Spirit: liberi di essere liberi.

il

1859, Stati Uniti occidentali.
I nativi americani sono attaccati e perseguitati dagli inglesi e dagli altri coloni, che stanno avidamente e brutalmente prendendo possesso della terra dei pellerossa, l’America.
Tra i canyon e le infinite lande erbose troviamo un meraviglioso stallone Mustang di nome Spirit che, fiero e spavaldo, vive felice con sua mamma ed il suo branco, della quale è il capo.
In una notte stellata che segnerà la sua vita, Spirit viene attratto dal fumo di un falò di un accampamento umano, creatura con la quale non aveva mai avuto a che fare.
Quello sarà il momento nella quale inizierà la sua (dis)avventura che lo porterà lontano dalla sua amata terra, dal suo branco e da tutto ciò che conosceva.
Scoprirà così la natura umana, spietata quanto generosa, rispettosa quanto bieca. Tra leali amici ed accaniti nemici, seguiremo Spirit nella sua disperata lotta per il bene più prezioso di tutti, la libertà.

Spirit – Cavallo Selvaggio” è un mix perfetto di tecnica ed emozione.
Prodotta dalla DreamWorks Animation, questa incredibile e pluripremiata pellicola del 2002 fu presentata fuori concorso alla 55ª edizione del Festival di Cannes e, nel 2003, ricevette una nomination ai Premi Oscar come Miglior Film d’Animazione, il che la rende di base un ottimo prodotto a livello tecnico.
La qualità di questo film risiede nel casting, nella quale spiccano il versatile e talentuoso compositore tedesco Hans Zimmer, il capo del dipartimento musicale della DreamWorks, il cantautore e musicista Bryan Adams ed il famoso attore statunitense Matt Damon. Mentre Zimmer e Adams lavorano ottimamente alla strepitosa ed intensa colonna sonora, nella versione italiana interpretata da Zucchero, Damon “doppia” Spirit, anche prima di scegliere questo attore furoni presi in considerazione Tom Hanks e Robert Redfort. La scelta di non far fisicamente parlare gli animali, ma di far sentire fuori campo solo la voce del protagonista, dona realismo e originalità ad un film che di banale o scontato non ha davvero nulla, a partire dall’importante tematica che tratta, ossia la tristemente vera pagina di storia del genocidio degli Indiani d’America.
La figura del terribile Generale Custer, infatti, non è frutto di fantasia, ma un ritratto di George Armstrong Custer, ufficiale dell’esercito degli Stati Uniti d’America e comandante di reparti di cavalleria durante la guerra di secessione americana e le guerre indiane, il che per un cartone animato destinato ai più piccoli è davvero lodevole in quanto si vuole sì far divertire ma con intelligenza, rendendo il Cinema un mezzo d’intrattenimento istruttivo.

Come sopra ho accennato, la soundtrack è fenomenale.
Toccante, grintosa, matura, orecchiabile e memorabile, regala al pubblico emozioni dall’inizio alla fine, donando una grande profondità emotiva alla storia e facendoci conoscere intimamente i personaggi. Le canzoni, inoltre, non sono mai invadenti e narrano bene la vicenda, risultando quindi sempre piacevoli, utili e appropriate.
I personaggi sono ben caratterizzati e tridimensionali, impossibili da non empatizzare e mai macchiettistici, la color palette coccola gli occhi con colori luminosi ma corposi, pieni, sui toni caldi nei momenti più felici o combattivi e sui toni freddi nelle situazioni più malinconiche.
La regia è parecchio “stile Disney”, con giochi d’inquadratura e d’immagini, come i fili d’erba che ondeggiando formano la criniera dei cavalli o la neve che, mossa dal vento, disegna cavalli che corrono liberi.
Tutto è dove dovrebbe essere, curato e funzionale, il ritmo non cala mai per un minuto e la pellicola scorre senza intoppi, anzi, creando un meraviglioso crescendo di svariate emozioni tiene lo spettatore attaccato allo schermo.
Impossibile non rimanere travolti da questo vortice di colori, musica, divertimento, grinta e sensibilità che, nonostante sia stato prodotto ben diciassette anni fa, non ha consumato il suo smalto e rimane un godibilissimo e profondamente istruttivo cult, difficile da dimenticare e obbligatorio da vedere.
Rispetto, libertà, amicizia, radici, amore, vita: questo è “Spirit – Cavallo Selvaggio“.

~Rebel Rabel

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