I mostri di Hollywood: Corey Feldman e le sue rivelazioni.

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“Credo che il violentatore di Corey Haim fosse collegato a qualcosa di più grande, una rete di “feste” in cui i giovani attori venivano abusati sotto la minaccia delle armi e costretti ad assumere cocaina. Probabilmente è per questo che l’orco è rimasto protetto per tutti questi anni. Si tratta di una persona che usa le intimidazioni e le minacce per tenere la gente tranquilla. Erano un gruppo di uomini ed erano tutti amici. Chiedete a chiunque del nostro giro dell’epoca: ci passavano avanti e indietro gli uni agli altri.”

Corey Feldman

Ci sono vicende che si annidano dentro di noi come il peggior pensiero che una mente potrebbe mai partorire e che ci sconvolgono così profondamente proprio perché non sono un pensiero. Sono la cruda e spietata realtà.
Questa è la storia di vite spezzate e negate in nome dei soldi, della perversione e della fama, questa è la storia dei mostri di Hollywood, perché anche (e soprattutto) la famosa “dream machine” statunitense sforna terribili incubi.

Elijah Wood, famoso per aver interpretato il ruolo di Frodo nella teologia de “Il Signore degli Anelli” (2001, 2002, 2003) di Peter Jackson, dichiarò che “Ad Hollywood ci sono un sacco di persone pronte ad approfittarsi sessualmente di giovani attori, la pedofilia è un problema molto diffuso. Ciò che mi colpisce di queste situazioni è il fatto che le vittime non possano parlare, al contrario di chi invece ha il potere in mano”. E proprio sull’impunità degli orchi in questione che Wood, come tanti altri esponenti di quell’ambiente, si interrogò.
Perché questo genere di denunce e segnalazioni non trovano riscontro nelle aule giudiziarie? Perché di questo tipo di argomento si parla a stento e con fatica sulle varie testate nazionali e internazionali? Si tratta forse di persone davvero troppo potenti per essere messe in discussione?
Corey Feldman, star della pellicola cult de “I Goonies” (1985) di Richard Donner, che da anni denuncia pubblicamente e con fervore l’esistenza della pedofilia ad Hollywood, ha annunciato un coraggioso progetto che, a suo dire, cambierà il mondo dello spettacolo.
“Ho intenzione di rivelare quello che accade nel mondo del cinema girando un film che sarà la rappresentazione più vera e onesta degli abusi sui bambini mai portata sullo schermo. Racconterò la mia vicenda personale con estrema sincerità e totale realismo, senza modifiche, senza censure e senza nessuno studio dietro. Io farò il film, io lo dirigerò, io lo produrrò e io lo distribuirò, per garantire che esca nelle sale grazie alle vostre donazioni”.

(Il cast de “I Goonies” e C. Feldman bambino)

Un documentario verità di denuncia, quindi, che nelle intenzioni dell’autore è destinato a smascherare per sempre un mondo tanto sommerso quanto sconvolgente.
Nel 2014, Michael Egan, ex attore-bambino, ha accusato di pedofilia Bryan Singer, il regista statunitense di “X-Men” (2000) e “Bohemian Rapsody” (2018). Singer, come sempre accade, ha negato la fondatezza delle accuse. Sempre Egan, poi, ha coinvolto nelle sue dichiarazioni altri personaggi potenti, coinvolti in uno schema di abusi sistematici alla fine degli anni ’90, in cui ragazzini come Egan venivano adescati per partecipare a orge in cambio di una promettente carriera nel cinema e dove venivano minacciati di violenza se rifiutavano di cedere ai potenti pedofili.
Si tratterebbe del compositore David Newman, del fondatore della società di progettazione di intrattenimento Goddard Group Gary Goddard e del produttore televisivo Garth Ancier. Accuse datate di cui per ora, almeno sui media tradizionali, non si parla più. Alla reale e concreta esistenza di una vera e propria rete di pedofili, inoltre, sarebbero collegabili casi di tossicodipendenza e di morti premature tra i giovani attori hollywoodiani. “C’è una persona che è responsabile per la morte di Corey” ha dichiarato nel 2013 Corey Feldman riferendosi a Corey Haim, suo migliore amico e star di “Stand By Me” (1986) di Rob Reiner, “un magnate di Hollywood che bisognerebbe smascherare e che io, purtroppo, non posso denunciare”. Queste accuse pubbliche e fondate non hanno ancora portato alla luce questa forte ed ignobile lobby, ma qualcosa si muove.
Finn Wolfhard, giovane attore di “Stranger Things“, ha cambiato agente. Tyler Grasham, infatti, è stato accusato di molestie sessuali e a denunciare il caso sarebbe stato Blaise Godbe Lipman, che avrebbe avuto 17 anni nell’epoca in cui avrebbe subito queste violenze.

(M. Egan all’epoca dei fatti e ora)

(Da destra: B. Singer, D. Newman, G. Goddart e G. Ancier)

(F. Wolfhard e T. Grasham)

Corey Feldman, che come sopra vi ho anticipato denuncia da molti anni l’esistenza di un circolo di pedofili a Hollywood, ora si prepara a togliere le maschere e a spezzare il silenzio, raccogliendo finanziamenti per girare il sopra citato film-verità. “Potenzialmente, credo di poter demolire un giro di pedofili di cui sono a conoscenza da quando ero bambino. Senza pensarci troppo, posso fare i nomi di sei persone, una delle quali è ancora molto potente. Posso anche raccontare una storia che conduce direttamente a uno dei maggiori studi di Hollywood e rivelare come è implicato nella rete della pedofilia.”
L’interprete di Mouth ne “I Goonies” ha spiegato che la vicenda mostrerà le molestie che lui stesso ha subito ad Hollywood quando era un ragazzino, l’uomo ha infatti dichiarato che ha intenzione di rivelare ciò che accade nel mondo del cinema, girando un documentario che sarà la rappresentazione più vera e onesta degli abusi sui bambini mai portata sullo schermo.
Riguardo Corey Haim, invece, Feldman confessò che subì abusi molto più pesanti di lui, che fu “solo” molestato da più persone. Haim, infatti, fu stuprato quando aveva 11 anni.

(C. Feldman e C. Haim)

L’onda d’urto dello scandalo Weinstein, ora condannato a scontare 23 anni prigione in quanto colpevole di stupro di terzo grado e atti sessuali criminali, continua a scuotere Hollywood e apre nuovi, inquietanti scenari. Le prime coraggiose denunce di vittime di abusi e molestie hanno spinto un numero sempre maggiore di vittime a farsi avanti e a parlare e hanno fatto tornare in auge Feldman, che ha lanciato una campagna su Indiegogo per raccogliere fondi per realizzare il suo documentario. Dopo aver scritto nel 2013 il libro “Coreyography“, in cui ha raccontato, appunto, le molestie sessuali subite da uomini del mondo del cinema quando era poco più che un bambino e dove ha parlato della violenza perpetrata ai danni di Corey Haim, morto ad appena 38 anni dopo una lunga storia di dipendenza dalla droga, ora è riuscito a raccogliere quasi 90.000 dollari.
Secondo l’attore, quando la pellicola arriverà nei cinema, avrà un effetto deflagrante. “Nel momento in cui il film uscirà, credo che rivoluzioneremo l’industria cinematografica, sradicando il male che vi alberga e rendendola di nuovo sicura per i nostri bambini”.
Feldman ha esortato, inoltre, le altre vittime a unirsi a lui dichiarando: “Ho molta paura, non è affatto facile. Ho vissuto nel terrore e devo convivere con questa sensazione ogni giorno, come la maggior parte delle vittime. Mi sono sentito a disagio, incompreso, e sono stato enormemente disprezzato. Le voci, le storie, gli insulti su di me e le aberranti campagne denigratorie di cui sono stato oggetto: tutto è accaduto perché hanno paura che quello di cui sono a conoscenza sia la verità. Non sono solo. So che ci sono tantissimi altri che hanno vissuto quello che ho vissuto io nel mondo dello spettacolo. So anche che molti miei coetanei sanno di cosa sto parlando e conoscono i dettagli. Ma hanno avuto paura a farsi avanti e a raccontare la loro verità.”
Del resto, la star del cult “Ragazzi Perduti“, film del 1987 diretto da Joel Schumacher, ha dichiarato che, da quando ha iniziato a parlare pubblicamente del suo progetto, le sono accaduti diversi fatti strani e inquietanti.
Come riporta il Daily Mail Online, il 21 ottobre 2017, l’attore e la sua band (Corey Feldman & The Angel) sono stati arrestati per possesso di marijuana. Il fatto è avvenuto durante il tour in Louisiana, in seguito a un controllo casuale al bus su cui viaggiava il gruppo. Ma per Feldman non si è trattato di un episodio incidentale, bensì di una sorta di avvertimento o tentativo di diffamazione. L’attore ha infatti spiegato che la droga c’era ma che era di un membro della band che la utilizza per scopo terapeutico, mostrando la legale prescrizione medica.
Ma non solo. L’attore ha detto che, poco dopo, ha temuto di morire, quando due camion hanno accelerato anziché frenare mentre attraversava un incrocio.
Fino a oggi, Feldman non ha mai denunciato nessuno per paura di ritorsioni e di finire lui stesso in tribunale, ma il caso Weinstein ha dato il via a qualcosa di molto potente nel mondo del cinema e non solo. La verità viene sempre a galla ed è importante diffonderla e renderla nota, anche quando fa male, anche quando digerirla è quasi impossibile, perché ogni secondo che una violenza viene taciuta o viene negata è come se venisse silenziosamente accettata.

Il Cinema, come tanti altri ambienti, purtroppo è anche questo e bisogna ammetterlo, combattendo insieme a chi, con la sua forza e la sua voglia di giustizia, denuncia i fatti mettendoci la faccia. Il supporto è il minimo che si possa dare a chi già ha perduto molto.

~Rebel Rabel

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