Romanzo Criminale: la banda della Magliana, Roma e l’Italia anni ’70.


“‘A Libano, sta città ‘n s’a pijerà mai nessuno, perché Roma nun vole capi.”

E proprio di questo oggi andremo a parlare, di Roma e di capi, perché anche se di re la Capitale ne ebbe ben sette, solo una manciata di uomini seppe davvero dominare la città eterna.
Certo, quella manciata di uomini erano tra i più agguerriti, sregolati e violenti criminali della storia italiana e con “dominare” si intende tenere sotto scacco qualunque attività legittima o illegittima della città, arrivando persino a lavorare a stretto contatto con mafia, servizi segreti e Stato, ma fatto sta che nella Roma degli anni ’70, ’80 e ’90 la banda della Magliana la fece da padrone in quasi totale libertà.
Questa è la storia del nostro paese, dei nostri segreti e delle nostre malefatte, questo è “Romanzo Criminale – La Serie“, un prodotto in grado di parlare con estremo dinamismo, realismo, umanità e freschezza di argomenti controversi e complicati quali la malavita, la Massoneria, lo spaccio di droga, prostituzione e la criminalità organizzata, il tutto senza cadere mai in superficiali cliché.

Basata sull’omonimo saggio romanzato del 2002 del magistrato, scrittore e drammaturgo Giancarlo De Cataldo, questa serie narra della realmente esistita banda della Magliana, un gruppo di veri e propri gangster italiani che, legati dal grande sogno di dominare Roma, danno alla luce un’associazione a delinquere mai vista prima in città e che in breve tempo si estende a macchia d’olio, arrivando a diventare una specie di Camorra romana. Il Libanese, il Dandi ed il Freddo sono le tre teste che gestiscono tutto, anche se l’idea di base è quella di una democrazia criminale nella quale nessuno è servo e nessuno è padrone.
Da uno sgangherato bar di periferia, la banda inizierà la sua scalata sulla pericolosa montagna del crimine, salendo sempre più su, arrivando sempre più vicini alla vetta, incontrando mafiosi, poliziotti corrotti, servizi segreti, gruppi neo fascisti, Massoni, sicari e tanta altra gente veramente potente e temibile.
Ma si sa, più in alto si và e più sarà forte l’impatto quando si cade.

Alla regia di questo magnifico prodotto made in Italy troviamo il talentuoso Stefano Sollima, il noto regista dei film “Suburra” (2015), “Soldado” (2018) e “ACAB – All Cops Are Bastard” (2012) e della serie “Gomorra – La Serie” (2014 – 2016), che con mano esperta ed energica dirige un’orchestra di immagini, dialoghi e musiche davvero eccellenti e memorabili.
I difetti di questo prodotto sono ben pochi in quanto tutto ciò che ci viene presentato è curato alla perfezione. La ricostruzione storica della città, delle auto e dei costumi si scena è minuziosa e realistica, mai approssimativa, i dialoghi non sbagliano un colpo e sono fluidi, ricchi di intensità e frasi da cineteca e gli attori, quasi tutti alla loro prima esperienza ufficiale, sono assolutamente ottimi. Calati in parte e mai caricaturali, offrono interpretazioni naturali e grintose, a tratti bucando lo schermo per profondità e carattere; il parlato romano, poi, non risulta mai macchiettistico o forzato, anzi, aggiunge veridicità e gusto alle varie battute. Il cast è senza dubbio il fiore all’occhiello di questa serie ricca di pregi.
Degli altri punti forti sono senza dubbio la sceneggiatura e la fotografia. La prima citata non cala mai di ritmo e riesce a mescolare egregiamente tutta l’abbondante dose di realtà che c’è in questa serie al pizzico di fantasia aggiunto da De Cataldo per smussare angoli ancora troppo rischiosi da svelare, il risultato finale è credibile, accattivante e decisamente godibile. La seconda citata, la fotografia, con la sua semplicità e schiettezza riesce a trasportati appieno nella Roma di quegli anni difficili, cogliendo dall’inizio alla fine la vera essenza del romanzo e della vicenda.
Andrea Scanzi del blog de La Stampa definì “Romanzo Criminale – La Serie” come “la migliore serie televisiva mai prodotta in Italia” e, secondo lo scrittore Marco Marino, “i ritmi della narrazione risultano frenetici e coinvolgenti, i dialoghi sempre azzeccati e ben recitati, le atmosfere ricreate con il dovuto realismo e senza freni inibitori della censura”; per il giornalista Aldo Grasso, invece, la scrittura della serie “finalmente esce dai canoni dell’agiografia all’italiana”. Sempre Grasso descrisse l’opera come “l’unica serie italiana di cui possiamo andare fieri, che ha una struttura vera, forte e che possiamo esportare all’estero»
Anche in Francia la serie, che andò in onda su Canal+, riscosse un grande successo, venendo definita magistrale. Secondo i critici francesi “l’opera iniziale di Giancarlo De Cataldo non ha perduto nulla della sua efficacia, al contrario. Che sia chiaro: la serie dell’estate di Canal+ è italiana. Gli attori hanno tutti delle facce incredibili al punto che, se Sergio Leone li avesse scritturati per un suo western, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire, la televisione italiana può vantarsi di avere realizzato una grande serie.”

Insomma, “Romanzo Criminale – La Serie” è degna di essere chiamata Cinema, la sua qualità ci permette di approcciarci a lei come ad un lungo film a puntate e non come ad una qualunque serie tv.
Un prodotto che, anche dopo dodici anni dalla sua uscita, vale davvero la visione.

~Rebel Rabel

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