Identici: i cinque attori che più assomigliano ai personaggi da loro interpretati.


Fare un biopic non è mai semplice.
Se già la stesura della sceneggiatura può dar problemi per la difficoltà di raccontare al meglio una vita, tenendo conto delle luci, delle ombre e delle sfumature di ogni personaggio e senza romanzare o trascurare dettagli chiave della vicenda, anche (e soprattutto) il casting può essere un notevole scoglio da superare. Quando si va a scegliere come soggetto principale un personaggio di vita reale, i fattori da tener presenti nella scelta dell’attore che lo interpreterà sono molteplici; la somiglianza estetica, il modo di porsi e l’accento nella voce sono soltanto il punto di partenza per una corretta selezione dell’interprete.
Quelli che oggi vi andrò a mostrare sono, a mio parere, gli attori che meglio di altri sono riusciti a farci conoscere la personalità che impersonavano, grazie sì alle loro ottime interpretazioni e al loro impegno, ma in special modo alla loro innegabile somiglianza estetica, senza la quale non avrebbero avuto i requisiti per calarsi nella parte ed essere credibili.
Detto ciò, procediamo con le presentazioni.

– “Gandhi” di Richard Attenborough (1982)

Questa è la storia di Gandhi, della sua vita, dell’evoluzione del suo pensiero sulla lotta nonviolenta buddista e del suo lungo impegno politico che, grazie alla sua forza e alla disubbedienza civile, portò l’India ad essere finalmente indipendente dal colonialismo britannico.
Inserito dalla British Film Institute al 34º posto della lista dei migliori cento film britannici del XX secolo, protagonista agli Oscar del 1983 (in cui vinse la bellezza di otto statuette tra cui quella per il Miglior Film) ed inserito nel Guinness dei Primati per la scena con più comparse della storia del cinema, ben 350.000, questo capolavoro cinematografico si distingue anche per un’altra cosa, l’incredibile somiglianza di Ben Kingsley con il Mahatma Gandhi. L’allora esordiente attore britannico, che in questo ruolo, per lui il secondo sul grande schermo, si guadagnò l’Academy Award come Miglior Attore Protagonista, in questa parte è perfetto: dal notevole impatto visivo all’accento indiano presente ma mai macchiettistico, dalle espressioni facciali fedeli al modo di porsi e dialogare, tutto della sua prova attoriale funziona, restituendo una copia reale e realistica della grande figura filosofica e politica che seppe essere Mohandas Karamchand Gandhi.
Senza dubbio un ottimo e memorabile film biografico, il regista, attore, produttore cinematografico e barone Richard Attenborough firma un’opera da cineteca.


– “Ray” di Taylor Hackford (2004)

Dal regista de “Ufficiale e Gentiluomo” (1982) e “L’Avvocato del Diavolo” (1997), nonché premio Oscar per il Miglior Cortometraggio nel 1979, un film intensamente drammatico sulla vita di uno dei più grandi musicisti di sempre, Ray Charles. Cresciuto in una piantagione del nord della Florida e divenuto cieco in tenera età dopo la terribile perdita del fratello, Ray scopre pian piano la sua grande passione ed il suo eccezionale talento per la musica, in special modo nel canto e nello suonare il pianoforte. Oltre a diventare un importante ed amato musicista, Ray si battè spesso per i diritti dei neri, aiutando anche tanti giovani artisti afroamericani ad emergere.
Jamie Foxx in questa pellicola è davvero eccezionale.
Vincitore di un Golden Globe, un premio BAFTA ed un premio Oscar come Miglior Attore Protagonista, Foxx riesce a sorreggere da solo l’intero film, mostrandoci in modo molto convincente la profondità di un uomo turbato dalla cecità e dal fantasma della droga. La somiglianza, anche quà, è assolutamente straordinaria, tanto che in alcune parti è veramente difficile distinguere l’attore dal cantante e pianista pioniere del soul. Interpretare con realismo e naturalezza una persona con disabilità gravi è sempre molto complicato, ma in questo caso la performance attoriale dell’attore statunitense convince appieno, le movenze ed il modo di dialogare e suonare, infatti, sono praticamente identici a quelli di Charles. Il film è gradevole, a tratti toccante, e la sceneggiatura fu approvata da Ray Charles in persona, che mancò dopo un mese dall’uscita del film.


– “La Caduta – Gli Ultimi Giorni di Hitler” di Oliver Hirschbiegel (2004)

Berlino, 1942.
Il Führer si è rifugiato nel bunker sotto la cancelleria insieme ad altri importanti capi del regime nazista per studiare il da farsi, sopra le loro teste l’esercito russo si fa sempre più vicino, pronto a conquistare la capitale tedesca.
Questa è la potente e precisa cronistoria degli ultimi giorni di vita del Reich e di uno dei dittatori più importanti del XIX secolo e della storia del mondo, un film che con grande carattere riesce a portare lo spettatore dentro ad una delle pagine più buie della guerra. Oliver Hirschbiegel, grazie alla sua regia onesta e ritmata, dirige un ottimo film storico che ha come grande punto forte l’interpretazione di Bruno Ganz, la perfetta ricostruzione storica e l’atmosfera angosciante creata dai colori cupi e dal buon lavoro del cast e del direttore della fotografia.
Ganz nei panni di Hitler è memorabile, forse l’attore che ha meglio interpretato il dittatore tedesco nella storia del Cinema. La somiglianza è decisamente palese e la performance in generale è davvero riuscitissima, tant’è che per la sua intensità, accuratezza e forza è rimasta nell’immaginario collettivo, soprattutto per una scena da considerarsi iconica. A mio dire un buonissimo film che centrò in pieno l’obiettivo e che avrebbe meritato più riconoscimenti.


– “Io Non Sono Qui” di Todd Haynes (2007)

Sceneggiato e diretto da Todd Haynes, l’acclamato regista di “Carol” (2015) e “Cattive Acque” (2019), questo visionario racconto poetico su pellicola narra di Bob Dylan e delle sue “molte vite”, come cita il film stesso. Ripercorrendo la carriera del cantautore, compositore, musicista e poeta americano premiato con il premio Oscar per la Miglior Canzone, il premio Pulitzer ed il premio Nobel per la letteratura, il film ci mostra Dylan all’inizio della sua carriera nella fase folk, il suo successo negli anni ’60, la non compresa fase rock e l’incidente in moto che lo portò ad allontanarsi dalle scene. Tra i sei attori diversi che lo impersonano, tra cui Christian Bale, spicca per impressionante uguaglianza estetica e carisma la due volte premio Oscar Cate Blanchett.
Totalmente calata in parte, infatti, fa dimenticare la diversità di sesso, rapportandosi a noi esattamente come farebbe Bob Dylan stesso.
In questo caso la scelta del cast non avrebbe potuto essere più azzeccata e sorprendente di così, il talento di un’attrice versatile e capace come la Blanchett si fonde con la strana ma perfetta somiglianza con il cantautore, il che rende tutto decisamente apprezzabile. Intrigante e anticonformista biopic con un’ottima schiera di interpreti.


– “Jimi: All Is By My Side” di John Ridley (2013)

Dallo sceneggiatore premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura Non Originale di “12 Anni Schiavo“, il film diretto da Steve McQueen nel 2013 che vinse anche l’Oscar come Miglior Film e Migliore Attrice Non Protagonista, una pellicola particolare ed inaspettata sul più importante anno di vita di Jimi Hendrix, l’anno che lo portò alla consocenza della sua amica e mentore Linda Keith e all’indimenticabile esibizione a Monterey, nella quale il mitico chitarrista diede fuoco alla sua chitarra ed entrò nella storia del rock.
Il polistrumentista, attore, rapper, produttore discografico e cantante André Benjamin, in arte André 3000, in queste vesti ribelli ed estrose è ottimo, seppur la sua recitazione non sia il punto forte della pellicola. Ciò che, infatti, lo rende davvero degno di nota è la strabiliante uguaglianza al re della chitarra elettrica di Seattle, cosa che in questo caso fa chiudere un occhio sulle imperfezioni recitative.
Il film di per sé è molto “da festival”, meditativo e particolarmente lento, un’interessante scelta stilistica se pensiamo allo stile di vita artistico, dinamico e sregolato di Hendrix. Godibile e grazioso seppur non un capolavoro.

Ovviamente il cinema è pieno di biopic più o meno riusciti e con protagonisti più o meno somiglianti e capaci, è un genere cinematografico in continua crescita e che nasconde tante perle. Gli attori che in questo articolo vi ho illustrato sono quelli che, secondo me, stupiscono maggiormente per la loro spiccata capacità di impersonare visivamente e non queste importanti figure storiche, decisamente non un compito facile.

~Rebel Rabel

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