AND THE OSCAR GOES TO… NUOVI PREMI CERCASI!

Nell’ambito della settima arte quello delle premiazioni è un argomento che infiamma il pubblico e la Critica da sempre. Festival quali Cannes e Venezia o manifestazioni apposite come i Golden Globes e gli Screen Actors sono seguitissime e veicolano l’attenzione di tutti. C’è però un premio che è ritenuto il più prestigioso e importante al mondo e che continua a dividere gli spettatori tra chi lo considera sopravvalutato o una farsa e chi non vede l’ora che arrivi quel momento, quella serata in cui troupe, cast e pellicole ascendono all’Olimpo cinematografico dell’Academy of Motion Pictures Art & Science Award, o più comunemente conosciuto come Premio Oscar.

In questo articolo si vuole indagare riguardo quelle categorie dell’Academy che ancora non sono state create e che darebbero non solo lustro ad alcune personalità dell’industria, troppo spesso rimaste in ombra e dimenticate, che meriterebbero un riconoscimento di tutto rispetto, e che donerebbero una ventata d’aria fresca a tutta la serata. Cosa fare, inoltre, con uno spettacolo che da anni stenta a portare i fan da casa fino alla fine e che avrebbe bisogno di uno sprint? Continuate la lettura per sapere quali dovrebbero essere i cambiamenti che ormai, nel 2020, sono imperativi! Ma innanzitutto sarà meglio dare una piccola spiegazione su come è possibile vincere un premio Oscar.

COME FUNZIONANO GLI OSCAR

Chi sono innanzitutto i giudici che compongono l’A.M.P.A.S. (la già citata Academy of Motion Pictures Art & Science)? Va specificato prima di tutto che questa è composta da 17 sezioni che si suddividono per gli ambiti lavorativi di appartenenza. Tra queste possiamo citare le più importanti come i Direttori della Fotografia, i Registi, i Produttori, gli Sceneggiatori e gli Attori, di cui questi ultimi compongono il 20% dei giurati! Chi riceve una raccomandazione da almeno due membri o chi vince un Oscar ha la possibilità di entrare a far parte dei giurati e poter votare per l’anno successivo. Va specificato, inoltre, che l’Academy è composta complessivamente da ben 6000 membri!

Ma all’atto pratico come funzionano le votazioni? Innanzitutto i produttori dei vari film possono proporre le candidature all’AMPAS solo se le pellicole sono state distribuite in America per un lasso di tempo minimo di 7 giorni e i film stranieri, il cui premio è ormai denominato Miglior Film Internazionale, devono essere inviati con i sottotitoli inglesi. Tra i film che vengono proposti si pone una prima votazione da cui risultano le nomination alle varie categorie e una seconda mandata di voti che iniziano intorno a fine Gennaio e finiscono il martedì precedente la premiazione. Per le varie categorie possono votare solo i membri della stessa, ad esempio per la Miglior Regia o la Miglior Fotografia possono votare solo i registi e i direttori della fotografia. Discorso differente per i premi minori come i documentari di cui viene scelto il vincitore da un consiglio speciale e apposito, oppure per la statuetta più ambita, quella di Miglior Film, per la quale tutti i 6000 giurati possono fornire il proprio voto. Vien da sé che il sistema è gigantesco e appaiono futili i discorsi di premi scelti in base al voler dare un contentino a un genere o una razza. Inoltre il motivo principale per cui, spesso, film minori vengono considerati meno o hanno scarse possibilità di vittoria risiede nel fatto che i giurati, sia per ogni categoria che per il Miglior Film, dovrebbero vedere centinaia di film ogni anno e ovviamente è una cosa impossibile.

CERIMONIA PIU’ APPETIBILE AL PUBBLICO DA CASA

È ormai da molti anni che la cerimonia arranca e perde pubblico da casa sempre di più, sia dall’America che da tutto il mondo. Se da un lato il popolo italiano ha la scusa che gli Oscar iniziano sui nostri schermi intorno alle 2 di notte e terminano verso le 6, è certamente tragico e indicativo di una perdita d’interesse il fatto che in casa propria gli ascolti si abbassino sempre più. Da un paio d’anni è stata addirittura eliminata la figura del presentatore nella speranza di accorciare i tempi, cosa che non è successa e che anzi ha comportato una perdita di tono e ritmo. Altro espediente, che per fortuna non è stato messo in atto ma di cui si ha timore anno dopo anno, è la rimozione dalla serata delle categorie tecniche, tra cui migliori costumi, colonna sonora, effetti speciali ecc. I premi non verrebbero cancellati quanto piuttosto assegnati dietro le quinte, il che sarebbe uno schiaffo in faccia per tutti i membri di una troupe che hanno la possibilità di essere sotto i riflettori e di ricevere il giusto riconoscimento una volta all’anno. Cosa fare dunque per rendere un simile evento più interessante e accattivante? La soluzione potrebbe risiedere nell’ambito videoludico. Si vuole suggerire di dare un’approccio simile a quanto accade ogni anno durante i TGA, The Game Awards ovvero il corrispettivo degli Oscar nell’ambito dei videogiochi. Questi ultimi sono attesi da milioni di persone non tanto perché curiosi di sapere quale gioco verrà premiato, ma poiché tutti i giocatori del mondo sanno che la serata sarà piena di annunci e trailer inediti delle prossime uscite. In questo modo ogni edizione di ogni anno aumenta sensibilmente i propri ascolti e l’Academy potrebbe trarne grande insegnamento, mostrando trailer dei film in uscita o ancora non annunciati, tra Essai e Blockbuster.

IL 2020: L’ANNO DEL CAMBIAMENTO?

È arrivato il momento di parlare dell’argomento principale di questo articolo, ovvero quei premi Oscar, anzi quelle categorie che ancora non esistono ma che avrebbero bisogno di essere create, per differenziare i premi e dare lustro a un consistente gruppo di membri del settore che sono ormai dimenticati o, magari, non considerati all’altezza. Ma è il caso che i tempi inizino a cambiare! Si parlerà in questa sede prima di quei premi che sono più un’idea sfumata o solo accattivante, per poi passare a quelle statuette che al giorno d’oggi DOVREBBERO esistere!

MIGLIOR FILM MAINSTREAM

Uno o due anni fa si iniziò a parlare del chiacchieratissimo, e controverso, Oscar per il Miglior Film Mainstream, ovvero una categoria apposita per tutte quelle pellicole che sono molto amate dalla massa popolare. Già quando se ne discuteva era un tema piuttosto caldo poiché gli Oscar sono, erroneamente, considerati dei premi per un tipo di film più d’essai o di nicchia, cosa che non è chiaramente così (Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re Docet!).

Per chi non ne fosse al corrente va chiarito che per Mainstream si vogliono intendere quelle produzioni seguitissime dal pubblico di massa come gli horror, l’azione, i cinecomic e tutte quelle pellicole che non trattano un tema particolarmente sensibile o caro alla giuria degli Oscar quali l’identità di genere, l’emancipazione femminile, la diversità e qualsiasi altra tematica che infiamma l’animo dello spettatore. Va però specificato che non tutti i film mainstream sono così poiché, sotto l’apparente strato di superficialità pop, nascondono spesso una morale considerevole. Alcuni esempi possono essere Scappa – Get Out, La forma dell’acqua e Black Panther che negli ultimi anni hanno scatenato non pochi scandali per la loro natura fortemente mainstream, con qualcosa da dire a livello sociale e per le nomination in categorie degli Oscar di grande rilievo.

Con una statuetta come Miglior Film Mainstream sarebbero molte di più le pellicole meritevoli che necessiterebbero di un riconoscimento, ma si verrebbe a creare una scissione interna all’Oscar Miglior Film e verrebbe snaturato il significato stesso del premio e del premiato. Oltretutto quando non è necessaria, una tale scissione non è positiva.

MIGLIOR INTERPRETAZIONE

Una possibilità molto discussa nel corso degli ultimi anni è quella di un premio che faccia convergere attori\attrici protagonisti\e non protagonisti\e verso due singole candidature ovvero Miglior Interpretazione da Protagonista e Miglior Interpretazione da Non Protagonista. Si eviterebbero inutili separazioni di genere e andrebbe premiata la bravura attoriale nel senso più generale ed essenziale, e non in base al sesso di appartenenza. Tuttavia è più un’idea fuori di testa piuttosto di qualcosa che avesse bisogno di esistere davvero, considerando che innanzitutto ci sarebbe sempre quel gruppo di persone che innalzerebbe un polverone se a vincere fosse l’uomo ma la donna no o viceversa. Anzi considerando che ormai ci sono tante personalità nel mondo dello spettacolo che differenziano regista da regista donna (che degrado!) è molto più probabile che anziché unificare si decida di scindere altri premi non meritatamente.

MIGLIOR VFX

Ma a proposito di scissioni ecco una categoria che avrebbe bisogno di nuovo splendore. Quella dei migliori VFX in realtà esiste già, sebbene in Italia abbia ancora il vecchio nome di Migliori Effetti Speciali. Tuttavia è meglio andare con ordine e spiegare prima la categoria e la storia di questo premio tecnico molto importante per il settore e per i film che vi appartengono.

In America agli Oscar si celebravano inizialmente i Best Special Effects, ovvero gli effetti speciali, finché la denominazione non è variata nel più generico e corretto Best Special Visual Effects, e da qui vien da sé che in Italia la terminologia per indicare la statuetta andrebbe aggiornata in “Migliori Effetti Speciali e Visivi rispettando una traduzione più letterale e corretta. Ma di cosa si sta parlando? Gli effetti speciali sono un insieme di tecniche e tecnologie che permettono la realizzazione di una scena che mostri qualcosa che in natura non esiste, che pieghino la fisica a proprio piacimento o che simulino qualcosa di irrealizzabile. Questa categoria è originariamente e generalmente realizzata grazie agli effetti meccanici, ottici e prostetici che vengono rappresentati direttamente sul set durante la scena, in presa diretta. I primi sono fisicamente costruiti e con essi vengono utilizzate miniature, mezzi ideati alla riproduzione di cambiamenti atmosferici e tutte le situazioni tipiche delle pellicole d’azione, quali esplosioni, sparatorie, incidenti d’auto, combattimenti, incendi ed effetti pirotecnici vari. Casi in cui un edificio viene demolito, come nella sequenza de Il Cavaliere Oscuro dove Joker rade al suolo l’ospedale, o in cui i luoghi vengono fatti saltare in aria, come in qualsiasi film di Michael Bay, sono tipici degli effetti speciali meccanici, che rappresentano per l’appunto la versione più classica. Quelli ottici fanno riferimento a esecuzioni riprese in camera tramite determinati obbiettivi fotografici o quando si vuole modellare la proporzione di una scena, quando gli attori si muovono a distanze differenti eppure sembrano essere l’uno accanto all’altro come ne Il Signore Degli Anelli in cui gli Hobbit sono più bassi degli altri attori. Gli effetti prostetici, infine, sono più recenti e racchiudono le tecnologie animatroniche in cui animali o mostri vengono realizzati tramite pupazzi e manichini automatizzati, come in Jurassic Park.

Questi di cui si è parlato erano gli effetti speciali classici che sono stati affiancati, e ormai quasi del tutto sostituiti, dai più pratici e strabilianti effetti visivi o VFX, cioè delle immagini generate al computer in cui vengono aggiunti, rimossi e modificati dei dettagli in fase di post produzione, quindi a riprese ultimate. In questo caso è anche possibile creare da zero personaggi realistici con la tecnica del motion capture, di cui si parlerà nel prossimo slot.

Dopo questa lunga spiegazione, dove risiede il problema e qual è la proposta? Il fatto è che è vero che è esiguo il numero di film che impiegano effetti speciali meccanici, ma quei pochi meriterebbero spazio a eventi di questo genere ed esattamente come esistono premi separati per il Miglior Sonoro e il Miglior Montaggio Sonoro, che per un profano possono sembrare la stessa cosa ma chiaramente non è così, allora dovrebbe essere data divisione e giusto rilievo a questi due aspetti della tecnologia che permettono la creazione dei film più incredibili giunti in sala ogni anno. La risposta sarebbe quindi la creazione dell’Oscar per i Migliori Effetti Visivi (Best Visual Effects) e per i Migliori Effetti Speciali (Best Special Effects).

MIGLIOR INTERPRETAZIONE IN MOTION CAPTURE

E ora è giunto il tempo di parlare di una categoria che viene fin troppo spesso bistrattata ma che ha dato prova più e più volte di essere estremamente meritevole di un giustissimo riconoscimento. Per gli ignari, il motion capture prevede la registrazione dei movimenti e delle espressioni facciali che vengono modellati e ricreati grazie al computer. Un attore indossa una tutina sulla quale vengono posti su tutto il corpo dei marcatori per la registrazione e riproduzione digitale del movimento che esegue. Gli stessi marcatori si applicano a decine sui volti per scansionare il più piccolo movimento del viso permettendo di dare vita a volti nuovi, che siano ringiovanimenti e invecchiamenti o i più classici mostri ed esseri fantastici. Il risultato è strabiliante e sono molte le interpretazioni di spessore. È per questo che arrivati al 2020, con un uso oramai massiccio di questa tecnica che ha portato sugli schermi esempi pregevoli, e che vede figure mastodontiche come il Re di questa tecnica quale Andy Serkis, se questi attori non possono superare lo snobismo che gli impedisce di giungere nella categoria di Miglior Attore/Attrice allora l’Oscar per la Miglior Interpretazione in Motion Capture è qualcosa di sacrosanto.

MIGLIOR STUNTMAN

Se ne parla fin dagli anni 90 ma ancora l’AMPAS non si è decisa a conferire una statuetta apposita agli Stuntmen, senza i quali sarebbero tantissimi, troppi, i film che non giungerebbero mai a conclusione. Una delle categorie più bistrattate e tenute nell’ombra dallo star system. Sì, perché il film perde di efficacia se si pensa che non è l’attore a compiere tutte quelle piroette o a essere fisicamente nell’auto durante un inseguimento. Ma è giunto il tempo che lo stuntman, che rischia la vita e, purtroppo, in alcuni casi la perde, riceva il premio più importante dell’anno. In un caso simile si potrebbero candidare anche attori che non usano controfigure quali Tom Cruise o Keanu Reeves, ma anche personalità che acquisirebbero prestigio grazie all’Oscar come Miglior Stuntman.

NUOVE CATEGORIE CERCASI

Per concludere ribadiamo che queste proposte per gli Oscar per il Miglior Film Mainstream e la Miglior Interpretazione sono più che altro una provocazione, ma quelle per gli Effetti Speciali e Visivi, l’Interpretazione in Motion Capture e agli Stuntmen sono idee attuali che non andrebbero prese in contropiede solo perché non sono categorie “importanti” o perché essendo premi tecnici valgono di meno.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    molto interessante^^

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  2. Lo Spartiacque ha detto:

    Complienti per l’ articolo esaustivo, per le proposte interessanti e per i convisibilissimi dubbi, anche se temo non arriverà presto un cambiamento di tale portata, perche negli oscar è la visibilità che conta e poco gli interessa complicare le cose aggiungendo premi che sarebbero considerati minori . Vorrei solo aggiungere un dettaglio per completezza e per chiarire come mai molti oggi vedano gli Oscar come una farsa. Si possono citare decine di ragioni valide, ma una su tutte non va ignorata e non può essere liquidata con un semplice “si ma, però”: chi vota agli Oscar non è tenuto ad aver visualizzato le opere in concorso. Il numero sovraelevato di giurati rende impossibile un sistema onesto controllato e, di norma, il votante ha visionato non più del 30% delle pellicole in gara. Onestamente, io lo reputo, dal punto di vista artistico, il premio più sopravvalutato del cinema mondiale. Non sono però convinto del fatto che il numero elevato dei votanti impedisca di agevolare determinati prodotti piuttosto che altri. Un numero piu elevato non garantisce alcuna tutela, ma qui il discorso si farebbe complicato e mi limito a dire che a muovere le cose siano linee di pensiero diverse da quelle che spesso si sente denunciare…e queste linee, in caso, variarebbero di anno in anno. Per quanto riguarda il discorso sul premio agli effetti speciali, c’e da dire che, purtroppo, non è mai facile fare le cose “per bene”. Basti pensare che a “Tron” fu proibita la vittoria degli Oscar proprio per la natura anticonvenzionale dei suoi innovativi effetti speciali…oggi accade il contrario e sono i film come “Tron” a rubare la scena. Personalmente, eviterei premi ai film di largo consumo, cosa che col tempo farebbe solo male e aggiungerei l”Oscar al “Miglior film in stop motion”, così da premiare e da dare nuovo lustro (e più vita) a un’ arte che adoro e che merita attenzione.

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