Ma quello non era Donald Trump?: i cinque camei cinematografici che non ti aspettavi.


I camei cinematografici sono come gli easter egg nei videogiochi: a volte semplici da scovare e a volte molto complicati da individuare, sono sempre e comunque sorprese decisamente simpatiche ed inaspettate per lo spettatore che le riesce a gustare.
Dalle arcinote apparizioni di Alfred Hitchcock nei film che lui stesso dirigeva al regista Tim Burton nei panni di un defunto in “Hoffa – Santo o Mafioso?” (1992), pellicola di e con Danny DeVito, dall’attrice Cameron Diaz ed il regista Cameron Crowe passeggeri della metro in “Minority Report” (2002) di Steven Spielberg alle innumerevoli apparizioni di Stan Lee nei film Marvel, Troma e in svariate serie tv, il cinema ha sempre riservato piccole e grandi perle per il pubblico.
Se siete curiosi di scoprire quali camei ho individuato per voi, seguitemi in questo veloce excursus nel mondo della Settima Arte.

– “Staying Alive” di Sylvester Stallone (1983)
Genere: musicale, drammatico

In questa pellicola scritta, prodotta e diretta da Sylvester Stallone, si parla della storia di Tony Manero, aspirante ballerino nella Manhattan degli anni ’80 che di giorno insegna ballo in una palestra e di notte lavora come cameriere in una discoteca. Il film in questione, sequel de “La Febbre del Sabato Sera” (1977) di John Badham, contiene un breve cameo dello stesso Stallone, che appare giusto il tempo di imbattersi in Tony (John Travolta) per le strade della sopra citata città americana.


– “Hook” di Steven Spielberg (1991)

Questo film, che narra di un adulto Peter Pan senza memoria e ricordi diventato, ormai, un avvocato, è ricco di camei.
All’inizio del film, compare l’ex batterista dei Genesis e cantautore Phil Collins nelle vesti del commissario di polizia che arriva in casa di Peter quando i suoi figli vengono rapiti. Carrie Fisher, la principessa Leia della saga “Star Wars“, e George Lucas, il regista della medesima saga e proprietario della LucasFilm, sono la coppia che si bacia sul ponte quando la fatina Trilli trasporta Peter Pan avvolto in un lenzuolo. E poi c’è lei, Glenn Close, irriconoscibile e travestita da pirata che finisce nella famosa “bubboliera”.


– “Mamma Ho Perso l’Aereo: Mi Sono Smarrito a New York” di Chis Columbus (1992)
Genere: commedia

In questo simpatico sequel del cult “Mamma Ho Perso l’Aereo” (1990), diretto sempre da Chris Columbus, possiamo vedere Donald Trump dentro al Plaza Hotel di New York dire a Kevin (Macaulay Culkin) “In fondo al corridoio a sinistra”. L’attuale Presidente degli Stati Uniti, allora celebre imprenditore di successo, compare per pochi istanti per dare indicazioni al di nuovo disperso Kevin McCallister che, alla ricerca della sua famiglia dopo aver sbagliato volo all’aeroporto, vive svariate avventure nella Grande Mela.


– “Hulk” di Ang Lee (2003)
Genere: cinecomic

Nel film in questione, che ci racconta la storia di Bruce Banner (Eric Bana), scienziato con problemi di controllo della rabbia che durante un esperimento andato male si trasforma nel mostro verde che tutti conosciamo, possiamo vedere un cameo a mio parere molto carino.
Si tratta di Lou Ferrigno, l’Hulk televisivo de “The Incredible Hulk” del 1977, che nei panni di un poliziotto risulta riconoscibile solo agli affezionati del personaggio Marvel.


“Star Wars VII – il risveglio della forza” di J.J. Abrams (2015)
Genere: fantascienza

E se vi dicessi che Daniel Craig, l’attuale James Bond, appare in un cameo in questo episodio di “Star Wars“?
Impossibile notarlo in quanto l’attore era nascosto dentro al costume da Stormtroopper che compare quando Rey (Daisy Ridley) viene tenuta prigioniera.
Già prima dell’uscita del film, che parla della nascita del malefico Primo Ordine capeggiato da Snoke e Kylo Ren, si era parlato della presenza di Craig ma, seppur presente, era impossibile da riconoscere.

Trovo semplicemente incredibile che il cinema riesca sempre, in qualche modo, a stupire e a giocare col pubblico in sala, spargendo qua e là dettagli che solo dopo qualche visione si notano. Fa tutto parte della magia di questa arte che, oggi come ieri, riesce ancora a farsi amare, grazie anche a soluzioni come queste.

Adesso che lo sapete, aguzzate gli occhi quando vedrete il prossimo film!

~Rebel Rabel

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Daniele Artioli ha detto:

    Glenn Close! Pazzesco, non lo sapevo! Chissà come mai hanno deciso di fare una cosa del genere invece di scegliere semplicemente un uomo.

    "Mi piace"

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