Léon: I want love… Or death.


“Non me ne importa niente di dormire, Léon. Io voglio amore… O morte. E basta.” – Mathilda

E proprio queste sono le colonne portanti della pellicola di cui andremo a parlare: l’amore e la morte.
In questo tango metropolitano che a tratti pare una fiaba, Luc Besson ci racconta una storia ambigua, violenta, surreale, sensibile ed umana che vede come protagonisti Mathilda, una sfacciata e fragile lolita urbana in cerca di vendetta, e Léon, un’imperturbabile ed ingenuo sicario solo e solitario. La bambina adulta gli insegnerà la spensieratezza e l’adulto bambino le mostrerà come difendersi. Due destini legati dalla solitudine e dal sangue, un amore bisbigliato ed anticonformista e tanta voglia di essere felici, questo è “Léon“, film drammatico francese del 1994 ideato, sceneggiato e diretto da Besson.

Posizionato dall’Empire, importante periodico mensile britannico dedicato al cinema, al 227º posto della sua classifica dei 500 migliori film della storia ed inserito al 29° posto nella IMDb Top 250, “Léon” è il film francese con la posizione più alta in classifica. Inoltre, la rivista britannica sopra citata ha collocato Mathilda al 62° nella lista riservata ai 100 personaggi più importanti del cinema, davvero un ottimo risultato per l’allora tredicenne Natalie Portman.
Il trio RenoPortmanOldman funziona perfettamente e porta avanti la pellicola con grande energia e carisma, le performance dei tre attori sono di fatto impeccabili e veramente memorabili. Jean Reno esprime al massimo la vulnerabilità e la freddezza del sicario Léon, riuscendo a proporre un personaggio tridimensionale, riuscito ed incisivo in quella che è, forse, la migliore interpretazione della sua carriera, senza dubbio quella che lo confermò come attore; Natalie Portman, quà al suo primissimo ruolo, entra prepotentemente nel mondo del cinema, i panni della disillusa e scaltra ninfetta moderna le calzano a pennello; Gary Oldman, poi, è totalmente calato in parte e ci offre un corrotto poliziotto della D.E.A. sopra le righe, incredibilmente spietato, inquietante e lascivo, un villain a tutti gli effetti. Perché sì, “Léon” è un pò una versione contemporanea e sanguinosa de “La Bella e la Bestia“, dove Mathilde è una Belle maliziosa e sperduta e Léon è una bestia imponente dal cuore grande e buono, ma è anche un fumetto sullo stile di “Sin City“. I personaggi che abitano questa New York eccessiva, grezza e pericolosa sono estremamente riconoscibili, iconici, i loro outfit sono eccezionali e li caratterizzano appieno, rendendoli degli emblemi cinematografici di stile difficili da scordare o confondere; il character design è assolutamente straordinario.
Tutto di quest’opera action in pieno stile francese, oggi come ieri, colpisce e convince: la sceneggiatura è accattivante, toccante e di carattere; la regia è agile, fumettosa e fluida; i dialoghi sono surreali, curati alla perfezione e pieni di frasi ad effetto mai superificiali e la colonna sonora è molto presente ed intensa ma, tuttavia, mai di troppo. Trovare dei nei è davvero difficile.

Vi invito a dare un’occasione a questa imperdibile e toccante pellicola grunge da cineteca, con il suo ritmo serrato, le sue immagini potenti e la sua cinica dolcezza saprà colpirvi come pochi altri film sanno fare.

~Rebel Rabel

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