La Spiegazione Completa di Tenet

I Segreti Storici: L’enigma di Sator

Probabilmente il primo pensiero che voi lettori avrete leggendo questo articolo sarà “Perché dovrei interessarmi alla spiegazione di un film uscito sei mesi fa?”, e in effetti avreste pure ragione. Tuttavia ci si è ritrovati a pensare a due motivazioni fondamentali per rispondere alla vostra domanda. Innanzitutto che pur essendo giunto in sala lo scorso Settembre è solo nell’ultimo periodo se Tenet è arrivato sui vostri scaffali in Home Video e nelle librerie digitali per il noleggio in streaming, perciò considerando che all’uscita al cinema sono stati davvero in pochi a vederlo (chi scrive l’articolo era lì e la sala era decisamente vuota) si è pensato che dopo aver visto solo di recente questo intricatissimo film potreste avvicinarvi all’articolo in questione, probabilmente più confusi che persuasi. Inoltre l’intento è quello di delucidare nella maniera più completa possibile, cosa niente affatto facile di per sé e ci si voleva testare in quest’ardua impresa. Dunque per districarci da quella grandiosa e terrificante matassa che è Tenet si dovrà iniziare con le basi. Queste ultime possono essere perfettamente lette anche da chi il film non l’ha ancora visto e soltanto negli ultimi paragrafi si tratterà della storia facendo tantissimi spoiler, tuttavia alcuni concetti sarebbe intrigante conoscerli ex novo durante la visione e altri avranno bisogno di alcuni esempi diretti alle scene, ragion per cui si consiglia la lettura soltanto a chi il film lo abbia effettivamente visto. Dunque iniziamo.

Qual è l’idea più basica che ha ispirato il film, il titolo e molti dei personaggi? “Timorem non tenet” dice più volte il Protagonista, interpretato da John David Washington, intrecciando le mani per mostrare ai contatti dell’agenzia per cui lavora che possono fidarsi. Inoltre nel corso della sua avventura si parlerà più volte di Arepo, un falsario, Sator, l’antagonista principale della pellicola, Rotas, la sua multinazionale, e uno degli eventi fondamentali delle vicende, oltre all’inizio della pellicola, è ambientata all’Opera di Kiev. Queste cinque parole sono state per Nolan una delle scintille che lo ha portato alla lavorazione del film, poiché su diversi siti archeologici romani è stata rinvenuta un’iscrizione enigmatica, di cui ancora oggi non se ne conosce né il significato né tanto meno lo scopo, sebbene moltissimi storici ritengano che fosse un semplice gioco. Il cosiddetto quadrato di Sator è un enigma palindromo in cui è possibile non solo leggere le parole Sator, Arepo, Tenet, Opera, Rotas da destra a sinistra, ma anche dall’alto verso il basso e al contrario, potendo oltretutto trovare varie combinazioni che permettano di leggere sia le singole parole che il loro opposto. Qui un’immagine che spiega più chiaramente il concetto:

Come si può vedere ognuna delle parole ha un suo contrario, tutte tranne quella centrale che regge il sostrato connettivo, ovvero proprio Tenet, che allo stesso modo nella pellicola spinge il Protagonista nel corso della sua avventura aprendogli “le porte giuste, ma anche alcune sbagliate”.

Le Teorie Scientifiche: Entropia e Inversione

Adesso è il momento di addentrarsi maggiormente in quelle idee che hanno effettivamente aiutato il regista a sviluppare tutta la sua storia e a renderla credibile (oltre che incredibilmente difficile da comprendere per chiunque non abbia quantomeno una laurea in fisica quantistica).

1)Teoria Positronica di Feynman: per spiegare a dovere ciò che il fisico statunitense ha pensato bisogna prima dire cosa siano elettroni e positroni. Un elettrone è una particella subatomica elementare leggera con una carica elettrica negativa, mentre i positroni sono identici agli elettroni ma con la carica inversa e considerati delle antiparticelle proprio per questo motivo. Il fatto sorprendente risiede nell’intuizione dello scienziato che, per risolvere un’equazione irrisolvibile in cui non si riusciva a comprendere quale fosse il moto di un positrone, ha ipotizzato che quest’ultimo potesse essere un elettrone in inversione nel tempo. Con parole ancora più semplici si può dire che un elettrone è una particella negativa che compie il suo moto in avanti nel tempo, mentre un positrone è nient’altro che un elettrone che viaggia all’indietro nel tempo.

2)Teoria dell’Elettrone di Wheeler: John Archibald Wheeler prosegue dal lavoro del suo connazionale affermando che il positrone di cui sopra non è altro che lo stesso elettrone che ha raggiunto la fine del tempo e che si sta semplicemente muovendo all’indietro. Tuttavia non finisce qui poiché il fisico teorizza che ogni elettrone che si muove in avanti e ogni positrone che si sposta all’indietro siano tutti un singolo primo elettrone che ha compiuto i suoi viaggi all’infinito.

3)Teoria della Causalità Inversa di Putnam: Quest’ultimo immagina che per viaggiare indietro nel tempo sarebbe più corretto che questo venisse invertito, un po’ come una videocassetta o un nastro, tramite una macchina o una capsula denominata invertitore di causalità. È così che un individuo potrebbe entrare all’interno della capsula, o tornello come chiamato nella pellicola, e potrebbe eseguire un’inversione del flusso della causalità del tempo in grado di far andare a ritroso cose, persone e il tempo stesso fino a quando l’individuo non si reimmette in un’altra capsula per riprendere il classico flusso in avanti del mondo. Sono argomenti spinosi e complessi non solo da capire, ma anche da spiegare quindi si spera che sia stato tutto esemplificato nel modo più semplice possibile. Per tutti coloro che il film lo hanno visto avranno sicuramente sentito un campanello d’allarme suonare leggendo queste righe.

Adesso è però necessario parlare del concetto fondante che verrà ripetuto all’interno della pellicola come se fosse la cosa più semplice del mondo: l’entropia! In un corollario nella seconda legge della termodinamica si definisce entropia quell’insieme di processi di un determinato stato di cose che non potrà mai diminuire, ma soltanto aumentare o rimanere uguale. Un esempio calzante è un’esplosione che, secondo la sua natura fisica, è impossibile che da sola possa implodere, portando a compimento l’aumento della sua entropia fino a uno stato massimo. Ora si vuole andare in un ambito completamente errato scientificamente, ma che può spiegare perfettamente il significato di entropia all’interno della pellicola. Per entropia potremmo definire lo scopo di una cosa o uno stato specifico. Qual è lo scopo di un proiettile? Essere sparato dalla pistola sul muro o sull’obiettivo. E quello di un’esplosione? Di conflagrare ovviamente. E se questa entropia venisse invertita? Il normale scopo del fuoco è bruciare, ma come si vede in una scena di Tenet il suo scopo invertito (l’entropia) diventa quello di congelare. Allo stesso modo il proiettile invertito viene preso dal muro alla canna della pistola e le esplosioni implodono. Come detto è tecnicamente e scientificamente errato, ma in questa sede si pensa che questo sia un esempio semplicissimo che permetta di spiegare a dovere il concetto alla base di tutto Tenet, anche e soprattutto a chi non riesce a masticare ideologie fisiche.

Le Basi Del Film: Posterità e Istinto

Ora sarà necessario parlare di quattro idee nominate nella pellicola che quasi non vengono nemmeno spiegate e che generano enorme confusione il più delle volte.

1)Causa\Effetto\Istinto: questo è sicuramente il concetto più facile da comprendere dopo aver capito cosa sia l’entropia e come questa venga invertita. Il Protagonista non comprende come interfacciarsi con un oggetto, o un mondo, che si muove al contrario poiché normalmente noi, in quanto individui compienti un’azione, siamo la causa che provoca l’effetto, ovvero il movimento del corpo fisico. Ma quando queste azioni sono rovesciate? Viene esplicitato all’interno della pellicola, quasi come un consiglio allo stesso spettatore per fargli capire di non sforzarsi troppo e di non apprendere tutto subito, che per avere a che fare con qualcosa di invertito non si deve ragionare secondo lo schema classico di causa ed effetto, ma secondo il proprio istinto. È quest’ultimo il vero motore dell’azione degli eventi e che permetterà alle parti in causa di elaborare i propri piani.

2)Posterità: un concetto molto semplice che, però, non riceve la benché minima spiegazione, quasi come fosse un termine usuale, è quello di posterità che potremmo identificare come tutto ciò che esiste nel futuro, che possano essere messaggi e mail su computer e telefoni o semplicemente individui. È così che il Protagonista aiuta Kat nella conclusione, ovvero ricevendo una chiamata in quel momento del tempo e tornando indietro con un tornello per intercettare le azioni che sarebbero dovute succedere.

3)Paradosso del Nonno: in questo caso ci sarebbe poco da esplicitare se si considera che è uno dei concetti più approfonditi e meglio spiegati del film, in grado di essere capito già alla prima visione. Tuttavia nasconde le sue insidie. Il paradosso del nonno, che come tutti i paradossi non ha una logica definita, è da intendersi come la volontà del nipote che torna indietro nel tempo a uccidere suo nonno, ma così facendo quest’ultimo non potrà procreare dando vita alla sua discendenza che tornerà indietro a ucciderlo. Come ha fatto quindi il nipote a tornare indietro se il nonno è morto e il nipote non è mai nato? Lo stesso Neil dice che non c’è una risposta, poiché è un paradosso! Tuttavia ciò che ha confuso in tanti è il pensiero che in Tenet avvengano dei semplici viaggi nel tempo, quando in realtà lo si riavvolge non per cambiare ciò che è successo, ma per evitare che succeda o più che altro per fare in modo che tutto vada come deve andare. L’ignoranza è praticamente la parola d’ordine nella società di Tenet perché se i suoi agenti sapessero troppo rischierebbero di cambiare degli eventi che sono già successi e provocherebbero un paradosso. Ciò che fanno nel film è tornare indietro per fare ciò che succederà, probabilmente, ciclicamente. Come si era detto il paradosso del nonno nasconde più insidie di quanto ci si possa aspettare.

4)Tenaglia Temporale: in questo caso bisogna parlare di qualcosa di complesso, ma che non richiederà troppo tempo fortunatamente. Normalmente un’azione a tenaglia, nelle strategie militari, è da intendersi quando un esercito o una squadra si muove in due punti differenti di uno spazio per chiudere in trappola il nemico. In Tenet l’importante non è il dove, ma il quando. Ed è così che uno stesso gruppo di individui si muove in avanti nel tempo, torna indietro in inversione conoscendo già ciò che succederà e tendendo una trappola al povero malcapitato.

Sbrogliare La Matassa: La Cronologia

È giunto il momento di spiegare tutto ciò che accade all’interno degli eventi della pellicola, dall’inizio alla fine. Sarà difficile farlo considerando che non c’è una vera e propria fine o un inizio, perciò bisognerà parlare innanzitutto di un tempo molto avanzato. In un prossimo futuro, tra tantissimi decenni o forse un secolo, il mondo sarà sull’orlo del collasso a causa dello sfruttamento ambientale provocato dall’uomo, ma verrà scoperto un modo di invertire l’entropia degli oggetti facendoli muovere al contrario. Verranno anche creati i tornelli che gli permetteranno di essere posizionati nel passato. Una scienziata creerà un’arma in grado di invertire la polarità e l’entropia del mondo intero e che, se azionata, provocherebbe un reset totale del tempo stesso. Dunque il futuro si scinderà in due società e linee di pensiero agli antipodi: quelli che vogliono usare l’arma, denominata l’algoritmo, per dare una speranza a un futuro che non ne ha, e coloro che vogliono evitarlo. Colei che ha creato un tale marchingegno si pentirà della sua creazione e lo smonterà in 9 pezzi per poi mandarli indietro nel passato, in 9 luoghi e 9 tempi differenti. Allo stesso modo coloro che vogliono usare l’arma arruolano un giovane russo, Sator, agli inizi della caduta dell’Unione Sovietica cosicché li aiuti a trovare tutte le parti dell’arma. Quest’ultimo acquisirà potere, prestigio, si sposerà con Kat e avrà da lei un figlio, Max, ma i loro rapporti si sfalderanno quando lei tenterà di raggirarlo insieme al falsario Arepo.

In un punto non precisato del futuro il Protagonista creerà l’organizzazione Tenet, inizierà ad arruolare i suoi vari agenti, compreso Neil, e li manderà in inversione per impedire a Sator di mettere le mani sulle 9 sezioni dell’algoritmo. E qui avviene il più grande e bellissimo paradosso della pellicola, ma potrà essere capito più avanti. Riconnettendoci con l’inizio del film, un giovane Protagonista, durante un attacco terroristico all’Opera di Kiev, viene catturato dagli uomini di Sator. A questo punto sarà arruolato dall’organizzazione che creerà lui stesso nel futuro per essere messo sulle tracce di Sator e per impedirgli di mettere in atto il suo piano. Vi è venuto il mal di testa, vero? Sulla sua strada incontrerà Neil, Kat e altri personaggi con i quali riuscirà a sventare la minaccia composta dall’algoritmo.

Ci saranno però degli eventi fondamentali da esplicitare meglio. Affinché la bomba venga attivata è necessario che venga seppellita, in modo tale da farla recuperare agli antagonisti del futuro per attivarla, ma onde evitare che ciò avvenga è necessario che una grossa squadra di Tenet agisca contemporaneamente in una manovra a tenaglia temporale. Perciò un gruppo si muove in avanti per scoprire cosa succederà e torna indietro in inversione a riferirlo, l’altro gruppo si muoverà anch’esso in avanti e poi all’indietro di nuovo sapendo già cosa sta per accadere. Allo stesso tempo Sator è intenzionato a togliersi la vita in un momento specifico del passato azionando, tramite il suo orologio, l’esplosione che sotterrerà l’algoritmo e mandando allo stesso tempo al futuro un segnale per indicare il luogo dove trovarlo e attivarlo. Per questo motivo Kat dovrà tenerlo occupato finché la altre squadre non avranno recuperato l’arma. Dopo la riuscita dell’operazione sarà necessario dividere tutte le sezioni dell’algoritmo e spostarle in varie parti di luoghi e tempi differenti del passato, che probabilmente coincideranno con i momenti in cui Sator le recupererà. Tuttavia Neil dovrà tornare per l’ultima volta in inversione e sacrificarsi per aprire una serratura bloccata permettendo al protagonista di salvare il mondo. Un gran casino, vero?

Palindromo: La Supposizione Dei Fan

Dopo aver sviscerato ogni singolo aspetto del film sarà il caso di discutere della teoria che i fan hanno messo in piedi e che ha diviso il pubblico, tra chi la considera un nulla di fatto (compreso chi scrive questo articolo) e chi è convinto della veridicità di una tale possibilità. Sembra infatti che in tantissimi avrebbero pensato che Neil, l’amico del Protagonista, non sarebbe altri che il piccolo Max, ovvero il figlio di Sator e Kat, che cresciuto viene arruolato e torna indietro nel tempo per contrastare suo padre. Perché pensare che questa teoria abbia poco fondamento? Perché è vero che Nolan dissemina le sue pellicole di riferimenti e spunti di trama che rendano più sfaccettata la struttura della storia e spingano i fan a continuare a pensare a ciò che hanno visto, a immaginare possibili scenari e navigare con la fantasia su quel possibile finale o quell’altro, ma è pur vero che nei suoi precedenti lavori venivano sempre (e per sempre si intende letteralmente sempre) inseriti qua e là dei dettagli che potessero avvalorare un’opzione o l’altra, spesso talmente tanti e talmente diversi da rendere tutte le teorie corrette allo stesso tempo, in base all’idea che vuole farsene lo spettatore. In questo caso specifico non è presente nemmeno un singolo dettaglio suggerito dalle parole dei protagonisti o da qualsiasi altra cosa che possa lasciar intendere che Max e Neil siano lo stesso individuo. Oltretutto la differenza d’età sarebbe enorme e sbagliata, ma in ambito temporale è anche vero che tutto è possibile. La motivazione principale dietro questa idea è perciò solo quella di una sensazione da parte del pubblico, un’idea romantica che si sono fatti, con alcunché ad avvalorare la propria tesi. Tuttavia i film di Nolan servono più di tutto a farci sognare e a continuare a immaginare anche dopo la conclusione, che è comunque l’intento del cinema in sé, delle storie e delle immagini meravigliose che abbiamo imparato ad amare. Il cinema ci vuole spingere a fantasticare e vivere mille vite insieme ai patimenti dei protagonisti e Nolan lo fa ogni singola volta, anche quando comprendere il significato della pellicola sia estremamente ostico come per questo film. Perché Tenet in fin dei conti, che piaccia o meno, spinge lettori e scrittori a continuare a parlarne e, soprattutto, a continuare a sognare.

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