Love, Death & Robots: Netflix colpisce ancora.


Dopo ottimi prodotti come “Bojack Horseman” (2014), “Narcos” (2015) e “Stranger Things” (2016), Netflix colpisce in pieno il bersaglio, proponendo una serie tv totalmente diversa da qualunque altra sul mercato.
Diciotto appassionanti e coinvolgenti cortometraggi eseguiti con varie tecniche d’animazione che trattano diverse tematiche ma che toccano i tre punti che danno il titolo alla serie, questa è la sorprendente “Love, Death & Robots“, una serie creata da David Fincher, regista di “Fight Club” (1999), e Tim Miller, regista del primo “Deadpool” (2016), che sì, ha tanti pregi ma anche qualche difetto, ma che riesce ad intrattenere e persino ad emozionare in un modo tutto suo. In pochi minuti si riesce a stendere una trama e a caratterizzare personaggi come spesso e volentieri certi film un pò anemici non riescono a fare nell’arco di un’ora, si passa da sequenze action curate e adrenaliniche a situazioni horror inquietanti e psicologiche, da momenti d’erotismo e soft porn a battute spassose e contesti ironici, insomma, è una serie davvero completa.
Lasciando da parte le puntate a parer mio un più anonime o dimenticabili, come “Alternative Storiche” o “Tute Meccanizzate“, vorrei focalizzarmi sui cinque episodi che, sempre secondo me ovviamente, hanno il così detto fattore x, quella marcia in più che li rende memorabili e davvero intriganti.


5 – “La Notte Dei Pesci” (episodio 12)

Cosa fare quando l’auto ti abbandona nel bel mezzo del deserto?
È la situazione che si ritrovano a vivere due viaggiatori, padre e figlio, che decidono di attendere l’alba per incamminarsi verso la più vicina stazione di servizio. Il tempo passa e i due chiacchierano e si confrontano, il padre comincia così a raccontare che il deserto che li tiene prigionieri tantissimo tempo addietro era un fondale oceanico, ricco di vita e creature meravigliose. Poi la notte sopraggiunge e qualcosa di incredibile succede davanti agli occhi stupiti dei due uomini.
Questo cortometraggio è più un mood che una vera e propria storia. Le immagini sono curatissime e la tecnica usata è quella del rotoscope, che crea figure umane realistiche ma fumettistiche. I colori esplodono sullo schermo e l’atmosfera è quella di un sogno, emozionante, onirica ed enigmatica. Sembra assolutamente un prodotto da Raphael Bob-Waksberg, creatore del sopra citato “Bojack Horseman” ma anche di “Undone” (2019), serie tv profonda, ironica e molto surreale realizzata con questa particolare tecnica visiva.


4 – “La Testimone” (episodio 3)

I flashback di un omicidio lampeggiano nella mente della nostra protagonista che, intenta ad aggiustarsi il trucco, dalla sua finestra nota il killer nel palazzo accanto. Anche lui si accorge di lei e quì inizia un folle inseguimento che ci porterà nelle strade di una città futuristica e cyberpunk, tutta luci, edifici, scale e colori, nel club kinky dove la bella protagonista si esibisce in una sexy danza di nudo integrale e nell’appartamento del killer, dove lei capiterà per sbaglio e dove la verità verrà a galla.
Adrenalinico cortometraggio la cui estetica ricorda tantissimo la grafica di un videogioco, fluida, pop, a tratti realistica ma sempre cartoonesca. Il ritmo è un notevole punto a favore di questo episodio, insieme al montaggio e al character design impeccabile. Un loop misterioso che ha molto dello stile stravagante e psichedelico di Gaspar Noè, l’interessante regista di “Enter The Void” (2009) e “Climax” (2018), un corto elettrizzante ed estremamente godibile, puro intrattenimento e gusto estetico.


3 – “Oltre Aquila” (episodio 7)

L’equipaggio traccia la rotta, quello che li attende è l’attraversamento di un portale iperspaziale ed un lungo viaggio nella galassia. La procedura è collaudata ed il team entra nelle capsule di stasi per ibernarsi e svegliarsi all’arrivo, ma qualcosa va stranamente storto e Thom, il protagonista e capo della nave, si sveglia. Greta, una vecchia conoscenza di Thom, lo accoglie, spiegandogli che la stazione ha avuto un’avaria e che la loro rotta ha subito una notevole deviazione. Qua inizia la permanenza forzata di Thom nella stazione dov’è capitato e l’atmosfera si scalda quando Greta lo seduce. Ma la verità è quella che abbiamo davanti agli occhi? Non è sempre tutto oro quel che luccica.
Un’episodio ricco di suspence ed erotismo con un plot twist veramente sconcertante e ben studiato, che arricchisce di personalità e intensità questo corto realizzato con una CGI incredibilmente realistica. L’ispirazione alla fantascienza stile Christopher Nolan, autore dell’amatissmo “Interstellar” (2014), è davvero palese nonostante quà si viri di più verso l’horror.
Ottimo incipit per un fanta-horror imperdibile.


2 – “Zima Blue” (episodio 14)

Una giornalista viene contattata da un personaggio misterioso ma molto famoso che fino a quel momento non aveva mai concesso interviste, Zima Blue.
Una volta insieme, Zima comincia a raccontare la sua storia di artista complesso in ricerca di continua evoluzione e trasformazione. Da semplice ma talentuoso ritrattista a sperimentatore, Zima si modifica con componenti robotiche per sopportare qualunque ambiente e condizione e crea il famoso Zima Blue, un arcano quadrato azzurro in mezzo alle sue opere che, da piccolo dettaglio, diventa imponente protagonista. Ormai Zima ha trovato se stesso e dichiara alla giornalista di voler finire la sua carriera là dove la sua vita è iniziata, in una piscina. Ma Zima è un umano diventato ormai meccanico e robotico o è un robot diventato umano?
In questo episodio ci sono tante riflessioni e a mio parere è uno dei più profondi, insieme al primo in classifica. Le immagini sono davvero particolari così come lo è l’intera atmosfera e la trama che, in pochi minuti, riesce ad essere convincente e satura di dettagli e spunti riflessivi su cosa si è davvero e sulla sottile linea che divide la ricerca estrema ed il ritorno alle origini. Pare quasi un lavoro delle sorelle Wachowski, autrici di cult moderni come “Matrix” (1999) e “Cloud Atlas” (2012), degli affascinanti mind blow che hanno molto in comune con questo Zima Blue. Corto intimo e riflessivo da vedere assolutamente.


1 – “Buona Caccia” (episodio 8)

Padre e figlio sono sulle tracce di una creatura magica, la mutaforma donna-volpe, che strega gli uomini col suo fascino. O forse no?
Quando il padre riesce ad ammazzare la donna, il figlio conosce la figlia della defunta e ci fa amicizia, costruendo un rapporto che dura nel tempo e che intreccia i loro percorsi. I tempi cambiano e la Cina diventa sempre più tecnologica, la magia viene profondamente danneggiata dall’avvento di treni e ferrovie e anche le creature magiche ne patiscono, tant’è che la ragazza non riesce più a trasformarsi e a cacciare. Costretta ad una vita umana, la sua bellezza viene usata da uomini senza scrupoli con la quale si prostituisce, fino a finire nelle mani di un losco governatore che la cambierà in un modo inimmaginabile.
Cortometraggio anime steampunk di grande profondità e fascino che vuole parlare dell’eccessiva modernizzazione, della perdita di valori, del razzismo e della violenza sulle donne, tematiche davvero importanti e ben espresse da questo episodio. La violenza emotiva e visiva è d’impatto, un riuscitissimo mix di atmosfere favolistiche alla Studio Ghibli e sequenze d’azione stile Zhang Yimou, l’acclamato regista di film come “La Foresta Dei Pugnali Volanti” (2004), “Hero” (2002) e “The Great Wall” (2016). Ottimo punto di partenza per un lungometraggio, un prodotto sensibile, di carattere e assolutamenteente imperdibile.

Netflix spesso ha portato prodotti scadenti o non convincenti sulla sua piattaforma ma questa serie tv di certo non è uno di quelli, grazie alla vasta scelta di temi, animazioni, personaggi e atmosfere è adatta a tutti, impossibile non innamorarsi di almeno un episodio. Un countdown su Facebook composto da un mashup dei vari episodi ha annunciato che ci sarà una nuova stagione, che vedrà Jennifer Yuh Nelson, la regista di “Kung Fu Panda 2″ (2011) e “Kung Fu Panda 3” (2016), come regista e supervisore dell’intero progetto. Ad oggi, però, non si sa ancora la data d’uscita.

Questa era la mia personale classifica, spero di avervi invogliato a dare un’occasione a questa serie che, sicuramente, vi stupirà.

~Rebel Rabel

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