Watchmen: ad un passo dall’ora del giudizio.


È tarda notte mentre Edward Blake fuma un enorme sigaro nella sua elegante abitazione. Edward Blake non è una persona qualunque e l’ombra che lo attende dietro la porta d’ingresso lo sa ed è lì per ucciderlo.
La porta si spalanca e l’ombra fa irruzione, inizia un combattimento senza esclusioni di colpi tra il muscoloso e forte Edward Blake, conosciuto da tutti come il Comico, ed il misterioso, agile e veloce sconosciuto. “È tutto uno scherzo… È tutto uno scherzo. Madonna perdonami” sono le ultime parole del Comico prima che il suo corpo sfondi la finestra ed impatti contro l’asfalto.
“Sotto di me quest’orribile città urla come un mattatoio di bambini ritardati e il crepuscolo puzza di fornicazione, di coscienze sporche. Stanotte, un Comico è morto a New York… Qualcuno sa perché. Qualcuno sa” annota Rorschach sul suo diario poco prima di iniziare una ricerca al killer che, forse, vuole uccidere tutti i vigilanti mascherati, i Watchmen. Spettro di Seta II, Gufo Notturno II, il Dr. Manhattan e lo stesso Rorschach sono in pericolo ma lo è anche il mondo, ora che una guerra nucleare tra America e Russia è all’orizzonte.
L’orologio del giorno del giudizio segna cinque minuti all’apocalisse, cosa ne sarà dell’umanità se neanche i supereroi sono intoccabili?

La famosa canzone “The Times They Are A-Changin’” di Bob Dylan ci introduce a questo cinecomic cupo, amaramente ironico e provocatorio presentandoci la storia dei Minutemen e dei Watchmen, due gruppi di vigilanti e supereroi mascherati nati per aiutare e difendere le persone. Tuttavia, questi individui sono tutto tranne che perfetti, dimenticatevi i vari buoni per eccellenza come Superman e Batman, in questa New York malfamata e picchiata dalla pioggia neanche chi vi protegge è dalla parte del giusto. I personaggi sono ottimamente resi dal cast convincente ed esteticamente molto simile ai disegni originali di Alan Moore e Dave Gibbons ma anche dalla buona sceneggiatura, che lascia il giusto spazio ad ogni membro della banda di parlare di sé e di farsi conoscere, rendendo così semplice ed immediato l’apprendimento dei loro tratti distintivi e della loro storia. Un’altra peculiare e davvero divertente e gustosa componente della sceneggiatura, ma ovviamente anche della graphic novel sulla quale è basata, è il continuo giocare con la storia americana ed i suoi momenti più bui: John F. Kennedy fu ucciso dal Comico; nella guerra del Vietnam il Dr. Manhattan, il superuomo dei Watchmen mutato da un esperimento scientifico, fu fondamentale; la nota fotografia in bianco e nero del giovane marinaio statunitense che bacia l’infermiera viene riproposta con Silhouette, una componente lesbica dei Minutemen, ed una ragazza e così via. Davvero geniale e molto apprezzabile.
Zack Snyder, noto ai più per aver diretto “300” (2007) e “Batman v Superman: Dawn Of Justice” (2016), qua è in gran forma e ci propone atmosfere realistiche e credibili seppur surreali, donandoci sequenze d’azione esteticamente appaganti e serrate e momenti di puro intrattenimento, visivo e mentale. La sua regia risulta, così, intelligente e dinamica, mai blanda, pop e molto coinvolgente.
Altri due sono, a parer mio, i grandi pregi di questo film: la color palette e la colonna sonora. La prima è composta da tonalità scure e molto desaturate ed incrementa notevolmente l’atmosfera apocalittica e marcia che si reapira per tutta la durata della pellicola; la seconda spicca per la selezione dei molti brani famosi, sempre ben abbinati alle scene e molto d’effetto, brani come “The Sound Of Silence” di Simon & Garfunkel, “Me and Bobby McGee” di Janis Joplin e “I’m Your Boogie Man” dei KC and the Sunshine Band.
Da notare, inoltre, l’importanza emancipatoria di “Watchmen” per la comunità lgbtq+, in questo film rappresentata in ruoli di potere e supereroistici, basta pensare ad Ozymandias, uomo più intelligente del mondo e miliardario, e alla sopracitata Silhouette.

Rorschach

Ozymandias

Spettro di Seta II

Gufo Notturno II

Dr. Manhattan

Se avete amato il realismo di “Joker” di Todd Phillips (2019) e la fumettosità splatter di “Sin City” di Frank Miller (2005) questo film satirico, disilluso e violento film fa per voi, i suoi dialoghi marmorei e molto teatrali, la sua creatività ed il suo ritmo vi conquisteranno.

~Rebel Rabel

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