Disney+ Non Funziona!

La Disney si da allo streaming

Le piattaforme di streaming sono diventate predominanti all’interno del mercato dell’intrattenimento odierno al punto che ne siamo assediati. Il che non è necessariamente un male, anzi è una nuova frontiera come lo è stato il cinema prima e l’avvento di internet poi. Un’evoluzione di un passato mitico e fulgido che si tramuta in un presente e futuro in cui la visione streaming sarà sempre più centrale. Tuttavia un’avvenire del genere non è né da temere o tantomeno da buttare, anzi sono tanti i privilegi che risiedono nello streaming da casa, ma non è questa la sede per parlarne.

Piuttosto quest’oggi si andrà ad affrontare un caso che ancora dopo 9 mesi non ha trovato la giusta quadra. Sì, perché tra le tante piattaforme streaming disponibili, Netflix e Prime Video in cima alla lista, si è fatto largo a suon di spintoni grazie a un nome altisonante la neo Disney+, giunta in Italia già a Marzo scorso, in pieno lockdown, e a Novembre 2019 in America. Però mentre presentare un articolo pochi giorni o settimane dell’arrivo sui nostri computer non sarebbe stato giusto, anche se comprensibile, ora dopo tutto questo tempo ci si può sentire in diritto, e in dovere, di avvertire qualsiasi possibile futuro abbonato. Perché la verità è che la grande Disney si sarà anche fatta largo con la forza del proprio nome, ma in fin dei conti il risultato è tutto fumo e niente arrosto.

I Lati Positivi

Forse prima, però, è meglio partire con ciò che di buono propone fino a oggi, perché comunque le cose positive ci sono eccome, non è del tutto negativa l’opinione attuale. Innanzitutto i più grandi brand Disney, Pixar, Marvel, Lucas e Fox sono presenti, anche se non interamente, sulla piattaforma così come anche un’enorme sfilza di documentari National Geographic. Quindi tutti i classici Disney, i film Pixar, i corti di entrambe le compagnie, alcuni cartoni di Topolino, Pippo e Paperino davvero spassosi e stupendi da scoprire o riscoprire, la quasi totalità dei film sui supereroi Marvel e X-Men, tutti gli Star Wars, tutte le stagioni di I Simpson, le varie serie Disney Channel e, per l’appunto, una miriade di documentari vari. Oltretutto è presente la serie originale, l’unica degna di nota, The Mandalorian che si riallaccia al filone di Star Wars e ce ne sono parecchie a tema supereroi in arrivo. Recentemente sono stati inseriti tutti i film di Aldo, Giovanni e Giacomo, il trio comico italiano e sono presenti tantissime serie Disney Channel, anche di produzione italiana, adatte ai ragazzini e ai bambini.

Certamente un parco titoli vastissimo e completo… a una prima occhiata! Perché il catalogo è ricco solo dando uno sguardo superficiale, ma se si sta attenti vi si trovano le più grandi magagne della piattaforma. Tuttavia per chi ha dei bambini o dei ragazzi, per chi è appassionato di supereroi, jedi, avventure Disney in generale e o non ha visto tutti i film negli anni o chi non ha una ricca collezione di Dvd o Blu-Ray allora c’è senza dubbio una scelta enorme e ore di contenuti. Ma per chi vuole, e si aspettava qualcosa di più?

Il Catalogo

Partiamo adesso dalle note dolenti che stanno tutt’ora inficiando negativamente sulla qualità della piattaforma, ovvero un Catalogo morto prima ancora di giungere sugli schermi nostrani. Tralasciando il fatto sopracitato che se qualcuno ha già visto tutti i film tra animazione, supereroi e jedi, o li possiede nella propria collezione su disco, ovviamente ha pochissimo senso pagare un servizio del genere. Ma qualche ingenuo utente potrebbe pensare che pur possedendo una vasta collezione fisica potrebbe comunque trovare contenuti interessanti, vari e in gran numero che possano ovviare alla spesa. Purtroppo le serie animate come Darkwing Duck, Ducktales, i corti storici di Topolino o alcune serie per ragazzi di Disney Channel non sono complete e sono presenti solo stagioni intermedie o senza alcuni episodi e addirittura opere come Star Wars Clone Wars non ci sono nemmeno nel catalogo. Moltissime serie molto antiche mancano non solo di doppiaggio italiano, ma anche dei sottotitoli sebbene sembra stiano lavorando il più possibile e il problema in questo caso è da indicarsi alla scarsa qualità degli stessi che sono stati trovati in archivio. Inoltre come si è detto nel paragrafo precedente si può guardare The Mandalorian, serie a tema Star Wars, che risulta interessante e pregevole, ma è l’unico contenuto originale e nuovo che ci sia praticamente in assoluto, se non si contano i documentari (quelli ne escono a bizzeffe).

Le serie Marvel promesse non ci sono e la prossima in dirittura d’arrivo è Wanda Vision che forse vedremo a Gennaio 2021. È anche vero che l’emergenza Covid ha bloccato di tutto e di più, tra slittamenti e produzioni cancellate in ogni ambito. Quindi almeno da questo punto di vista sarebbero giustificati, se non fosse che Disney avrebbe tecnicamente una miniera d’oro fra le mani e non la sfrutta!

Esatto perché ha comprato la Fox per reintegrare i personaggi X-Men e Fantastici 4 al Marvel Cinematic Universe e per poter sfruttare i Simpson, ma la compagnia acquisita comprende tutt’altro. Dove sono finiti Futurama, i Griffin o American Dad? E sono state citate solo serie d’animazione per adulti. La risposta risiede tutta lì, in quel “per adulti”. Film come Logan The Wolverine o Deadpool non sono stati inseriti perché sono vietati ai minori, per non parlare poi di Alien, film horror, d’azione, d’avventura e dai più disparati generi, senza considerare quelli dell’etichetta Fox Searchlight che trattano tematiche sociali mature e con realizzazioni d’autore come Il Caso Spotlight.

Infine qual è la maggiore e più grave differenza tra Netlix\Prime e Disney? Che le prime due sono piene di film e serie tv NON originali mentre quest’ultima non proponendo altro che le proprie produzioni, e nemmeno in tutta la sua totalità, presenta un catalogo scarno, deludente e poco interessante. La motivazione principale dietro la mancanza di film o serie per “adulti” come Deadpool o i Griffin risiede nella volontà di Disney di rendere la propria piattaforma Family Friendly, totalmente sicura per i bambini e i ragazzi senza che siano presenti contenuti vietati o dal carattere troppo forte e deciso. Ma se questa è la motivazione principale conclamata, allora perché troviamo un profilo Kids con tutti i contenuti per bambini? Non basterebbe creare a quel punto una categoria in cui si dichiara, per chi accede, di essere maggiorenne e poter visionare film come Alien e altri vari? A quanto pare no e questo è il principale motivo dietro alla struttura fallimentare di Disney+ che si fa bella dietro a un nome che attira il vasto pubblico, ma all’atto pratico propone poco e niente.

Meglio non parlare del caso “Mulan” che ha portato le persone ad accendere le fiaccole e prendere i forconi. Per riassumere rapidamente: il film live action Mulan doveva uscire a Maggio, ma i cinema erano chiusi a causa della pandemia perciò l’idea è stata quella di portarlo direttamente in streaming al modico prezzo di 24€ a noleggio. Molti film sono stati proposti in questo modo da vari siti durante questo periodo, ma spendendo già 70€ all’anno per l’abbonamento Disney un consumatore dovrebbe aspettarsi che quanto meno le produzioni originali vengano distribuite in quanto parte di ciò che si paga, senza prezzi aggiuntivi. Per ovviare alla possibilità che gli utenti avrebbero visto il film con il “periodo di prova” si potevano bloccare determinati contenuti come già fanno produttori come Sky o Mediaset. Certo le aspre critiche hanno fatto in modo che il film venga dato gratis a Dicembre, ma non è giustificabile.

La Piattaforma

Fosse solo un catalogo deludente il problema! La piattaforma che viene utilizzata è fallace, mal fatta e confusionaria, stracarica di innumerevoli bug. Per prima cosa se si sta vedendo una puntata di una serie tv con tanti episodi e si è in una stagione avanzata, ad esempio la sesta di I Simpson, e si ritorna indietro si viene reindirizzati alla schermata relativa alla serie ma devi ripartire anche dalla prima puntata della prima stagione. Oltretutto se ti trovi dentro un episodio e vuoi passare a quello successivo prima che questo finisca è totalmente mancante il tasto dedicato, obbligando a tornare alla schermata della serie che, per l’appunto, riporta alla prima stagione. Ma questa è la cosa minore.

La ricerca è fallata ed è il problema principale della piattaforma dal punto di vista tecnico. Se si scrive ad esempio “Topolino” il risultato sarà di solo alcuni dei corti e film con presente la famosa icona, in alternativa bisognerà scrivere Micky Mouse o Mouse o addirittura il titolo originale del prodotto, spesso in italiano, ma molto più spesso in inglese. Se non si ricorda il titolo preciso non si verrà indirizzati al prodotto desiderato, anzi il sistema di ricerca funziona talmente male che non esistono ricerche correlate in base a una parola chiave. Infine, ultima magagna inerente alla ricerca, anche se di poco conto, risiede nel fatto che la ricerca precedente rimane salvata anche se non si è più presente nella categoria associata. Ad esempio se si cerca Topolino e si vuole cercare Paperino bisogna cancellare la prima parola, non lo fa il sistema in automatico.

Queste sono problematiche storiche e anche se è vero che pure Netflix e Prime all’arrivo avevano qualche problema qua e là, in questo caso è anche vero che Disney+ è giunta in Italia dopo quasi 6 mesi, e attualmente dopo un intero anno dalla sua nascita in America questi problemi continuano a persistere.

Ma anziché risolvere i bug precedenti hanno ben pensato di portare una nuova e interessantissima funzionalità. Peccato sia macchinosa da usare e con un fastidioso bug, il che fa chiaramente capire che queste cose non vengono testate a dovere e che siamo noi utenti i beta tester di Disney. Si sta parlando del Group Watch ovvero la possibilità di guardare contenuti con un party di amici vedendo in contemporanea, allo stesso momento e inviando emoji divertenti per reagire a una scena. Tutto molto interessante, se non fosse che per collegarsi al gruppo bisogna cliccare l’apposita icona sulla piattaforma, si riceve un link e un codice da inviare tramite mail ai propri amici, questi devono cliccare il suddetto link e immettere il codice per collegarsi e a quel punto… puff! Sbuca fuori la scritta “Impossibile connettersi” o “Connessione non riuscita riprovare”. Dopo una sfilza di tentativi falliti si riesce finalmente a entrare nel gruppo, si inizia a vedere il film o l’episodio, ma dopo alcuni minuti ci si rende subito conto che alcuni membri del party sono chiaramente avanti o indietro, anche se non è stata fatta nessuna azione. Infatti se il capo gruppo di visione mette pausa tutti gli altri tornano al minuto che lui sta vedendo, sia che siano avanti o indietro. Un bug davvero fastidioso e assurdo che si potrebbe spiegare con differenze di fotogrammi al secondo che vengono inviati con frequenze diverse ai vari membri e che il nostro occhio non può percepire, facendo in modo che noi non ce ne accorgiamo.

Tutte problematiche tecniche queste che rendono fastidiosa la navigazione e la visione e che inficiano negativamente sulla qualità complessiva.

Le Speranze

In definitiva Disney+ funziona a singhiozzi, sia tecnicamente che per i contenuti che porta, troppo rari e troppo esclusivi. È certamente un affare per chi ama le produzioni della compagnia e che non ha visto o possiede tutto e anche per famiglie con bambini e ragazzi. Invece se siete alla ricerca di una selezione vasta e completa, con produzioni non che facciano necessario riferimento a un’età media di 7-16 anni, allora non dovreste avvicinarvene. Personalmente ho aperto nuovamente Disney+ solo con l’arrivo della seconda stagione di The Mandalorian, ma non accedevo al mio profilo da mesi il che è piuttosto sintomatico del problema principale, ovvero dell’esiguità di contenuti.

La speranza è che entro l’anniversario di un anno italiano molte situazioni vengano risolte, anche se dopo un anno dalla nascita ufficiale (cioè quella americana di Novembre, quindi ora) non è stato fatto granché per gestire la cosa. Ciò che fa piacere è vedere recenti dichiarazioni dei dirigenti della piattaforma che annunciano l’arrivo di alcuni film sul catalogo che dovevano uscire al cinema. Sembra che il Covid non c’entri nulla stavolta e che la volontà di portare più contenuti per lo streaming era già un’idea concreta. Altra dichiarazione fa riferimento al fatto che forse, ma molto forse, si potrebbe iniziare a pensare di portare produzioni per adulti come Deadpool.

Fino a ora la spesa non è stata giustificata, se non per qualche piccolissima chicca. Personalmente è estremamente difficile che io rinnoverò l’abbonamento a Marzo prossimo, ma la vera speranza è che i bug e le mancanze vengano sistemate per farmi cambiare idea.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Daniele Artioli ha detto:

    E’ stato veramente un suicidio non inserire tutto il loro archivio di materiale; cosa aspettano? Quello che mi lascia più perplesso è la scelta di mettere stagioni a caso o incomplete di una serie: ma piuttosto metti tutta la prima e basta, riservandoti di ampliarla in un secondo momento!

    Secondo me dimostra anche tutto il problema della Disney contemporanea, cioè di non sapere più bene chi sia. Ormai, a conti fatti, è una casa di produzione come tutte le altre, senza più alcuna autentica specializzazione, dal momento che possiede e produce i film più disparati, mentre dall’altra parte cerca di mantenere intatto un brand family-friendly che non le appartiene più. Forse la Disney, a livello manageriale prima che streaming, deve capire cosa vuole fare di sé stessa, se continuare a essere lo Studio dei Classici animati e dei film per famiglie o se invece diventare una casa di produzione come le altre; ci sono pro e contro in entrambe le scelte, ma ne deve fare una.

    Mia mamma ha fatto l’abbonamento quando è arrivato e io l’ho aperto un paio di volte, ma ho visto davvero poco. Ho già visto tutti i classici, i Pixar e i film Marvel, mentre Star Wars non mi interessa. Quello che davvero mi stuzzica sono i corti più vecchi, quei film che raramenti si vedono in giro e poco conosciuti, oltre ad alcune serie di quando ero piccolo, come Darkwing Duck o Duck Tales. Per il resto confermo un po’ la tua impressione: una piattaforma evitabilissima.

    Piace a 1 persona

    1. Andrea Palazzolo ha detto:

      allora la motivazione sul perché hanno pubblicato le stagioni a pezzi e solo alcune sparse è perché tutto il materiale di partenza è rovinato o il doppiaggio è mancante e lo stanno restaurando. ma come dici anche tu a sto punto evitavano e pubblicavano quando avevano tutto completo. è un pò come se Netflix quando ha rifatto il doppiaggio italiano di Evangelion, dopo le critiche a Cannarsi, avesse pubblicato le ultime 3 puntate perchè avevano quelle pronte.
      comnque si sono d’accordo sul fatto che Disney sia una compagnia eternamente confusa, che acquisisce una vera gallinella dalle uova d’oro che è Fox e per cosa l’avrebbe fatto? per inserire gli x-men con gli avengers? bah! non ha senso!
      io come te uso la piattaforma ogni morte di papa, il che non è affatto positivo. sono troppe le magagne per un utente attento e non possiamo farci prendere in giro così. mio padre ad esempio se l’è fatto e lo usa molto spesso perchè adora i cinecomic e se ne vede uno al giorno quasi e ripetizione (quando li ha finiti tutti li ricomincia da capo, non chiedermi come faccia) perciò per lui la spesa è stata ben ripagata. ma per chi, come detto, i film li ha già visti e non è interessato più di tanto a rivederli allora non ha alcun senso. e siccome troppi articoli parlano entusiasticamente di Disney+, sicuramente per qualche buon motivo, io volevo parlarne invece schiettamente e per aiutare i titubanti.

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