I Segreti di Brokeback Mountain: il dolore di non poter amare.


Tratto dal romanzo “Gente del Wyoming” di Annie Proulx, scrittrice statunitense di origini canadesi premiata con l’importante Premio Pulitzer per la narrativa, sceneggiato dal romanziere e sceneggiatore Larry McMurtry, anch’egli vincitore di un Pulitzer, e dalla scrittrice Diana Ossana e diretto dal regista due volte Premio Oscar Ang Lee, questo pluripremiato ed iconico film del 2005 conquistò immediatamente critica e pubblico. Il perché è presto detto.
Oltre ad essere uno dei primissimi film mainstream, ossia diretti al grande pubblico, a trattare apertamente e senza veli o tabù l’amore omosessuale, “I Segreti di Brokeback Mountain” non nasconde né cliché né stereotipi triti e ritriti sulle persone gay, offrendo così una panoramica umana e realistica di un sentimento che trascende l’orientamento sessuale; la sua importanza a livello culturale fu talmente elevata che la University of Southern Carolina, la più antica università privata della California, istituì un gruppo di docenti, commediografi, accademici e bloggers per scrivere un saggio sull’impatto sociale e sull’influenza sulla cultura di massa di questa pellicola.
La storia è quella di Ennis e Jack, due giovani cowboy che nel Wyoming del 1963 cercano un lavoro stagionale. Si aggiudicano entrambi un ingaggio per condurre un gregge di pecore al pascolo nella stupenda località di Brokeback Mountain e la loro convivenza rivela due caratteri molto diversi: Ennis Del Mar è burbero, taciturno e grezzo mentre Jack Twist è estroverso, affabile e molto solare.
Nonostante le differenze caratteriali, i due stringono un legame profondo ed indistruttibile che sfocierà in un amore di rara bellezza e intensità, un amore che cambierà per sempre le loro vite.

Una potente e struggente recitazione, una regia sincera e riflessiva ma mai didascalica, una colonna sonora sensibile e delicata ed una sceneggiatura che trafigge il cuore: questi sono i pilastri che sorreggono egregiamente questo cult del cinema lgbtq+ e non solo. L’amore è un sentimento che dalla notte dei tempi accomuna tutti noi, poco conta il nostro sesso o l’orientamento sessuale ed Ang Lee riesce alla perfezione a descrivere questo pensiero, raccontandoci attraverso sequenze impeccabili nella loro semplicità una dolorosa favola di vero amore, emozioni vive e lancinante sofferenza. Grazie alla mano gentile e tenera ma molto efficace e diretta del regista taiwanese, che gli valse un Premio Oscar per la Miglior Regia, riusciamo ad entrare fin dai primi frame della pellicola nella vita dei nostri protagonisti, che sono ottimamente interpretati dal compianto Heath Ledger e da Jake Gyllenhaal, quà entrambi in stato di grazia. Le performance sono memorabili, genuine, impetuose e toccanti ed i due protagonisti risultano assolutamente tridimensionali ed in nessun modo macchiettistici o stereotipicamente gay, il che è davvero un grosso punto a favore in un’opera drammatica che vuole parlare dell’atmosfera di repressione e vergogna che dovevano vivere gli omosessuali negli anni ’60. Anche Michelle Williams ed Anne Hathaway sanno farsi notare, nonostante vestano ruoli di contorno.
La colonna sonora è curata dal compositore argentino due volte Premio Oscar (per le musiche sopra citate e per quelle di “Babel” (2006) di Alejandro González Iñarritu) Gustavo Santaolalla, noto per aver composto tutte le colonne sonore di Iñarritu eccetto quella di “Amores Perros“, film drammatico del 2000. L’esperienza di Santaolalla si sente appieno, i brani al contempo addolciscono ed intristiscono la vicenda arricchendola di sfumature dolciamare, accompagnando in punta di piedi e con grande classe la visione della pellicola, già di per sé molto scorrevole e trascinante.
Il risultato finale è commozione allo stato puro, una commozione intelligente e non scontata che proprio per questo risulta ancor più viscerale, quasi insostenibile nella sua crudeltà.

Consiglio a tutti la visione di questo film, la sua qualità tecnica è innegabile ed il messaggio al suo interno è talmente importante che non sarà mai esageratamente ribadito: l’amore è un diritto fondamentale da sfoggiare con orgoglio, non un segreto da accudire con rassegnazione.

~Rebel Rabel

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    è tristissimo 😦
    io di solito mi fermo a metà film, quando fanno sesso la prima volta, poi è un dramma in picco

    "Mi piace"

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