90 special: Ragazze a Beverly Hills

Ben venuti cinefili del mio cuore irrimediabilmente vintage nella seconda uscita della rubrica 90 Special, rubrica in cui vi parlo di tutti quei film che vanno dal pieno degli anni 80 alla fine degli anni 90 che, forse, molti di voi hanno dimenticato o non hanno mai visto! Il film di cui oggi non vedo l’ora di parlarvi è Ragazze a Beverly Hills, pellicola di cui, se siete stati adolescenti negli anni 90, non avete non potuto sentir parlare!

Ragazze a Beverly Hills è un teen drama uscito nel 1995, girato dalla regista newyorkese Amy Heckerling , mano che ha dato vita anche a film iconici come Senti chi parla, Un fidanzato per mamma e Fuori di testa. Disponibile su Netflix Italia, la pellicola rappresenta una delle commedie più iconiche di quegli anni, capace di appassionare ogni generazione di adolescenti con tre ingredienti magici capaci di resistere a ogni periodo storico: l’ironia, l’amore e lo stile.

Ragazze a Beverly Hills è sicuramente un film che di stile ce ne ha da vendere e che va ben oltre il look dei vari personaggi. Lo stile lo troviamo nel modo di agire dei protagonisti, nella loro personalità e nel loro modo di farci sbellicare dalle risate.

Ma andiamo ad analizzare la trama: Cher è un’adolescente alle prese con il liceo e con un padre ricchissimo che ama viziarla e considerarla un’imbecille. Con il passare degli anni, Cher è stata talmente tanto considerata come la classica ragazzina bella, ricca e stupida che ci si è trasformata, adeguandosi ad una società in cui è più semplice essere ciò che gli altri vogliono che tu sia. Ma nella sua vita cambierà qualcosa quando il fratellastro Josh verrà a vivere con lei per aiutare il padre con alcuni affari…

Non so voi, ma scrivendo solo la trama mi è venuta voglia di rivederlo. Ragazze a Beverly a Hills racconta una situazione che ormai ci è ben nota e che vediamo rappresentata in moltissimi film diretti ad un pubblico di adolescenti. Il cliché della ragazzina biondina e bellissima, ricca e con dei problemi nell’apprendimento è subito riconosciuta come la cretina della storia o come la bad girl che farà passare l’inferno alla protagonista. Ma Cher non è affatto questo.

In parte grazie all’aiuto involontario di Josh, ma soprattutto con la sua celata ma assolutamente presente intelligenza, Cher si rende conto che il mondo che le è stato dipinto attorno è solo un accumulo di falsi miti e idiozie e che lei è molto più di quanto dicano suo padre e i suoi compagni di scuola. Questo percorso, questa presa di coscienza rende il film femminista, forte e sagace, pieno di un’intelligente autocritica e parodistica analisi delle commedie in cui il finale è proprio come tutto il pubblico si aspetta che sia.

Volendo fare un paragone con le classiche commedie adolescenziali che possiamo facilmente trovare sulla stessa piattaforma Netflix ( https://cines.blog/2019/09/30/netflix-la-fabbrica-degli-stereotipi/ )mi trovo sprovveduta, perché ancora non sono riuscita a trovare una commedia mirata ad un pubblico giovane degna di eguagliare questa. Ragazze a Beverly Hills mostra come il filone dei teen drama americani degli anni 90 non fosse solo un modo per divertire e far arrossire le ragazzine, ma una vera e propria corrente minore della cultura pop finalizzata a rompere gli schemi, sovvertire tradizioni, compiere una continua autocritica e diventare beffa dello stesso genere in cui rientrano. Basti pensare a come oggi molti film che si avvicinano al genere trattino la comunità omosessuale o quella di colore, stereotipando in modo discriminatorio entrambe le culture e minimizzando i loro ruoli tanto da farli diventare insignificanti. In questo film, invece, troviamo Dionne, migliore amica di Cher e icona glamour della scuola che è di colore e che si diverte a prendere in giro il suo ragazzo, Murray, e tutto il suo gruppo di amici rapper che sembrano essere usciti da un quartiere malfamato di New York o appena scesi dal palco di un concerto di Snoop Dog. La cultura nera americana viene estremizzata, messa in ridicolo ma in modo assolutamente intelligente: porta lo spettatore a ridere CON gli stessi personaggi stereotipati per farne del comico e a notare questa estremizzazione, che passa come un sottolineare quanto la visione generale di quella “minoranza”, spesso discriminata, è in realtà ridicola e sbagliata.

Lo stesso atteggiamento lo vediamo con la cultura omosessuale, in quegli anni ancora considerata un tabù, rispetto ad oggi, momento storico in cui, a parte gravi eccezioni, siamo più aperti sul tema. Il rappresentante di questa rottura è Christian, un ragazzo appena trasferitosi nel liceo dove Cher e Dionne studiano, il quale immediatamente diventa uno dei più fighi della scuola. Cher, ingenua e cresciuta nel mito di poter avere qualsiasi ragazzo desideri, se ne innamora e diventa l’unica a non accorgersi che Christian… è gay. Il personaggio infatti non è ritratto come una “femmina mancata”, come spesso accade a molti personaggi omosessuali in film come questo, ma è un ragazzo stilosissimo, affascinante, che ama fare shopping ma che è anche molto virile e galante.

Facendo caso ad ogni figura presente nel film ci accorgiamo che vengono davvero ritratti tutti gli stereotipi possibili ed immaginabili, i quali vengono poi ribaltati completamente: il padre di Cher (Dan Hedaya) è un avvocato serio, severo e intransigente… ma che lascia che la figlia vada male a scuola, che esca con vestitini attillati e che si veda con quanti ragazzi desidera;

Josh ( Paul Rudd) è un ragazzo che va al college e che tutte le amiche di Cher considerano un mito, essendo la rappresentazione del tipo più grande, di quello tosto e indipendente, di quello che usa la cultura per rimorchiar e che può permettersi di lasciare scie di cuori spezzati… ma Josh è un ragazzo semplice, che ama davvero lo studio e leggere Nietzsche a bordo piscina e che non cerca affatto cuori da spezzare;

infine abbiamo Tai, una ragazzina un po trasandata e mascolina che si trasforma grazie a Dionne e Cher in una delle tipe più fighe del liceo: all’inizio la vediamo come una stupida, una trappola del lusso e della popolarità che fanno diventare tutte le donne delle oche stronzette, ma alla fine ci rendiamo conto che, in fondo, Tai non è mai cambiata e che sogna ancora di uscire con il buffone della classe che ama andare in skateboard.

Se volete una dose di divertimento, glamour e romanticismo intelligente vi basta guardare questo film, vedrete che esaudirà tutte le vostre richiese! Per oggi, cari miei cinefili amanti del vintage, è tutto! Noi ci vediamo domenica prossima con una nuova uscita di 90 Special. Seguitemi su Instagram per scegliere VOI quale sarà il prossimo film da recensire qui sul blog e per restare aggiornati su tutte le novità della pagina!

https://www.instagram.com/mymoviesdrugs/?hl=it

https://www.instagram.com/cinesblog/?hl=it

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Daniele Artioli ha detto:

    L’ho visto quest’estate in televisione per caso: l’ho iniziato come sottofondo mentre facevo dell’altro e poi, piano piano, mi sono lasciato assorbire. Davvero molto bello, e, come dici anche tu, molto meno sciocco di quello che potrebbe sembrare. Tra l’altro ha anche delle ispirazioni letterarie da Emma, di Jane Austen.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...