Aquaman e la soluzione al problema Plastica: L’ira dell’Ocean Master!

Tanti sono i problemi che affliggono ogni giorno ognuno di noi. Svegliarsi ogni mattina e andare al lavoro o a scuola quando vorremmo restarcene a poltrire nel letto, pene d’amore per la persona che desideriamo, cosa mangiare tra una bella pizza e un panino. Non ci preoccupiamo di ciò che avviene al di fuori del nostro piccolo microcosmo, ma il nostro pianeta affronta ogni giorno dei problemi di ben altra portata. Tra questi uno dei più pericolosi, per la Terra come per i suoi abitanti (non soltanto quelli che non sanno scegliere tra pizza e panino), è senza ombra di dubbio l’inquinamento, dovuto in larghissima parte all’uso sconsiderato e massivo della plastica. Quando non si può riciclare viene bruciata e i gas chimici che si spargono nell’atmosfera appestano l’aria, ma il più delle volte i rifiuti vengono lasciati ovunque come nelle foreste o nei mari. Bellissimi paesaggi naturali vengono deturpati e annientati dalla contaminazione dell’uomo che dopo aver scelto di mangiare un panino, lascia i contenitori di plastica sulle spiagge o li lancia in mare. Ma qualcuno si interessa al problema e, nel suo piccolo, ha immaginato una soluzione al motivo della distruzione dei nostri oceani.

In Aquaman, film uscito nelle sale italiane a Gennaio 2019, troviamo Jason Momoa nei panni del supereroe che, in una pellicola ricolma di errori di sceneggiatura e scene ricche d’azione come il genere richiede, deve fronteggiare uno tra gli antagonisti più interessanti e attuali che il cinema ha potuto regalare, ovvero il fratellastro Re Orm. Se i disegnatori della DC comics lo hanno immaginato come un bel personaggio ma relegato nei limiti del suo regno, quello dei fumetti, gli sceneggiatori del cinecomic hanno evoluto la sua psicologia e le motivazioni del suo incedere nella trama. Noi, nel nostro piccolo come i creatori del personaggio, non vogliamo con questo articolo recensire il film in questione (di cui consigliamo la visione sia per le magnifiche scene d’azione sia per guardarlo con occhi nuovi, forse rinnovati dopo la lettura), ma parlarvi del problema plastica sviscerando e analizzando il carattere e l’operato dei personaggi della pellicola. Perché con il cinema vengono tramandate le idee e i messaggi importanti, sia se stiamo parlando di un documentario che di un cinecomic. E in questo caso specifico ci siamo ritrovati a pensare che il modo migliore per farlo fosse parlarvi della furia ambientalista dell’Ocean Master.

Le origini fumettistiche

Creato da Bob Haney e Nick Cardy nei fumetti della DC comics nel settembre del 1966, il personaggio viene presentato come il classico supercattivo bidimensionale e con l’unico scopo quello di sconfiggere il supereroe di turno. Le sue origini ci parlano di lui quale fratellastro umano di Arthur e per questo motivo non possiede poteri. Orm, questo il suo nome, sentendosi invidioso del successo e delle attenzioni che gli altri hanno per suo fratello Aquaman, decide di indossare una tuta tecnologica che gli permetta di respirare sott’acqua e resistere alla forza del Re di Atlantide. Ha ricevuto numerosi ritocchi nel corso degli anni, divenendo sempre più interessante ma restando in ogni caso un antagonista mosso dal desiderio di essere migliore del fratello e di volerlo sconfiggere.

Anche quando nel 2011 lo ritroviamo rinnovato, e pesantemente modificato nelle origini (in questo caso sarà fratellastro da parte di madre e Re di Atlantide e per questo motivo avrà tutti i superpoteri che possiede anche Aquaman), nel reboot editoriale denominato The New 52 e che verrà usato come base per la trasposizione cinematografica, si presenta ugualmente come un cattivo privo di mordente e fine a se stesso, mancando della dovuta profondità che altri super criminali iconici avevano molto tempo prima. Bisognerà attendere 8 anni per ritrovarlo al cinema nella sua forma più matura e sfaccettata.

L’Evoluzione Cinematografica

Dalle sapienti mani del team creativo che ha curato storia e sceneggiatura del film Aquaman (composto da David Leslie Johnson-McGoldrick, Will Beall, Geoff Johns e James Wan), ritroviamo un Orm cambiato, più consapevole di chi è e del suo ruolo, meno caricaturale o insipido. Il personaggio interpretato da Patrick Wilson riveste il classico ruolo del villain che deve contrapporsi al protagonista, ma come ormai i cinecomic ci hanno abituato (due esempi di antagonisti di meravigliosa realizzazione e costruzione sono KillMonger in Black Panther e Thanos in Avengers) il cattivo deve avere una motivazione che lo spinge, un ideale o un interesse che prescinde dal becero voler contrastare il supereroe perché ne è la controparte. È vero che Re Orm, in questo caso, mantiene quei sentimenti di insicurezza e invidia nei confronti del fratello maggiore, disprezzandolo per l’infelicità che ha provocato nella famiglia e desiderando per sé il potere come riscatto individuale e dimostrazione di forza e supremazia, tuttavia le ragioni che muovono l’operato di Orm sono più profonde e interessanti.

I mari e gli oceani sono deturpati, distrutti e corrotti dagli abitanti della superficie, ovvero noi comuni esseri umani, che insozzano le acque del pianeta con i rifiuti e l’inquinamento della plastica. Non solo abbiamo devastato le nostre acque ma abbiamo messo a rischio i pesci e i mammiferi che lì vivono. Il mare è ormai diventato una discarica per l’essere umano che ha completamente perso il controllo delle proprie azioni e, per Orm, deve essere fermato e punito. È così che in una scena a inizio film il giovane sovrano rispedisce al mittente tutta questa sporcizia.

Ed è partendo da questo assunto che l’antagonista decide di riunire i regni degli abissi per muovere guerra al mondo di superficie e diventare l’Ocean Master, per scatenare la propria furia ambientalista contro l’uomo corrotto. A contrastarlo e scongiurare un conflitto sarà Aquaman che, seppur ben scritto anche lui, risulta meno convincente del fratello. Il motivo si deve ricercare nel fatto che il supereroe vuole salvare la vita sulla terraferma poiché la guerra è sbagliata, e lo è sempre indubbiamente, ma senza una soluzione alternativa al problema dell’inquinamento. Orm al contrario, nella sua follia e furia distruttiva, ha uno scopo, un proposito che fa suo per scongiurare la distruzione del pianeta.

Come al solito è l’antagonista che assume toni più accattivanti e interessanti, facendoci anche vergognare di parteggiare sotto sotto per lui. Il lato oscuro, il cattivo è sempre più interessante quando si entra nell’ottica del personaggio che si tramuta nell’idolo di quell’ideologia, nel simulacro di un sentimento, un proposito che vorremmo fare nostro e che è comprensibile e condivisibile. L’Ocean Master non è una mera macchietta bidimensionale che è malvagio perché lo è, che nasce come controparte del buono, come scintilla che serve solo alla battaglia finale. No, l’Ocean Master di Re Orm ha uno scopo e con esso muove il proprio operato, delinea il proprio destino e quello della sopravvivenza e pulizia dal vero male, quello della contaminazione disinteressata dell’uomo.

La dura realtà

Orm è un personaggio di fantasia e i suoi poteri non possono cancellare magicamente il decadimento dei nostri oceani o del nostro territorio. Cosa fare dunque nel mondo reale? La decisione di Jason Momoa, interprete come abbiamo detto del protagonista della pellicola, è stata quella di uno schiaffo al mondo intero cercando di attirare l’attenzione sul problema. Essendo lui fervente militante nelle associazioni di ecologia, in particolare quelle che si occupano della pulizia dei mari, ha voluto dare sfogo alla sua rabbia per la situazione penosa in cui versano Australia e Nuova Zelanda, che hanno dato i natali al possente attore. Quei paesaggi naturali sono devastati dalla spazzatura e le loro spiagge sono ricoperte di rifiuti di plastica, che attentano alla sopravvivenza delle forma di vita marine.

La sua rabbia si è quindi manifestata ad Aprile scorso, dove in un lungo post sui social media ha deciso di radersi la barba a difesa dell’ambiente. Uno sciopero della barba è stato definito, con lo slogan “È ora di cambiare!”, che ha tentato di gettare una luce sul disastro a cui stiamo andando incontro.

Il risultato è stata un’onda di messaggi e post su internet di milioni, lo ribadiamo milioni, di persone che si sono interessate del seguente argomento: Ma Jason Momoa avrà o non avrà la barba in Aquaman 2?

Forse ciò di cui abbiamo bisogno, e il nostro pianeta in primis, non è che un attore faccia uno sciopero della barba. Forse ciò di cui abbiamo bisogno non è che un ragazzo scriva un articolo di analisi e sensibilizzazione al problema dell’inquinamento da plastica. Forse ciò di cui si ha davvero bisogno è una cosa sola:

L’ira dell’Ocean Master!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Marco ha detto:

    L’articolo migliore che abbia letto a proposito di collegamenti tra film e problemi reali.

    Piace a 1 persona

  2. Stefania ha detto:

    Ottimo articolo, scorrevole e interessante. Si legge tutto d’un fiato!

    Piace a 1 persona

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