M BUTTERFLY (1993) David Cronenberg

Basato sull’omonima opera teatrale di David Henry Hwang, “M. Butterfly” rappresenta un’importante svolta nella filmografia di Cronenberg; le tematiche più ricorrenti, come la mutazione o la realtà che sfugge dal controllo del protagonista, cessano di essere qualcosa di fisico per diventare psicologiche.

Nel 1964 René Gallimard (Jeremy Irons), agente consolare francese, si trasferisce con la moglie a Pechino. Nell’assistere ad una rappresentazione di “Madama Butterfly” di Puccini, René s’innamora della cantante protagonista dell’opera, Song Liling. Dopo averla accompagnata a casa e discusso con lei l’amore sembra diventare reciproco, ma solamente dopo anni di relazione René scopre la terribile verità che nasconde.

Già dal primo dialogo tra i due protagonisti, René ricopre il ruolo del personaggio arrogante citato prima. La prima cosa che Liling fa è ridimensionare l’interpretazione che René dà all’opera di Puccini; egli vede nel suicidio della protagonista un drammatico gesto d’amore, mentre Liling gli fa notare che se fosse stata una donna occidentale a togliersi la vita per un orientale di bassa statura, gli sarebbe risultato ridicolo.

Durante tutta le pellicola René cerca in Liling lo stereotipo della donna orientale sottomessa al potente uomo bianco, come se lui già sapesse ciò che rende felice la sua compagna.

Un’altra scena che dimostra la sua superficialità nel dedicarsi al rapporto con una donna è quella in cui va a letto con la moglie di un ambasciatore tedesco, ed il suo unico commento di fronte al corpo nudo della donna prima di passare all’azione è “sei esattamente come immaginavo”, come se ogni azione della sua vita lui l’avesse anticipata.

Esattamente come accade al protagonista de “La mosca” oppure de “Il demone sotto la pelle”, questa presunzione o desiderio di controllo gli farà provare sulla propria pelle l’imprevedibilità della vita, che non può essere pianificata o piegata al nostro volere.

In questo film Cronenberg rappresenta l’arte sia come elemento di salvezza e libertà d’espressione di fronte alla rivoluzione comunista che aveva luogo nella Cina di quegli anni, sia come qualcosa di pericoloso che ci può portare ad imprigionarci in personalità che non ci appartengono, come nel caso di Song Liling.

Soprattutto nel finale, l’arte, precisamente il teatro, diventa l’unico rifugio nel quale René può rappresentare la sua vicenda, diventando finalmente padrone della sua vita e dei suoi sentimenti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...