Mulan: forte come una Donna.


Cina, 600 d.C.
Fa Mulan è un’intelligente ed intraprendente giovane ragazza che cerca in ogni modo di onorare la sua famiglia anche se questo, in quegli anni, voleva dire costringersi ad una vita da moglie, madre e casalinga al fianco di un uomo facoltoso, ruolo che decisamente non la rende felice e soddisfatta. Mulan, infatti, ha ben altro per la testa e cammina in bilico tra il rispetto dei voleri tradizionali ed opprimenti dei suoi genitori ed il seguire il cuore alla ricerca dell’indipendenza e dell’emancipazione.
Quando la notizia che gli spietati Unni sono riusciti ad oltrepassare la muraglia cinese giunge al villaggio della famiglia Fa, ogni uomo viene chiamato alle armi e Fa Zhou, il padre di Mulan, non fa eccezione. Il coraggio dell’attempato Fa Zhou è tanto ma il suo fisico è molto debilitato, Mulan decide così di proteggerlo arruolandosi nell’esercito al suo posto, andando incontro non solo alla guerra ma anche alla pena di morte nel caso si venisse a scoprire il suo essere donna.
Questo è l’incipit dell’irresistibile 36° classico Disney “Mulan“, film d’animazione, d’avventura e guerra del 1998 candidato a ben dodici Annie Awards, le note premiazioni hollywoodiane riservate ai film animati, della quale ne vinse dieci.

I colori pieni, vibranti e saturi tipici dello stile Disney ci riempiono gli occhi già dalle prime scene e subito capiamo che ci troviamo davanti ad uno dei numerosi capolavori della più prolifica dream machine americana. Questo ottimo film d’animazione, creato durante il magico decennio denominato “Rinascimento Disney”, periodo che parte nel 1989 con “La Sirenetta” e termina nel 1999 con “Tarzan“, vede le proprie piccole pecche sparire nei suoi tanti e buoni pregi.
Il finale eccessivamente leggero e sbrigativo viene compensato da una sceneggiatura briosa, istruttiva e brillante che, accompagnata da una regia intelligente e spumeggiante, risulta davvero perfetta per grandi e piccini, donandoci un film veramente godibile ad ogni età, il che non è scontato per un prodotto diretto ai bambini. I messaggi che ci vengono efficacemente proposti sono i sempreverdi valori dell’emancipazione femminile, una tematica che oggi come ieri è di vitale importanza per le donne in primis ma anche per gli uomini, perché scoprire che dietro alla millenaria storiella della donna succube, dipendente e senza aspirazioni aldilà del matrimonio e della famiglia non c’è nulla se non un ruolo costruito a tavolino per far risaltare il sesso maschile, non può che far bene a tutti noi.
La storia di “Mulan” è ispirata all’antica leggenda cinese di Hua Mulan, una leggendaria eroina che si arruolò in un esercito di soli uomini, cosa al tempo illegale e punibile con la morte ed il disonore dell’intera famiglia. Il poema cinese che ci narra questa avvincente storia proviene dal VI secolo, il periodo delle dinastie del nord, s’intitola “La Ballata di Mulan” e non ha un autore certo, a noi viene raccontata da ben cinque sceneggiatori statunitensi, uno dei quali è Chris Sanders, che sceneggiò anche “La Bella e La Bestia” (1991), “Aladdin” (1992), “Il Re Leone” (1994) e molti altri cartoni Disney, tra cui “Lilo e Stitch” (2002) che lo vide anche regista.
Altro grande fiore all’occhiello del film in questione è senza dubbio la colonna sonora curata da Jerry Goldmsith, compositore e direttore d’orchestra statunitense premio Oscar per la colonna sonora de “Il Presagio” di Richard Donner (1976), e Matthew Wilder, musicista, cantante e produttore discografico americano noto per aver lavorato con star come Bette Midler e Rickie Lee Jones. Le canzoni sono maestose, simpatiche e molto orecchiabili, ma soprattutto mai superflue o prive di scopo. Grazie ai testi, infatti, la trama va avanti e si snoda fino a quando la guerra non entra in gioco, da lì in poi il cantato sparisce, come a sottolineare la devastazione che pervase la Cina in quel periodo. Davvero una bella soluzione.
Il comparto estetico è, come sempre, impeccabile, le animazioni sono fluide e molto naturali e l’equilibrio tra tratti più affilati e appuntiti e linee tonde e morbide rendono i disegni di “Mulan” estremamente riconoscibili ed emblematici.
Concludo riferendovi un’adorabile chicca riguardo il doppiaggio, quanti di voi sapevano che nella versione italiana la voce di nonna Fa è quella della regista romana premio Oscar Lina Wertmüller?

I film del Rinascimento Disney.

La visione di questo cult sensibile, educativo e dinamico è consigliata a tutti voi ma in special modo ai bambini, che troveranno il giusto equilibrio tra divertimento e formazione, come dovrebbe sempre essere.

~Rebel Rabel

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