The Rocky Horror Picture Show: DON'T DREAM IT, BE IT!

Buon pomeriggio cinefili del mio grande cuore vintage e ben venuti ad un nuovo appuntamento di 90 Special! Oggi voglio parlarvi di un film che mi sta molto a cuore e che vuole anche essere un rimando alla serie televisiva di cui tutti parlano in questi giorni: Sex Education (ho appena finito la seconda stagione e presto arriverà una recensione qui sul blog).

Il sesso è un argomento vastissimo che nel cinema è continuamente rappresentato ma di rado approfondito. Si vedono scene di sesso in quasi tutti i film che conosciamo, ma è da pochissimi anni che la sessualità viene mostrata dal cinema in modo più approfondito, non solo come un mezzo di intrattenimento ma come uno studio sociale, un messaggio d’emancipazione. Questo tabù, che ci è stato venduto come “scandalo” per anni, oggi ha finalmente trovato una via espressiva, la quale gli consente di portare tra il pubblico significati innumerevoli: l’amore omosessuale come simbolo di liberazione dai secoli in cui l’amore tra uomini e tra donne era considerato un abominio; la violenza sessuale e la molestia come denuncia; l’amore come lo vive un transessuale, da sempre, molto spesso, ghettizzato e sfruttato per le sue scelte. Anche l’amore, gli impulsi sessuali impacciati e sconosciuti dei bambini sono stati completamente rivalutati (il film Moonrise Kingdom di Wes Anderson ne è un esempio).

Ma c’è un film uscito nel lontano 1975 che ha saputo guardare oltre i pregiudizi. Forse uno dei primi veri cult della storia, il cui argomento principale è proprio il sesso (e di certo non parliamo di sesso “romantico”). Sto parlando del Rocky Horror Picture Show.

Non avete mai sentito parlare di questo intramontabile capolavoro? Allora è arrivato il momento di sanare questa grave mancanza! Il Rocky Horror nasce come spettacolo teatrale nel 1973 dalla mente di Richard O’Brien (il quale nel film interpreta Riff Raff). Due anni dopo, la rappresentazione viene portata nei cinema con la direzione di Jim Sharman (Jesus Christ Superstar). Il film viene immediatamente schedato per i temi a sfondo sessuale trattati, tra cui il travestitismo e la bisessualità. Non è mai stato tradotto in nessuna lingua, quindi l’unico modo per vederlo è in inglese con i sottotitoli. Ormai questa caratteristica partecipa a rendere il film ancora più unico nel suo genere, per questo motivo un doppiaggio non è mai stato neanche proposto. Nella classifica dei migliori 50 cult movies, stilata nel 2003, il Rocky Horror occupa il primo posto ed ogni anniversario (il 2025 sarà il 50esimo) milioni di cinema in tutto il mondo lo riproducono in sala, ospitando un pubblico in cosplay che si alza per ballare l’iconico Time Warp.

A Milano esiste un cinema, il Cinema Mexico, che vive l’esperienza dei cinema inglesi che, nel 75, ospitarono per la prima volta il film. Infatti, con una cadenza settimanale, il Cinema Mexico propone la visione del film nelle sue sale con possibilità di venire in costume e di ballare per le poltroncine, con tanto di attori e ballerini professionisti che simulano le scene dal vivo sotto il maxischermo.

Let’s do the Time Warp again!

La trama consiste nella coppia di novelli fidanzati, Brad Majors (Barry Bostwick) e Janet Weiss (Susan Sarandon), i quali, a causa di una gomma a terra, sono costretti a chiedere aiuto al proprietario di un misterioso castello in cui si sta tenendo party, i cui invitati si dimostreranno particolarmente bizzarri.

La trama accattivante è arricchita da un’immensità di elementi che rendono la pellicola indimenticabile:

Le musiche. Il film è, ovviamente, un musical. Generi falk e pop si uniscono per dare vita ad un intramontabile successo musicale: le canzoni del Rocky Horror sono travolgenti, adrenaliniche, orecchiabili ed impossibili da dimenticare. Ti spingono, quasi prendessero vita, ad alzarti dal divano per scoppiare in una danza frenetica, seguendo i passi dei personaggi. La canzone più emblematica è probabilmente Time Warp anche se il simbolo intramontabile del film è Sweet Transvestite.

Don’t get strung out by the way that I look
Don’t judge a book by its cover
I’m not much of a man by the light of day
But by night I’m one hell of a loverI’m just a sweet transvestite
From Transexual, Transylvania!

I costumi. Riproposti in ogni salsa, ancora oggi modelli ispiratori di stilisti e costumisti cinematografici, riprodotti ad ogni fiera del fumetto dai fans più accaniti, i costumi del Rocky Horror restano ancora oggi uno dei più grandi simboli di ribellione e anticonformismo. Con uno sguardo agli indumenti, si capisce immediatamente la connotazione di ogni personaggio. Sono loro a creare atmosfera, a dettare la scena e a far sorridere qualunque pubblico. Emblematico il completo intimo, con tanto di giarrettiera e reggicalze, di Frank-N-Furter e l’adorabile vestitino rosa di Janet.

Gli attori. I ruoli paiono essere cuciti addosso ad ogni interprete: Susan Sarandom e Tim Curry avevano 29 anni quando hanno interpretato Janet Weiss e Frank-N-Furter, probabilmente i personaggi simbolo di questo film. Tutto il cast dimostra doti recitative e canore che non solo destano ammirazione, ma coinvolgono, attirano e divertono come forse in nessun altra produzione. Le loro performance hanno molto dell’universo teatrale il che rende il film spettacolare.

I temi. Rivoluzionario sotto ogni punto di vista, il Rocky Horror incarna ancora oggi i principi di innovazione, ribellione e anticonformismo. Il sesso è solo uno dei tantissimi argomenti trattati dalla pellicola, il quale vuole essere un modo per mostrare al pubblico la grande ipocrisia del mondo. La pochezza del significato dei “ruoli” che la società considera giusti. L’inconsistenza del solo concetto di “normalità”. Il Rocky Horror Picture Show vuole essere una grande metafora in cui ognuno può leggere qualcosa di diverso.

Ora che siete a conoscenza dell’esistenza di questa perla non avete più scuse! Vi consiglio di vedere il Rocky Horror con una predisposizione alla follia e all’assurdo. Non cercate di dare troppe spiegazioni al film, perché il suo scopo è proprio quello di stupire e di confondere. Ballate, ridete, cantate e sognate di indossare un completo intimo pieno di brillantini. La normalità non esiste: è l’unicità a renderci meravigliosamente… spettacolari!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Austin Dove ha detto:

    L’ho visto ieri
    Capolavoro 💙

    Piace a 1 persona

    1. martinaborgioni ha detto:

      Assolutamente ✌️

      "Mi piace"

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