The Chilling Adventures of Sabrina: Review

Amici cinefili ben venuti in una nuovissima recensione! L’argomento di oggi è stato super votato da voi nelle mie storie Instagram e mi sono subito messa all’opera per scriverci un articolo. Oggi, infatti, andremo a parlare di una serie Netflix molto popolare tra il giovane pubblico: Le terrificanti avventure di Sabrina.

Il personaggio di Sabrina, la strega combinaguai, è noto in tutto il mondo grazie alla famosissima serie televisiva Sabrina vita da strega andata in onda per la prima volta nel 1996 e durata 7 stagioni! A seguire, sono stati creati tantissimi altri prodotti con il volto della strega più amata d’America, come film, cartoni animati e sceneggiati; e Netflix non poteva mancare tra gli aspiranti produttori di un prodotto con Sabrina come protagonista…

The Chilling adventures of Sabrina (titolo originale) racconta della vita della famiglia Spellman, formata da Sabrina (Kiernan Shipka), le sue zie Zelda (Miranda Otto) e Hilda (Lucy Davis) e suo cugino Ambros (Chance Perdomo). Gli Spellman però non sono una comune famigliola di Greendale, ma appartengono ad un’antica comunità di streghe che ha sede nell’Accademia, dove le giovani promesse della magia studiano le arti occulte e pregano il loro dio: Satana. Sabrina fa parte di questo mondo ma solo per metà, poiché, mentre suo padre è un potente stregone, sua madre è un essere umano. Questo sangue misto le permette così di frequentare la Baxter High School, il liceo di Greendale dove studiano tutti i suoi amici mortali e il suo fidanzato, Harvey (Ross Lynch). Ma il sangue di strega non permetterà a Sabrina di vivere come una semplice teenager, trascinandola in milioni di avventure pericolose e… magiche!

La serie è composta da tre stagioni, l’ultima uscita questo 23 gennaio, ed è in lavorazione una quarta. Le storie che vengono narrate nella serie sono tratte dagli omonimi fumetti di Roberto Aguirre-Sacasa, gli stessi da cui è tratta la serie Riverdale. Alla regia vediamo ben quattro nomi: Rob Seidenglanz, Maggie Kiley, Lee Toland Krieger e Craig William Macneill.

Le terrificanti avventure di Sabrina è un prodotto adatto al pubblico dei teenager per la sua comicità, l’avventurosa trama e le love story che si intrecciano tra i vari personaggi. Un po horror, un po misteriosa, un po comedy e un po teendrama, la serie si presenta come un prodotto completo, ben scritto e capace di intrattenere con facilità. Ad arricchire la trama dinamica si aggiungono l’estetica generale, curata nei minimi dettagli, (ambientazioni cupe e dal tono gotico, costumi caratterizzati al massimo, fotografia che cammina tra il fantasy e l’horror) e la scrittura dei personaggi, i quali dispongono tutti di un giusto spazio, hanno storylines più o meno approfondite che danno corpo alla storia, la quale, inevitabilmente, gira intorno alla protagonista.

Sabrina è una meravigliosa anti eroina: è una teenager dal carattere forte, maliziosa, spiritosa e con un lato dark che la rende immediatamente più accattivante. L’attrice è calzante nella parte, anche se non possiede delle eccelse doti attoriali. Il look con cui ci viene proposta è adorabile e curato in ogni particolare. Le sue vicende, sia amorose che avventurose, catturano e non lasciano staccare gli occhi dallo schermo.

Un personaggio che amo poco è invece Harvey, impressione probabilmente voluta per scopi di trama. Harvey è il solito belloccio, un po fessacchiotto, dipendente dalla sua forte fidanzata e con un intelletto che non spicca particolarmente. Diciamo che la sua presenza serve solo ad esaltare quella di Sabrina, il che aggiunge corpo allo spirito prettamente femminista della serie.

Le due migliori amiche di Sabrina, Rosalind (Jaz Sinclair) e Susie (Lachlan Watson ), sono invece due personaggi adorabili! Sveglie, perspicaci, coraggiose, accompagnano piacevolmente la storia. Susie è sicuramente la più interessante (ma lo vedremo più approfonditamente nella parte spoiler).

Adesso arriviamo a parlare nel mio personaggio preferito in assoluto: Zelda Spellman, la malvagia zietta di Sabrina. Zelda è un personaggio indimenticabile, che prende dal primo momento per il suo carattere forte, la sua personalità raffinata e un po demoniaca e per il suo inconfondibile charme. L’attrice è la più talentuosa di tutta la serie (e anche quella con la carriera più fiorente). Zelda è coraggiosa, sensuale, sveglia e intrattabile; una strega potente e altezzosa che riserva tutta la sua tenerezza (nascosta sotto una spessissima scorsa) per la sua sorellina imbranata Hilda (altro personaggio che mi fa letteralmente impazzire in quanto a dolcezza e comicità) e per la nipote Sabrina.

La prima stagione è sicuramente la più riuscita. Andando avanti la serie non fa perdere gusto ai fans ma diventa sicuramente più ripetitiva, anche se è sempre capace di trovare escamotage per non annoiare il pubblico. La terza stagione è pervasa da un leggero alone di grottesco che a me non dispiace, se presente in un prodotto che so di guardare perché mi intrattenga e mi faccia divertire (e che invece non avrei accettato in una serie che guardo perché impegnata e presentata in un modo diverso).

La chicca della serie, l’ingrediente che la rende unica è di certo la ricostruzione del mondo magico in cui è ambientata. Tutto, dall’Accademia ai mostri che incontriamo durante le puntate, sono rappresentati con attenzione e creatività. Gli scenari gotici e tenebrosi uniti alla fanciullezza delle situazioni donano alla serie una marcia in più. Questo contrasto tra il genere della commedia e il genere horror (la serie non è horror ma vuole giustamente ricordare il genere in qualche scena) rendono Le terrificanti avventure di Sabrina un prodotto coinvolgente e visivamente interessante.

Signore e signori, la parte NO SPOILER finisce qui. Consiglio la serie a tutto il pubblico adolescente che ci segue e a tutti i più grandi che amano le storie di streghe prese con leggerezza (chi ama il tema ma preferisce qualcosa di più approfondito consiglio Luna Nera, serie italiana uscita da poco su Netflix su cui farò uscire a breve una recensione). Sono certa che, se cercate un titolo che vi intrattenga e vi faccia fare quattro risate, Sabrina faccia al caso vostro. Per chi non ha ancora visto la serie, ci salutiamo qui! Chi invece l’ha vista o non teme gli spoiler, la parte SPOILER comincia tra…

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Partiamo subito con il parlare dell’ambientazione generale in cui la serie ci trasposta e di tutti i suoi significati nascosti. Ci tengo ad iniziare con il descrivere cosa si cela dietro La Chiesa della notte, ovvero l’organo sacro che sta al mondo delle streghe come la Chiesa cattolica sta a quello dei cristiani cattolici.

La Chiesa della notte è un organo importantissimo all’interno del mondo magico e si occupa di gestire i rapporti tra comunità e divinità. Il dio che la Chiesa della notte prega è il Signore Oscuro, ovvero Lucifero, Re degli Inferi e simbolo del male assoluto. La questione religiosa offertaci dalla serie si presenta come un palese parallelismo con la religione cattolica. La Chiesa della notte, infatti, adotta tutti i riti della Chiesa vaticana in chiave satanica: si prega tenendo le mani congiunte al contrario, si pratica il battesimo, si recita la messa nera e così via. Come nella Chiesa cattolica, la Chiesa della notte ha un’organizzazione prettamente maschilista. Il Sacerdote dev’essere un uomo ed è lui a ricoprire anche il ruolo di preside dell’Accademia; il Re degli Inferi, Lucifero, è un uomo che per tutta la vita gode nel mettere in ombra la mente che in realtà conduce l’Inferno, ovvero Lilith, considerata dal resto dei demoni e delle streghe come la sua concubina. Queste due figure hanno quindi in comune questo aspetto che ci rendiamo subito conto stonare con il resto della serie, gestita da personaggi femminili.

La puntata in cui più è evidenziato questo aspetto è quella in cui Zelda deve sposare Padre Blackwood, sacerdote della Chiesa della notte. Impressionante è il rito del matrimonio in cui la donna si trasforma in un oggetto nelle mani del marito. Emblematica è la scena della camminata verso la vettura per andare in viaggio di nozze in cui Blackwood dice a Zelda che lei, da quel momento in poi, avrebbe dovuto camminare sempre un passo dietro di lui. A mano a mano che la serie prosegue, vedremo questa situazione capovolgersi del tutto, fino alla terza stagione, in cui sarà proprio Zelda a diventare Sacerdotessa e preside della congrega.

La serie mette in luce anche varie questioni che interessano il mondo LGBTQ+, come la storia di Susie, la quale per tutte le due prime stagioni deve affrontare il suo cambiamento di genere, passando dal chiamarsi Susie al chiamarsi Theo. E’ interessante vedere come la serie mostri questa situazione in modo del tutto naturale, come dovrebbe essere sempre. Vediamo il sostegno da parte dei genitori, la capacità di Theo di farsi rispettare a scuola anche dai compagni più chiusi e vediamo il nascere di un amore che supera ogni pregiudizio. Ci sono poi moltissimi personaggi bisessuali: quasi tutta la congrega lo è, sottolineando questo lato sessuale aperto che caratterizza tutte le streghe e gli stregoni. Ambros è il primo che ci viene presentato ed è con Zelda, nell’ultima puntata dell’ultima stagione, che ci viene mostrata ancora questa caratteristica.

La parte SPOILER finisce qui. Noi ci vediamo alla prossima con un nuovo articolo. Seguitemi su Instagram per sapere tutte le novità del blog e per partecipare alla scelta degli argomenti che andrò a trattare (link qui sotto).

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