Modern Love

Dalla celebre rubrica del New York Times nasce la serie antologica Modern Love, del 2019, in parte scritta e diretta dal regista John Carney (Begin Again), suoi sono i primi tre e il settimo episodio. La serie si compone di una stagione da 8 puntate ed è disponibile in streaming su Amazon Prime Video.

Modern Love prende ispirazione dall’omonima rubrica settimanale del famoso quotidiano che da oltre 15 anni raccoglie le storie dei newyorkesi su amore, relazioni e sentimenti. Il tema principale, quindi, è il racconto dell’amore, in tutte le sue molteplici forme: l’amore sessuale, coniugale, romantico, platonico, familiare e per sé stessi. Otto storie con protagonisti straordinariamente banali che vanno ad esplorare il tema con delicatezza ed originalità: una giovane madre single, una matura coppia alle prese con gli alti e bassi del matrimonio, una ragazza affetta da bipolarismo, una coppia omosessuale con il desiderio dell’adozione, un’anziana vedova che torna ad amare, due giovani al secondo appuntamento, un imprenditore e un’amicizia inaspettata, una ragazza bisognosa dell’affetto di un padre. L’amore, quindi, a 360 gradi, con tutte le sue bellezze e le sue fragilità.

La serie dopo un inizio accattivante si perde un po’ negli episodi centrali, relativamente lenti, per poi riprendersi verso gli ultimi due. Il cast è notevole e ricco di volti conosciuti: da Anne Hathaway a Tina Fey e da Dev Patel ad Andy Garcia, passando per John Slattery e Cristin Milioti. Storie autentiche di vita, di relazioni che permettono allo spettatore di identificarsi anche senza averle vissute in prima persona e che in più di un’occasione lasciano commossi, senza però cadere in una “drammaticità esagerata”; insomma quella commozione piacevole, sia in positivo che in negativo, che viene dalla percezione dell’aver visto qualcosa di vero, senza quel romanticismo finto. I dialoghi e la maggior parte dei personaggi sono freschi e vivaci e la città di New York fa da degna cornice.

L’episodio a mio parere più forte e meraviglioso è sicuramente il terzo, “Prendimi come sono, chiunque io sia”, con la straordinaria performance di Anne Hathaway, che pone l’attenzione sulla malattia mentale – nello specifico il bipolarismo – e sulle quotidiane e profonde difficoltà di chi si trova ad affrontarla, in particolare la solitudine. Un episodio davvero toccante e disarmante, che di certo invoglia a continuare la visione della serie. Da sola l’attrice riesce a mantenere in piedi praticamente l’intera stagione, e forse questo potrebbe essere un difetto: un’interpretazione troppo eccezionale che mette in qualche modo in ombra altri personaggi e interpreti.

La serie è stata già rinnovata per una seconda stagione, che verrà rilasciata da Amazon nel corso di quest’anno, e notizia fresca di questi giorni è l’entrata nel cast di ulteriori volti ben noti, tra cui Kit Harington (Jon Snow di Game of Thrones), Anna Paquin (True blood) e Zuzanna Szadkowski (la beneamata Dorota di Gossip Girl).

Nel complesso quindi Modern Love ha soddisfatto le mie personali aspettative, seppur con qualche difetto; riesce sicuramente a farsi guardare e la bellezza di alcuni episodi riesce a compensare quelli più carenti. È quindi la serie ideale se siete in cerca di qualcosa sull’amore nelle sue mille sfaccettature, che vi faccia emozionare senza però scadere nella favola, perfetta per una domenica pomeriggio sul divano, da soli o in compagnia.  

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