci possiamo porre è: “Tre uomini e una gamba è il miglior film di Aldo Giovanni e Giacomo?” La risposta è ovviamente soggettiva e una verità assoluta in questo caso non esiste, ma è comunque uno dei meglio riusciti in generale, non solo per l’aspetto comico. Fare bene al primo colpo non è affatto semplice e probabilmente proprio per questo è solo il primo di una filmografia comunque non da poco per dei comici che arrivano dal teatro e dagli sketch di Mai dire Gol.

Penso di essermi dilungato abbastanza, ringrazio voi che avete avuto la pazienza di leggere questa recensione (o qualunque cosa sia) fino in fondo e l’ultima cosa che mi rimane da fare è augurarvi buona visione, indipendentemente che abbiate perso il conto di quante volte l’avete guardato o che abbiate deciso di guardarlo per la prima volta.

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