Lords of Chaos: benvenuti nel Black Circle.


Quattro ragazzini suonano un metal oscuro e sperimentale nella tavernetta famigliare di Øisten, il fondatore della band. Quei ragazzini sono i Mayhem e ancora non sanno quanta strada faranno e ciò che li attende proprio dietro l’angolo.
Sono gli anni ’80, il 1984 o giù di lì, siamo ad Oslo, la capitale della Norvegia, e la voglia di provocare e disturbare la società è tanta e viscerale a tal punto che i Mayhem, soprattutto per merito di Øisten, in arte Euronymous, coniano un nuovo ed innovativo genere musicale che parla di morte, satanismo e ribellione, un genere che da lì a poco avrebbe cambiato il panorama musicale del periodo e non solo: il True Norwegian Black Metal, a tutti noi noto semplicemente come Black Metal. Dopo il buon successo ottenuto con il fortunato primo EP “DeathcrushManiac e Manheim, il cantante ed il batterista, abbandonano il gruppo ed al loro posto subentrano Hellhammer, il nuovo batterista, e Dead, il nuovo e disturbato cantante. Dead è infatti affetto dalla Sindrome di Cotard, una patologia psicologica che convince la persona di essere morta, ed inoltre è gravemente depresso, autolesionista e necrofilo.
Con questi due componenti la band svolta la sua carriera e si fa un nome, imponendosi pesantemente nell’ambito metal locale, fino a quando Dead non decide di suicidarsi. E proprio in questo delicato momento di perdita arriva Kristian, o meglio, Varg Vikernes. O meglio, Burzum.
Ma questo è solo l’inizio di una cupa spirale di distruzione che coinvolgerà i nostri protagonisti, la Norvegia ed anche noi.
Tratto dal libro “Lords of Chaos – La storia insanguinata del metal satanico” (1998) di Michael Moynihan e Didrik Søderlind, questa sorta di MTV movie biografico del 2018 “basato sulla verità e sulle menzogne” è diretto dal regista ed ex batterista dei Bathory, una band black metal svedese, Jonas Åkerlund, principalmente famoso per i numerosissimi videoclip musicali da lui firmati per Madonna, i Roxette, Ozzy Osbourne, i Metallica, Lady Gaga, i Rammstein e molti altri artisti.

Dinamico, sarcastico, spietato, fresco ed affascinante: sì, “Lords of Chaos” è davvero un film gustoso.
Con il suo linguaggio cinematografico estremamente contemporaneo, giovanile e molto ironico, Jonas Åkerlund ci permette fin da subito e senza troppi preamboli di entrare nel vivo della vicenda, di conoscere i personaggi che la abitano e di immedesimarci nel mood generale della pellicola, che in questo caso è quasi adolescenziale, ma nel senso buono. La regia di per sé è semplice e non molto ricamata ma proprio in questa sua apprezzabile sobrietà riesce ad essere efficace, risultando molto scorrevole, vivace e non impegnativa. Il film ci si presenta come la versione morbosa, tetra e violenta di un classico film musicale e d’amicizia, raccontandoci la storia del vero movimento terroristico di stampo satanico, isolazionista ed anti-cristiano chiamato Balck Metal Inner Circle o Black Circle, nato nel 1991 e morto nel 1993 e capeggiato da Euronymous, il suo fondatore. Åkerlund ci descrive questo movimento con grande onestà, illustrandoci le poco solide basi sulla quale poggiava e la vera natura di chi lo ha creato, un gruppo di adolescenti altolocati e borghesi annoiati, fuori controllo e ribelli che, grazie ai soldi dei genitori, sono riusciti a creare sì qualcosa di artisticamente valido ed importante ma anche altamente pericoloso e negativo.
Il cast lavora molto bene e ci restituisce alla perfezione questa sensazione di abbandono ed oscurità, le interpretazioni sono buone e la somiglianza con i veri personaggi è veramente notevole, soprattutto per Rory Culkin (Euronymous) e Jack Kilmer (Dead). Da maniaca della precisione nei biopic quale sono, apprezzo particolarmente questa accuratezza.
Ciò nonostante il film in questione non vuole essere un’accurata ricostruzione della realtà ma vuole, bensì, narrare una “favola” macabra su un movimento giovanile innovativo quanto distruttivo, geniale quanto folle, creativo quanto pericoloso; lo stesso regista definisce la pellicola come un mix tra menzogne e realtà e sebbene abbia consultato materiale di repertorio della band, rapporti ufficiali della polizia, dettagliate fotografie del negozio di dischi del protagonista e del suo appartamento, molte parti della storia sono state romanzate, seppur non tradendo la vera essenza della vicenda.

Ciò della quale stiamo parlando è riassumibile con la parola che vi ho proposto all’inizio: gustoso.
Lords of Chaos” non è un’opera particolarmente memorabile, tuttavia è un buon film, che rimane nell’aria che respirate poco dopo la visione e che si pone un obiettivo che riesce, poi, a raggiungere senza alcun problema, il che non è davvero poco. Se avete voglia di essere intrattenuti da un prodotto accattivante, seducente ed a suo modo inquietante e se siete curiosi di conoscere una pagina storica quanto meno bizzarra, allora questo film fa per voi, di sicuro non ne rimarrete delusi.

~Rebel Rabel

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