Recensione Palindroma Tenet

Si consiglia la lettura da smartphone o tablet

Il precedente anno è finito da pochissimo e forse proprio per questo motivo è giunto il momento di tirare le somme di un periodo che ha sconquassato il nostro quotidiano e che ha messo in ginocchio il mondo, tra gli altri anche quello della settima arte. Tuttavia in un periodo nel quale le sale cinematografiche sono state chiuse, e lo sono tutt’ora, si è potuto intravvedere uno spiraglio di speranza filtrare tra le problematiche di un anno terribile. Intorno alla fine dell’estate, e per non più di due mesi, le sale sono state riaperte per ospitare un piccolo quantitativo di opere che hanno saputo divertire e intrattenere, ma un regista aveva l’idea e l’onere, oltre che la pretesa, di riportarci tutti al cinema con il suo film. Sebbene i numeri siano stati contro di lui, ci ha davvero riportati tutti in sala per vedere quell’ingarbugliata matassa di enigmi che è Tenet. Ci si potrebbe chiedere come mai pubblicare una recensione del film di Christopher Nolan dopo così tanti mesi. Innanzitutto perché l’uscita delle versioni home video è in dirittura d’arrivo, oltre che del noleggio sugli store di qualsiasi piattaforma disponibile, anche le console da gioco, e inoltre perché sembrava dovuto parlarne a mente fredda, cercando di capire i punti di forza e i punti deboli di questa pellicola così strana. Vogliamo tranquillizzare tutti che sarà rigorosamente senza spoiler, al netto di un articolo in arrivo a breve in cui snoccioleremo ogni dettaglio della pellicola.

Tuttavia potrebbe venirvi un dubbio: perché leggere una recensione di un film uscito sei mesi fa? Per invogliarvi a farlo si è pensato di proporre qualcosa di diverso, di innovativo e rivoluzionario, un po’ come il film in questione. Scorrete fino alla fine e vedrete!

Palindromo

Tenet è un gioco, un enigma, come lo era nell’antichità il quadrato del Sator, ovvero un’iscrizione che è stata rinvenuta su vari scavi romani contenente una serie di parole palindrome da destra a sinistra e dall’alto in basso. L’ultima fatica di Nolan vuole giocare con il suo pubblico, stordirlo e fargli fare il girotondo facendo in modo che quando si smette di girare il risultato che si ha davanti agli occhi è qualcosa di confuso e indistinto, complesso da definire e comprendere. Tuttavia basta fermarsi un attimo a riflettere, porre la giusta attenzione ai dettagli e la soluzione diventa più esaltante di quanto si possa immaginare. Una metafora piuttosto calzante per definire Tenet, poiché la nuova opera di Nolan ha un aspetto specifico che è dualisticamente un grande pregio e un difetto, in base a che genere di spettatore si approccia alla visione. Il regista adora confondere le idee con paroloni pomposi e idee stravaganti, un intreccio astruso e di difficile comprensione per invogliare il pubblico a ragionare con la propria testa, a sviscerare ogni aspetto della storia, ogni dettaglio per farlo proprio e giungere alla soluzione con la propria immaginazione, risolvendo il puzzle. Se quindi siete persone che, come di consueto per Nolan, vogliono rivedere il film per comprenderlo appieno o che passa il tempo dopo la visione a rimuginare su ciò che si è appena visto, allora è il film perfetto per voi. Se così non è allora potreste trovate difficoltosa la visione.

Tuttavia questo non significa che non possiate godervi un’ottima pellicola. Anzi! Tenet ha un altro grandissimo pregio, ovvero essere un magnifico prodotto d’intrattenimento, oltre che un’opera d’autore. Riesce a mischiare magnificamente vari generi tra cui quello di guerra, spionaggio, dramma familiare, azione e thriller, tutti perfettamente incastrati in modo tale che anche se voleste spegnere il cervello ci si può comunque godere un film avvincente e mozzafiato. Anche dal punto di vista della componente visiva è puro godimento per ogni appassionato della settima arte, con scorci e frame che hanno già fatto storia. La colonna sonora incalza a ogni istante e non lascia un attimo di tregua, come il ritmo della pellicola, ma potrebbe non piacere a tutti, esattamente come il resto chiaramente, gli attori sono tutti bravissimi in ogni ruolo, in particolare Robert Pattinson che ci regala un personaggio interessante e umano. Purtroppo Kenneth Branagh va un po’ troppo in overacting, ovvero quando ci si cala talmente tanto nella parte da risultare quasi una macchietta, e infatti dovendo interpretare un russo si poteva ingaggiare un vero attore proveniente da quelle lande gelide. Infine la sceneggiatura è la cosa più controversa della pellicola, considerando che o la si ama o la si odia, senza mezzi termini. Va detto che una volta raggiunta la soluzione di un enigma intricatissimo, e che si nasconde dietro paroloni scientifici e filosofici di difficile comprensione per chi non è un fisico teorico, la storia in sé è piuttosto basica, ma non per questo insignificante. Anzi è sempre stato così con il regista americano. Trame semplici, ma organizzate in modo tale da essere uniche nel loro genere.

Conclusioni

Si è quindi giunti alla conclusione di questa recensione e vanno tirate le dovute somme. Personalmente Tenet è stato un film strabiliante, adorato a ogni visione e che sa regalare dettagli differenti e sempre nuovi ogni volta. Oltretutto da un punto di vista tecnico è stupefacente, soprattutto se si sa come Nolan lavora e sapendo cosa avviene nel dietro le quinte. Come già detto lo si può vedere sia in quanto spettatori interessati a sviscerarlo di ogni suo dettaglio oppure soltanto per godersi un ottimo film d’azione. Logicamente potrebbe non piacere a chi vuole per forza capire tutto subito.

Tenet è una parola palindroma e il film, anche se non sembrerebbe, è palindromo esattamente come questa recensione. Dunque è arrivato il momento di invertire il flusso del tempo. Incredibile vero?

¿oɹǝʌ ǝןıqıpǝɹɔuI ˙odɯǝʇ ןǝp ossnןɟ ןı ǝɹıʇɹǝʌuı ıp oʇuǝɯoɯ ןı oʇɐʌıɹɹɐ ,ǝ ǝnbunᗡ ˙ǝuoısuǝɔǝɹ ɐʇsǝnb ǝɯoɔ ǝʇuǝɯɐʇʇɐsǝ oɯoɹpuıןɐd ,ǝ ‘ǝqqǝɹǝɹqɯǝs uou ǝs ǝɥɔuɐ ‘ɯןıɟ ןı ǝ ɐɯoɹpuıןɐd ɐןoɹɐd ɐun ,ǝ ʇǝuǝ⊥

˙oʇıqns oʇʇnʇ ǝɹıdɐɔ ɐzɹoɟ ɹǝd ǝןonʌ ıɥɔ ɐ ǝɹǝɔɐıd uou ǝqqǝɹʇod ǝʇuǝɯɐɔıƃo˥ ˙ǝuoızɐ,p ɯןıɟ oɯıʇʇo un ısɹǝpoƃ ɹǝd oʇuɐʇןos ǝɹnddo oıןƃɐʇʇǝp ons ıuƃo ıp oןɹɐɹǝɔsıʌs ɐ ıʇɐssǝɹǝʇuı ıɹoʇɐʇʇǝds oʇuɐnb uı ɐıs ǝɹǝpǝʌ ,ond ıs oן oʇʇǝp ,ɐıƃ ǝɯoϽ ˙ǝʇuınb ǝן oɹʇǝıp ןǝu ǝuǝıʌʌɐ ɐsoɔ opuǝdɐs ǝ ɐɹoʌɐן uɐןoN ǝɯoɔ ɐs ıs ǝs oʇʇnʇʇɐɹdos ‘ǝʇuǝɔɐɟǝdnʇs ,ǝ oɔıuɔǝʇ ɐʇsıʌ ıp oʇund un ɐp oʇʇnʇǝɹʇןO ˙ɐʇןoʌ ıuƃo ıʌonu ǝɹdɯǝs ǝ ıʇuǝɹǝɟɟıp ıןƃɐʇʇǝp ǝɹɐןɐƃǝɹ ɐs ǝɥɔ ǝ ǝuoısıʌ ıuƃo ɐ oʇɐɹopɐ ‘ǝʇuɐıןıqɐɹʇs ɯןıɟ un oʇɐʇs ,ǝ ʇǝuǝ⊥ ǝʇuǝɯןɐuosɹǝԀ ˙ǝɯɯos ǝʇnʌop ǝן ǝʇɐɹıʇ ouuɐʌ ǝ ǝuoısuǝɔǝɹ ɐʇsǝnb ıp ǝuoısnןɔuoɔ ɐןןɐ ıʇunıƃ ıpuınb ,ǝ ıS

ıuoısnןɔuoϽ

˙ǝɹǝuǝƃ oɹoן ןǝu ǝɥɔıun ǝɹǝssǝ ɐp ǝןɐʇ opoɯ uı ǝʇɐzzıuɐƃɹo ɐɯ ‘ıɔıןdɯǝs ǝɯɐɹ⊥ ˙ouɐɔıɹǝɯɐ ɐʇsıƃǝɹ ןı uoɔ ,ısoɔ oʇɐʇs ǝɹdɯǝs ,ǝ ızu∀ ˙ǝʇuɐɔıɟıuƃısuı oʇsǝnb ɹǝd uou ɐɯ ‘ɐɔısɐq oʇsoʇʇnıd ,ǝ ,ǝs uı ɐıɹoʇs ɐן ‘oɔıɹoǝʇ oɔısıɟ un ,ǝ uou ıɥɔ ɹǝd ǝuoısuǝɹdɯoɔ ǝןıɔıɟɟıp ıp ıɔıɟosoןıɟ ǝ ıɔıɟıʇuǝıɔs ıuoןoɹɐd oɹʇǝıp ǝpuoɔsɐu ıs ǝɥɔ ǝ ‘oɯıssıʇɐɔıɹʇuı ɐɯƃıuǝ un ıp ǝuoıznןos ɐן ɐʇunıƃƃɐɹ ɐʇןoʌ ɐun ǝɥɔ oʇʇǝp ɐΛ ˙ıuıɯɹǝʇ ızzǝɯ ɐzuǝs ‘ɐıpo ıs ɐן o ɐɯɐ ıs ɐן o ǝɥɔ opuɐɹǝpısuoɔ ‘ɐןoɔıןןǝd ɐןןǝp ɐsɹǝʌoɹʇuoɔ ,nıd ɐsoɔ ɐן ,ǝ ɐɹnʇɐıƃƃǝuǝɔs ɐן ǝuıɟuI ˙ǝpıןǝƃ ǝpuɐן ǝןןǝnb ɐp ǝʇuǝıuǝʌoɹd ǝɹoʇʇɐ oɹǝʌ un ǝɹɐıƃƃɐƃuı ɐʌǝʇod ıs ossnɹ un ǝɹɐʇǝɹdɹǝʇuı opuǝʌop ıʇʇɐɟuı ǝ ‘ɐʇʇǝıɥɔɔɐɯ ɐun ısɐnb ǝɹɐʇןnsıɹ ɐp ǝʇɹɐd ɐןןǝu oʇuɐʇ ǝʇuǝɯןɐʇ ɐןɐɔ ıs ıɔ opuɐnb oɹǝʌʌo ‘ƃuıʇɔɐɹǝʌo uı oddoɹʇ ,od un ɐʌ ɥƃɐuɐɹq ɥʇǝuuǝʞ oddoɹʇɹnԀ ˙ouɐɯn ǝ ǝʇuɐssǝɹǝʇuı oıƃƃɐuosɹǝd un ɐןɐƃǝɹ ıɔ ǝɥɔ uosuıʇʇɐԀ ʇɹǝqoᴚ ǝɹɐןoɔıʇɹɐd uı ‘oןonɹ ıuƃo uı ıɯıssıʌɐɹq ıʇʇnʇ ouos ıɹoʇʇɐ ıןƃ ‘ǝʇuǝɯɐɹɐıɥɔ oʇsǝɹ ןı ǝɯoɔ ǝʇuǝɯɐʇʇɐsǝ ‘ıʇʇnʇ ɐ ǝɹǝɔɐıd uou ǝqqǝɹʇod ɐɯ ‘ɐןoɔıןןǝd ɐןןǝp oɯʇıɹ ןı ǝɯoɔ ‘ɐnƃǝɹʇ ıp oɯıʇʇɐ un ɐıɔsɐן uou ǝ ǝʇuɐʇsı ıuƃo ɐ ɐzןɐɔuı ɐɹouos ɐuuoןoɔ ɐ˥ ˙ɐıɹoʇs oʇʇɐɟ ,ɐıƃ ouuɐɥ ǝɥɔ ǝɯɐɹɟ ǝ ıɔɹoɔs uoɔ ‘ǝʇɹɐ ɐɯıʇʇǝs ɐןןǝp oʇɐuoıssɐddɐ ıuƃo ɹǝd oʇuǝɯıpoƃ oɹnd ,ǝ ɐʌısıʌ ǝʇuǝuodɯoɔ ɐןןǝp ɐʇsıʌ ıp oʇund ןɐp ǝɥɔu∀ ˙oʇɐıɟɐzzoɯ ǝ ǝʇuǝɔuıʌʌɐ ɯןıɟ un ǝɹǝpoƃ ǝnbunɯoɔ ,ond ıs ıɔ oןןǝʌɹǝɔ ןı ǝɹǝuƃǝds ǝʇsǝןoʌ ǝs ǝɥɔuɐ ǝɥɔ ǝןɐʇ opoɯ uı ıʇɐɹʇsɐɔuı ǝʇuǝɯɐʇʇǝɟɹǝd ıʇʇnʇ ‘ɹǝןןıɹɥʇ ǝ ǝuoızɐ ‘ǝɹɐıןıɯɐɟ ɐɯɯɐɹp ‘oıƃƃɐuoıds ‘ɐɹɹǝnƃ ıp oןןǝnb ınɔ ɐɹʇ ıɹǝuǝƃ ıɹɐʌ ǝʇuǝɯɐɔıɟıuƃɐɯ ǝɹɐıɥɔsıɯ ɐ ǝɔsǝıᴚ ˙ǝɹoʇnɐ,p ɐɹǝdo,un ǝɥɔ ǝɹʇןo ‘oʇuǝɯıuǝʇʇɐɹʇuı,p oʇʇopoɹd oɔıɟıuƃɐɯ un ǝɹǝssǝ oɹǝʌʌo ‘oıƃǝɹd oɯıssıpuɐɹƃ oɹʇןɐ un ɐɥ ʇǝuǝ⊥ ¡ızu∀ ˙ɐןoɔıןןǝd ɐɯıʇʇo,un ıʌɹǝpoƃ ǝʇɐıssod uou ǝɥɔ ɐɔıɟıuƃıs uou oʇsǝnb ɐıʌɐʇʇn⊥

˙ǝuoısıʌ ɐן ɐsoʇןoɔıɟɟıp ǝʇɐʌoɹʇ ǝʇsǝɹʇod ɐɹoןןɐ ,ǝ uou ,ısoɔ ǝS ˙ıoʌ ɹǝd oʇʇǝɟɹǝd ɯןıɟ ןı ,ǝ ɐɹoןןɐ ‘oʇsıʌ ɐuǝddɐ ,ǝ ıs ǝɥɔ ,oıɔ ns ǝɹɐuıƃnɯıɹ ɐ ǝuoısıʌ ɐן odop odɯǝʇ ןı ɐssɐd ǝɥɔ o ouǝıddɐ oןɹǝpuǝɹdɯoɔ ɹǝd ɯןıɟ ןı ǝɹǝpǝʌıɹ ouoıןƃoʌ ‘uɐןoN ɹǝd oʇǝnsuoɔ ıp ǝɯoɔ ‘ǝɥɔ ǝuosɹǝd ǝʇǝıs ıpuınb ǝS ˙ǝןzznd ןı opuǝʌןosıɹ ‘ǝuoızɐuıƃɐɯɯı ɐıɹdoɹd ɐן uoɔ ǝuoıznןos ɐןןɐ ǝɹǝƃunıƃ ǝ oıɹdoɹd oןɹɐɟ ɹǝd oıןƃɐʇʇǝp ıuƃo ‘ɐıɹoʇs ɐןןǝp oʇʇǝdsɐ ıuƃo ǝɹɐɹǝɔsıʌs ɐ ‘ɐʇsǝʇ ɐıɹdoɹd ɐן uoɔ ǝɹɐuoıƃɐɹ ɐ oɔıןqqnd ןı ǝɹɐıןƃoʌuı ɹǝd ǝuoısuǝɹdɯoɔ ǝןıɔıɟɟıp ıp ǝ osnɹʇsɐ oıɔɔǝɹʇuı un ‘ıʇuɐƃɐʌɐɹʇs ǝǝpı ǝ ısodɯod ıuoןoɹɐd uoɔ ǝǝpı ǝן ǝɹǝpuoɟuoɔ ɐɹopɐ ɐʇsıƃǝɹ ןI ˙ǝuoısıʌ ɐןןɐ ɐıɔɔoɹddɐ ıs ǝɹoʇɐʇʇǝds ıp ǝɹǝuǝƃ ǝɥɔ ɐ ǝsɐq uı ‘oʇʇǝɟıp un ǝ oıƃǝɹd ǝpuɐɹƃ un ǝʇuǝɯɐɔıʇsıןɐnp ,ǝ ǝɥɔ oɔıɟıɔǝds oʇʇǝdsɐ un ɐɥ uɐןoN ıp ɐɹǝdo ɐʌonu ɐן ,ǝɥɔıod ‘ʇǝuǝ⊥ ǝɹıuıɟǝp ɹǝd ǝʇuɐzןɐɔ oʇsoʇʇnıd ɐɹoɟɐʇǝɯ ɐu∩ ˙ǝɹɐuıƃɐɯɯı ɐssod ıs oʇuɐnb ıp ǝʇuɐʇןɐsǝ ,nıd ɐʇuǝʌıp ǝuoıznןos ɐן ǝ ıןƃɐʇʇǝp ıɐ ǝuoızuǝʇʇɐ ɐʇsnıƃ ɐן ǝɹɹod ‘ǝɹǝʇʇǝןɟıɹ ɐ oɯıʇʇɐ un ısɹɐɯɹǝɟ ɐʇsɐq ɐıʌɐʇʇn⊥ ˙ǝɹǝpuǝɹdɯoɔ ǝ ǝɹıuıɟǝp ɐp ossǝןdɯoɔ ‘oʇuıʇsıpuı ǝ osnɟuoɔ ıp ɐsoɔןɐnb ,ǝ ıɥɔɔo ıןƃɐ ıʇuɐʌɐp ɐɥ ıs ǝɥɔ oʇɐʇןnsıɹ ןı ǝɹɐɹıƃ ıp ǝʇʇǝɯs ıs opuɐnb ǝɥɔ opoɯ uı opuǝɔɐɟ opuoʇoɹıƃ ןı ǝɹɐɟ ıןƃɹɐɟ ǝ oןɹıpɹoʇs ‘oɔıןqqnd ons ןı uoɔ ǝɹɐɔoıƃ ǝןonʌ uɐןoN ıp ɐɔıʇɐɟ ɐɯıʇןn,˥ ˙ossɐq uı oʇןɐ,ןןɐp ǝ ɐɹʇsıuıs ɐ ɐɹʇsǝp ɐp ǝɯoɹpuıןɐd ǝןoɹɐd ıp ǝıɹǝs ɐun ǝʇuǝuǝʇuoɔ ıuɐɯoɹ ıʌɐɔs ıɹɐʌ ns ɐʇnuǝʌuıɹ ɐʇɐʇs ,ǝ ǝɥɔ ǝuoızıɹɔsı,un oɹǝʌʌo ‘ɹoʇɐS ןǝp oʇɐɹpɐnb ןı ,ɐʇıɥɔıʇuɐ,ןןǝu ɐɹǝ oן ǝɯoɔ ‘ɐɯƃıuǝ un ‘oɔoıƃ un ,ǝ ʇǝuǝ⊥

oɯoɹpuıןɐԀ

¡ǝʇǝɹpǝʌ ǝ ǝuıɟ ɐןןɐ ouıɟ ǝʇǝɹɹoɔS ˙ǝuoıʇsǝnb uı ɯןıɟ ןı ǝɯoɔ ,od un ‘oıɹɐuoıznןoʌıɹ ǝ oʌıʇɐʌouuı ıp ‘osɹǝʌıp ıp ɐsoɔןɐnb ǝɹɹodoɹd ıp oʇɐsuǝd ,ǝ ıs oןɹɐɟ ɐ ıʌɹɐıןƃoʌuı ɹǝԀ ¿ɐɟ ısǝɯ ıǝs oʇıɔsn ɯןıɟ un ıp ǝuoısuǝɔǝɹ ɐun ǝɹǝƃƃǝן ,ǝɥɔɹǝd :oıqqnp un ıʌɹıuǝʌ ǝqqǝɹʇod ɐıʌɐʇʇn⊥

˙ɐןoɔıןןǝd ɐןןǝp oıןƃɐʇʇǝp ıuƃo oɯǝɹǝןoıɔɔous ınɔ uı ǝʌǝɹq ɐ oʌıɹɹɐ uı oןoɔıʇɹɐ un ıp oʇʇǝu ןɐ ‘ɹǝןıods ɐzuǝs ǝʇuǝɯɐsoɹoƃıɹ ,ɐɹɐs ǝɥɔ ıʇʇnʇ ǝɹɐzzıןןınbuɐɹʇ oɯɐıןƃoΛ ˙ɐuɐɹʇs ,ısoɔ ɐןoɔıןןǝd ɐʇsǝnb ıp ıןoqǝp ıʇund ı ǝ ɐzɹoɟ ıp ıʇund ı ǝɹıdɐɔ ıp opuɐɔɹǝɔ ‘ɐppǝɹɟ ǝʇuǝɯ ɐ ǝuɹɐןɹɐd oʇnʌop ɐʌɐɹqɯǝs ,ǝɥɔɹǝd ǝɹʇןouı ǝ ‘oɔoıƃ ɐp ǝןosuoɔ ǝן ǝɥɔuɐ ‘ǝןıqıuodsıp ɐɯɹoɟɐʇʇɐıd ısɐısןɐnb ıp ǝɹoʇs ıןƃns oıƃƃǝןou ןǝp ǝɥɔ ǝɹʇןo ‘oʌıɹɹɐ,p ɐɹnʇʇıɹıp uı ,ǝ oǝpıʌ ǝɯoɥ ıuoısɹǝʌ ǝןןǝp ɐʇıɔsn,ן ,ǝɥɔɹǝd oʇʇnʇızuɐuuI ˙ısǝɯ ıʇuɐʇ ,ısoɔ odop uɐןoN ɹǝɥdoʇsıɹɥϽ ıp ɯןıɟ ןǝp ǝuoısuǝɔǝɹ ɐun ǝɹɐɔıןqqnd ıɐɯ ǝɯoɔ ǝɹǝpǝıɥɔ ǝqqǝɹʇod ıs ıϽ ˙ʇǝuǝ⊥ ,ǝ ǝɥɔ ıɯƃıuǝ ıp ɐssɐʇɐɯ ɐʇɐıןƃnqɹɐƃuı,ןןǝnb ǝɹǝpǝʌ ɹǝd ɐןɐs uı ıʇʇnʇ ıʇɐʇɹodıɹ oɹǝʌʌɐp ɐɥ ıɔ ‘ınן ıp oɹʇuoɔ ıʇɐʇs ouɐıs ıɹǝɯnu ı ǝuǝqqǝS ˙ɯןıɟ ons ןı uoɔ ɐɯǝuıɔ ןɐ ıʇʇnʇ ıɔɹɐʇɹodıɹ ıp ‘ɐsǝʇǝɹd ɐן ǝɥɔ ǝɹʇןo ‘ǝɹǝuo,ן ǝ ɐǝpı,ן ɐʌǝʌɐ ɐʇsıƃǝɹ un ɐɯ ‘ǝɹǝuǝʇʇɐɹʇuı ǝ ǝɹıʇɹǝʌıp oʇndɐs ouuɐɥ ǝɥɔ ǝɹǝdo ıp oʌıʇɐʇıʇuɐnb oןoɔɔıd un ǝɹɐʇıdso ɹǝd ǝʇɹǝdɐıɹ ǝʇɐʇs ouos ǝןɐs ǝן ‘ısǝɯ ǝnp ıp ,nıd uou ɹǝd ǝ ‘ǝʇɐʇsǝ,ןןǝp ǝuıɟ ɐןןɐ ouɹoʇuI ˙ǝןıqıɹɹǝʇ ouuɐ un ıp ǝɥɔıʇɐɯǝןqoɹd ǝן ɐɹʇ ǝɹɐɹʇןıɟ ɐzuɐɹǝds ıp oıןƃɐɹıds oun ǝɹǝpǝʌʌɐɹʇuı oʇnʇod ,ǝ ıs ‘ɐɹo,ʇʇnʇ ouos oן ǝ ‘ǝsnıɥɔ ǝʇɐʇs ouos ǝɥɔıɟɐɹƃoʇɐɯǝuıɔ ǝןɐs ǝן ǝןɐnb ןǝu opoıɹǝd un uı ɐıʌɐʇʇn⊥ ˙ǝʇɹɐ ɐɯıʇʇǝs ɐןןǝp oןןǝnb ǝɥɔuɐ ıɹʇןɐ ıןƃ ɐɹʇ ‘opuoɯ ןı oıɥɔɔouıƃ uı ossǝɯ ɐɥ ǝɥɔ ǝ ouɐıpıʇonb oɹʇsou ןı oʇɐssɐnbuoɔs ɐɥ ǝɥɔ opoıɹǝd un ıp ǝɯɯos ǝן ǝɹɐɹıʇ ıp oʇuǝɯoɯ ןı oʇunıƃ ,ǝ oʌıʇoɯ oʇsǝnb ɹǝd oıɹdoɹd ǝsɹoɟ ǝ oɯıssıɥɔod ɐp oʇıuıɟ ,ǝ ouuɐ ǝʇuǝpǝɔǝɹd ןI

ʇǝןqɐʇ o ǝuoɥdʇɹɐɯs ɐp ɐɹnʇʇǝן ɐן ɐıןƃısuoɔ ıS

ʇǝuǝ⊥ ǝuoısuǝɔǝᴚ

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...