Cursed, recensione NO SPOILER

Dopo il successo di The Witcher, sbarca sul catalogo Netflix Cursed, una serie Epic Fantasy che ci propone una rivisitazione delle leggende legate al ciclo arturiano. La serie, composta da una stagione di 10 episodi che durano circa cinquanta minuti, nasce come trasposizione dell’omonima serie di romanzi dello scrittore Thomas Wheeler. Diretta da Zetna Fuentes, Cursed vede come protagonisti volti noti, come quello di  Katherine Langford (13 Reasons Why, Knives Out, Love, Simon), Gustaf Skarsgård (Vikings, Westworld, The way back) e Daniel Sharman (Teen Wolf, I Medici, Le nove vite di Chloe King). Nuove scoperte sono state Devon Terrell, nei panni di un giovane Artù e Shalom Brune-Franklin nel ruolo di Morgana.

Cursed ha come protagonista Nimue, una giovane ragazza Fey emarginata e temuta per la sua speciale connessione con gli Occulti, gli spiriti magici che animano la terra. Ben presto il destino di Nimue si intreccerà con personaggi mitici, pericoli da superare e il ritrovamento di una potente arma, la Spada dei primi Re. Ma il suo viaggio alla ricerca di Merlino, unico uomo capace di decidere il destino della Spada, verrà ostacolato da qualcosa che va oltre l’impresa personale della giovane donna: il popolo Fey è in pericolo, minacciato dai temuti paladini della Chiesa, i Monaci Rossi, e solo il potere di Nimue sembra in grado di proteggerlo.

Cursed racchiude in sé tutti gli elementi tipici della fiaba (un eroe, una missione, un elemento magico, un antagonista da sconfiggere), aggiungendo loro un tocco modernizzante che svecchia la trita e ritrita storia di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, offrendo al giovane pubblico un prodotto d’intrattenimento appassionante e curato. La serie abbraccia le ultime tendenze del piccolo schermo, proponendo una protagonista forte ed impavida, che soverchia le antiche tradizioni medioevali ed elimina il concetto di donzella in difficoltà. Personaggi maschili e personaggi femminili si bilanciano così in una storia priva di ruoli di genere stereotipati, a lungo andare noiosi da guardare.

Della storia di Nimue e del popolo Fey è apprezzabile la pura piega avventuriera: è facile, specialmente quando ci si addentra nel mondo delle serie dirette ai teen, che la trama prenda, prima o poi, una completa deviazione, focalizzandosi più sulle interazioni amorose dei personaggi che sull’azione in sé. Cursed non commette questo sbaglio. L’amore e l’amicizia non mancano, ma non calpestano mai i piedi a ciò che è il fulcro della storia. La trama, in questo modo, prosegue senza punti morti, senza digressioni destabilizzanti, assumendo una linearità tipica dell’Epic Fantasy, senza mai farci dimenticare quel è il destino di Nimue e la Causa perseguita da ogni personaggio.

Mettendo piede nell’universo del fantasy è facile inciampare. Un prodotto di questo genere, infatti, deve tener conto di tante cose, che vanno ben oltre lo sviluppo della trama e dei personaggi. Ambientazioni, costumi, estetica generale, effetti visivi e speciali, trucco e colonna sonora sono elementi basilari per la realizzazione di un fantasy con i fiocchi. Cursed fa qualche errore, ma nel complesso è difficile lamentarsi troppo. Abbiamo foreste, campi che si perdono all’orizzonte, scogliere a picco sul mare, villaggi e caverne minacciose; i costumi sono semplici, di poco effetto, ma funzionali; il trucco è stato gestito abbastanza bene, mentre gli effetti visivi, come spesso accade nel mondo delle serie TV, lasciano a desiderare. La colonna sonora è praticamente inesistente, comunque nulla di indimenticabile e l’estetica avrebbe potuto tirare a segno più colpi. Nulla a che vedere con la cura delle atmosfere tetre di The Witcher, ma sicuramente superiore ai toni scoloriti di Luna Nera.

Il cast è buono. Non ci sono interpretazioni indimenticabili, ma spiccano attori come Daniel Scharman e Gustaf Skarsgård. Nel complesso ho trovato Cursed un prodotto che merita un’occhiata: intrattiene come è giusto che faccia una serie legata al genere young adult fantasy, ci sono storyline appassionanti, la storia si lascia seguire con piacere, se si è appassionati del genere. Ci sono degli errori estetici, il cast non eccelle e alcuni personaggi meritavano una caratterizzazione più spiccata, ma confido nella realizzazione di una seconda stagione che migliori questi aspetti. Cursed è una serie assolutamente godibile per chi, come me, ama il cinema fantastico. Al contrario di The Witcher, che ha attirato anche i meno propensi al genere, Cursed lascerà delusi, forse annoierà, chi invece alla vista di creature magiche e spade invincibili storce il naso in partenza.

Per oggi, caro lettore, è tutto! Adesso tocca a te: fammi sapere nei commenti se hai visto la serie; ti è piaciuta? Cosa ti aspetti dalla seconda stagione (io già ho partorito qualche teoria)? Inoltre, ti ricordo di iscriverti al blog e di seguirci su Instagram (trovi me come @mymoviesdrugs e il blog come @cinesblog) per non perdere nessun aggiornamento sul mondo del cinema e delle serie TV!

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