Saw l’Enigmista: il re delle trappole.


Un thriller-horror dalle sfumature splatter che, con la sua personalità spiccata e le sue idee innovative, portò una ventata d’aria fresca nell’ambiente cinematografico del “lontano” 2004, ridisegnando le linee del Cinema horror e creando una saga di successo che adesso, nel 2020, ci proporrà “Spiral – L’eredità di Saw” di Darren Lynn Bousmann. Questo è “Saw l’Enigmista“, il primo accattivante film di James Wan.

La trama la sappiamo tutti.
Adam e Lawrence si risvegliano in una sporca ed inquietante stanza senza sapere come e perché sono lì, incatenati per un piede ad un tubo in compagnia di un cadavere con la testa sfondata. Un’unica volontà li tiene lucidi, scoprire cosa devono fare per liberarsi e chi li tiene prigionieri. Da quì la storia si srotolerà e la verità verrà a galla, più terrificante che mai.
Girato in soli diciotto giorni, “Saw l’Enigmista” rimane ad oggi uno dei migliori film del suo genere, le sue pecche, infatti, vengono ampiamente compensate dall’ottima idea di base, dal ritmo palpitante ed incalzante dell’intero lungometraggio, dai colpi di scena sorprendenti e ben contestualizzati, dalla regia vivace e da un montaggio frenetico ma emblematico, molto MTV movie, sicuramente un tratto distintivo del film. Diretta da James Wan ma ideata insieme Leigh Whannell (che nel film da lui stesso sceneggiato interpreta Adam, uno dei due protagonisti), questa conturbante e simpatica pellicola sa prendere il meglio dell’horror e del thriller per miscelarli insieme in un mix al fulmicotone ben riuscito, violento e cervellotico al punto giusto, saturo di plot twist e adrenalina, una vera bomba che, seppur riconducibile al momento nella quale fu girato, non risulta invecchiata o stantia, anzi.
Il mood è quello di un’escape room mortale dove la realtà spesso si fonde con le menzogne e dove nulla è quello che sembra, la trama è difatti una matassa intricata che, scoperta dopo scoperta, si snoda davanti ai nostri occhi, senza buchi vari o superficialità, decisamente apprezzabile per due giovani cinefili alle prime armi.
La recitazione è nella norma e la soundtrack è piacevole ma funzionale, la color palette rimane sempre su toni scuri e molto “horror 2000”, il grigio si alterna al verde marcio, il nero al rosso porpora. I pregi di questa pellicola cult, che a modo suo ha segnato un’epoca, sono altri, uno su tutti l’idea delle varie trappole e prove alla quale l’Enigmista sottopone le sue vittime. Tutti macchinosi ed estremamente dolorosi, i vari marchingegni danno sì alla vittima l’opportunità di salvarsi e l’insegamento di apprezzare davvero la vita che si ha ma, nella maggior parte dei casi, uccidono il malcapitato lasciando le mani del serial killer (o giustiziere?) quasi limpide, in questa idea semplice ma efficace e nella sua ottima rappresentazione sta la genialità e la personalità di questo prodotto, che riesce a mettere d’accordo gli amanti dell’horror e i non appassionati del genere.

Anche se i vari, superficiali, interminabili e superflui sequel hanno sfregiato e snaturato l’idea di Wan, “Saw l’Enigmista” rimane marmoreo al suo posto, sicuramente non un capolavoro della storia del Cinema (cosa che neanche vuole essere) ma di certo un film di riferimento per quanto riguarda i thriller-horror, l’atmosfera ed il personaggio che ci hanno donato sono così memorabili da rimanere nell’immaginario collettivo e da essere un paragone per film simili.
Assolutamente da recuperare in attesa del reboot imminente, sperando non sia un ulteriore delusione.

~Rebel Rabel

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...