90 Special: Paura e delirio a Las Vegas

Ricordi frammentati che spuntano dalla nebbia del tempo, basta premere play.

Buon giorno cinefili del mio cuore vintage e ben venuti al terzo appuntamento di 90 Special, rubrica in cui recensisco pellicole degli anni andati che, a mio parere, meritano di essere rispolverate. Con la cadenza di un post a settimana, vi ospito nel mio piccolo angolo cinematografico per parlare di un film che avete scelto VOI in un sondaggio nelle storie del mio profilo Instagram! Quindi, bando alle ciance ed iniziamo subito a parlare del film!

In questo periodo, pieno d’aria natalizia e profumo di dolciumi, avete scelto di andare completamente controcorrente per parlare di un film tutto meno che natalizio… Paura e delirio a Las Vegas, infatti, è una pellicola che come protagonista ha due tossicodipendenti alle prese con un viaggio assurdo verso Las Vegas, durante il quale assumeranno ogni tipo di sostanza stupefacente esistente. Sullo sfondo la guerra del Vietnam, scenario che conferisce ai protagonisti un senso di alienazione al quale la brutalità del conflitto aggiunge corpo.

Attori principali sono un giovane Johnny Depp, u giornalista mezzo delinquente di nome Roaul Duke, e un meraviglioso Benicio del Toro, avvocato del suddetto Roaul. Il film poggia tutto sulle loro interpretazioni e sulla complessa e innovativa regia e sceneggiatura di Terry Gilliam (L’esercito delle 12 scimmie, L’uomo che uccide Don Chisciotte, La leggenda del re pescatore).

Paura e delirio a Las Vegas è un film del tutto anticonvenzionale, con una trama pressoché inesistente e un modo di raccontare la droga e la vita allucinante dei dipendenti da sostanze stupefacenti del tutto schietto e brutale. Fantasiosa regia che mette sullo schermo il mondo assurdo visto dai personaggi durante i loro viaggi psichedelici dopo aver assunto una dose, con visioni fantascientifiche di rettili assassini, uomini e donne dai volti deformi e moquette geometriche che prendono vita.

La pellicola è diventata un cult proprio per la sua innovativa struttura tematica e registica. I dialoghi tra i due protagonisti vanno dall’esilarante al drammatico, dall’assurdo al filosofico. E’ un racconto di vita americana visto attraverso gli occhi di uomini deviati dall’estremizzazione dei sensi. Scene disturbanti si susseguono ad un ritmo incalzante, il quale fa percepire con leggerezza le due ore piene di pellicola.

 Cosa stavo facendo lì? Che significato aveva quel viaggio? Stavo solo vagando sotto l’effetto di qualche droga? O ero davvero venuto a Las Vegas per scrivere un pezzo? Chi sono queste persone? Queste facce? Da dove vengono? Sembrano caricature di venditori di auto usate di Dallas… e Gesù benedetto, ce ne sono tantissimi alle quattro e trenta di domenica mattina, ancora ingroppando il sogno americano, quella visione del grande vincitore che emerge dall’ultimo caos pre-aurorale di un trito casinò di Las Vegas.

Certo, se non amate i film privi di trama e con regia troppo stravagante, questa non è la scelta più azzeccata. Se invece apprezzate una regia audace, una trama sconclusionata (che trasforma la pellicola in uno studio sociale) e una sceneggiatura particolarmente complessa e profonda, allora questa è assolutamente la pellicola da aggiungere al vostro bagaglio. Ho apprezzato molto la fotografia, super caratteristica dei film anni 90, con colori pastello e terrosi predominanti, adatti a rendere il paesaggio desertico del Nevada e le camere d’hotel degli anni 70. Scene del tutto assurde, al limite del credibile, in cui vediamo queste camere d’albergo completamente distrutte dalle follie compiute dai due protagonisti sotto l’effetto di acidi, con un sottofondo di bombardamenti e discorsi politici trasmessi dalle televisioni.

Un film violento per le sue tematiche, penetrante per i suoi dialoghi, divertente per la sua assurdità e amaro per la disperazione degli scenari. Le interpretazioni di Johnny Depp e di Benicio del Toro sono impeccabili, entrambi azzeccatissimi nel ruolo e impressionanti per la riuscita delle scene più estreme.

Il film resta un cult targato 1998 con cast stellare e regia di prim’ordine. Per la visione consiglio una bella porzione di pop corn e di consapevolezza: il film, infatti, vuole essere una denuncia sociale all’uso di sostanze dannose per la salute dell’uomo e per la sua mente, rischiose per la nostra vita e per la vita degli altri, conseguenza di un abbrutimento morale e sociale.

Per oggi è tutto! Ci vediamo la prossima domenica per un quarto appuntamento. Il film da recensire lo deciderete sempre voi in un sondaggio su Instagram, quindi correte a cliccare i link che vi lascio qui sotto per rimanere sempre aggiornati sulle novità del blog. Intanto vi auguro delle buone feste (ottimo periodo, tra l’altro, per recuperare serie TV e pellicole lasciate in sospeso) e vi informo che domani uscirà la mia recensione sulla serie Amazon Carnival Row e il giorno della Vigilia un post in cui vi consiglio qualche film natalizio da guardare durante le vacanze.

https://www.instagram.com/mymoviesdrugs/?hl=it

https://www.instagram.com/cinesblog/?hl=it

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Sam Simon ha detto:

    Gran bel film per davvero, uno dei migliori di Terry Gilliam considersto giustamente un cult ma che ebbe scarso successo all’uscita (purtroppo). E il doppiaggio italiano, per una volta, non ha fatto disastri!

    "Mi piace"

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