Capri Revolution

La mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è alle porte e anche quest’anno, nonostante i problemi permeati nel mondo del Cinema a causa del Covid-19, i titoli da tenere in considerazione sono numerosi. In attesa di scoprire quale lungometraggio sarà il più premiato di quest’anno, voglio proporvi un film uscito nel 2018 presentato alla 75esima edizione della Mostra che ha lasciato il pubblico e la critica piacevolmente sorpresi. Mario Martone, regista napoletano noto per i suoi lavori che mirano al cinema d’essé, come Il giovane favoloso e Il sindaco del rione Sanità, due anni fa ci ha regalato una perla difficile da ignorare, Capri Revolution, pellicola che si è aggiudicata ben 13 candidature ai David di Donatello, vincendone due (miglior colonna sonora a Apparat e Philipp Thimm e miglior costumista a Ursula Patzark). Seguono due premi al Ciak d’oro, uno a Martone per la migliore regia e uno a Marianna Fontana come miglior attrice protagonista, ed infine sette premi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (premio SIAE, premio Francesco Pasinetti al miglior film, premio Arca Cinemagiovani al miglior film italiano a Venezia, premio Soundtrack Stars, premio Sfera 1932, premio La pellicola d’oro alla miglior sarta di scena a Katia Schweiggl e il Premio Lizzani).

Con lo sfondo di un’arretrata Capri agli albori del ‘900, Lucia è una giovane donna figlia di contadini che passa le sue giornate a pascolare le capre e ad assistere il padre malato. Analfabeta e costretta dai fratelli maggiori a trovare marito, Lucia sfugge dall’alienante realtà casalinga facendo la conoscenza di Seybu, un’artista nordeuropeo a capo di una comune che, nel tentativo di recuperare la primitiva naturalezza dell’uomo, pratica il nudismo, assume un’alimentazione vegetariana e segue un culto focalizzato nel ricongiungimento con lo spirito stesso della Natura. Lucia, affascinata da una condizione di libertà così distante dalla sua, si avvicina sempre di più al gruppo, suscitando il sospetto della sua gente e la rabbia della sua famiglia.

Martone propone una tematica femminista che si snoda tra vite e modi di pensare opposti, rendendoci partecipi dei difetti che accomunano entrambi. Lucia fa da spartiacque, diventando, scena dopo scena, la donna simbolo dell’emancipazione che tutti avevamo bisogno di veder nascere da una mente italiana. Lucia è quindi la protagonista che tiene in mano l’inizio di un secolo, metafora stessa del cambiamento e della consapevolezza necessari al Sud Italia per evolversi. E’ lei che ci rende coscienti della condizione di regressione in cui non solo le donne, ma tutto il popolo dell’isola vive; è lei che ci mostra cosa voglia dire imparare a leggere e a scrivere; che ci insegna a rifiutare la violenza in un macrocosmo in cui ogni azione è votata alla brutalità. Tutte queste silenziose lezioni Lucia le impartisce con la quieta forza di un adolescente, dotata solo di una voce che brama di conoscere una nuova lingua con cui parlare.

Ciò che immediatamente colpisce di Capri Revolution è l’insistente liricità della regia. Prolisso di scene madri che vedono come unica protagonista la bellezza primitiva di Capri, il film si racconta tramite una fotografia che suona, scarno di dialoghi e ricco di suggestioni. La pellicola si sviluppa di pari passo con la vita di Lucia, iniziando con una sterile e silenziosa realtà, attraversandone una burrascosa e terminando con l’ampiezza del mare, simile a quella percepita dall’animo rinnovato della protagonista. Basandosi su una storia vera, Martone smorza il realismo della vicenda con una mano registica che sfiora l’onirico, rendendosi così adeguatamente metaforico. Ambientazioni, costumi e fotografia arricchiscono di concretezza questo film che di spirituale ha tanto, trovando un giusto equilibrio tra Verità e Immaginazione.

Consiglio espressamente al visione di Capri Revolution e un approfondimento del lavoro di Martone. Questa è una delle pellicole che porta la bandiera della famosa Rinascita del Cinema Italiano: la cura di Martone per i dettagli ci rende consapevoli della battaglia che i registi della nostra contemporaneità stanno affrontando contro il mercato mondiale, sempre più esigente, e contro il pubblico italiano, assuefatto e poco abituato a storie così dirompenti e ad una regia così aperta. Se siete amanti di quel genere di cinema che rende immediata la poesia dell’immagine e della parola non potete perdervi Il giovane favoloso, biografia del grande poeta Giacomo Leopardi. Non da meno la protagonista, Marianna Fontana, giovanissima attrice che ha già dato prova del suo talento in Invisibili, pellicola del 2016 in cui si è aggiudicata una candidatura come miglior attrice protagonista ai David di Donatello alla giovanissima età di 19 anni.

Per oggi è tutto, amici cinefili! Ora tocca a voi farmi sapere nei commenti il vostro parere su Capri Revolution: avevate già sentito parlare del film? L’avete visto? Cosa ne pensate? Noi ci vediamo alla prossima recensione qui sul blog e su Instagram (dove mi trovate come @mymoviesdrugs) per non perdere nessuna novità sul mondo del cinema e tanti consigli tema film e serie TV. Non dimenticatevi di iscrivervi al blog per non mancare nessun articolo della nostra redazione.

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