’90 Special: My fair lady

La domenica dopo San Valentino non potevamo che soffermarci su una pellicola che ha fatto la storia dell’amore e del cinema, che ancora oggi, a distanza di 56 anni dalla sua uscita, ci fa battere il cuore all’impazzata. Sto parlando di My fair lady, film in costume del 1964 diretto da George Cukor ed interpretato da Audrey Hepburn e Rex Harrison.

Henry Higgins è un professore di glottologia di fama internazionale che, obbligato da un scommessa lanciata da un collega, porta nella sua lussuosa abitazione una fioraia della strada, per insegnarle ad essere una gran dama e presentarla davanti alla famiglia reale entro sei mesi.

My fair lady è un musical coloratissimo, tenero e divertente. Una perla del cinema di altri tempi, racchiusa in un guscio di costumi meravigliosi, musiche mozzafiate e ambientazioni accoglienti. Un classico da gustare all’insegna dell’amore e del buon vecchio cinema anni ’60.

La trama si può dire racchiuda l’escamotage romantico più classico che ci sia, eppure il film è capace di raccontarlo in modo del tutto fresco, divertente e inguaribilmente tenero. La figura della Hepburn spicca per bravura e bellezza, lei assoluta protagonista in qualsiasi scena. Attrice che vanta una carriera luminosa ed una vita all’insegna della giustizia, Audrey Hepburn fa suo ogni personaggio, rendendo tutte le sue interpretazioni eleganti, raffinate, romantiche. Eliza Doolittle (protagonista di My fair lady) è diventata ormai un’icona del cinema, come lo è la sua Holly in Colazione da Tiffany.

Intorno a questa figura buffa e sconsiderata girano gli altri personaggi della storia: il burbero e misogino professor Higgins (interpretato da un brillante Rex Harrison), il giovane ricco e innamorato Freddy (Jeremy Brett), il grezzo e truffaldino Alfred, padre di Eliza (Stanley Holloway). In My fair lady vengono posti in scena, come fossimo in teatro, i rappresentanti delle classi sociali presenti al tempo in cui il film è ambientato, ovvero i primi del ‘900, regalando allo spettatore una parodia intelligente e sagace di tali ambienti. Ad unirli sarà proprio lei, la fioraia Eliza, la quale riuscirà a comprendere l’effimera differenza che divide tali mondi, unendoli in un’unica personalità. Eliza è la prova vivente che con la gentilezza e un briciolo di cultura ogni divisione scompare, conferendo al film, apparentemente leggero, un messaggio di rivalsa sociale importantissimo.

Una commedia che riprende i toni del teatro goldoniano, romantica e trascinate, un classico intramontabile e visivamente impeccabile. My fair lady è un perfetto connubio di elementi vincenti, adatto da vedere con chi si desidera (dal/a proprio/a fidanzato/a al proprio fratellino di dieci anni).

Questo appuntamento di ’90 Special finisce qui! Vi ringrazio per essere giunti fino a questo punto. Vi invito ad iscrivervi al blog e si seguirmi su Instagram (dove mi trovate come @mymoviesdrugs) per rimanere sempre aggiornati! Noi ci vediamo domenica prossimo con una nuovissima recensione per cinefili dal cuore vintage.

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