Joaquin Phoenix: un astro del cinema contemporaneo

E’ da poco uscito nelle sale italiane il nuovo film di Todd Phillips sulla vita del famigerato supercattivo dei fumetti Joker. Quale attore migliore del mio amato Joaquin Phoenix per assumerne le sembianze? Scopriamo insieme il perché di tanta alchimia tra i due personaggi, entrambi caratterizzati da un passato turbolento e da un’innegabile carisma.

Joaquin Rafael Bittom nasce a San Juan, in Porto Rico, il 28 ottobre del 1974 (attualmente sta per compiere 45 anni). La sua famiglia è formata da suo padre John, carpentiere californiano, Arlynz, segretaria del Bronx, e dai suoi cinque fratelli: Summer, Liberty, Rain e il più noto River , che morirà a 23 anni, nel 1993. Nato in una famiglia hippie e ipereligiosa, Joaquin si rende immediatamente conto (sveglio, il ragazzo) che il suo nome è l’unico in famiglia a non avere una connotazione “naturalistica” (si sentiva il brutto anatroccolo in mezzo ai suoi fratellini Estate, Libertà, Pioggia e Fiume) così, sceglie di farsi chiamare Leaf (Foglia) per non sentirsi inadeguato rispetto agli altri piccoli.

Il signore e la signora Bottom sono statunitensi, ma Joaquin nasce in Sud America per via dei i genitori che, in quel periodo, si trovavano in Porto Rico come missionari per la setta religiosa dei Bambini di Dio. Nel 1978, tuttavia, la famiglia, delusa dalla setta, decide di tornare negli USA e di cambiare cognome da Bottom a Phoenix, ovvero “fenice” (animale mitologico che risorge in continuazione dalle sue ceneri), proprio per rappresentare questa rinascita, questo nuovo inizio.

Di nuovo in California, la famiglia si ritrova in serie ristrettezze economiche, così i bambini vanno ad Hollywood, dove passano le giornate esibendosi per strada. Un giorno fortunato vengono notati da Iris Burton, un talent scout che li inserisce nel mondo dello spettacolo e che consente loro di essere scritturati dalla regista e attrice Penny Marshall (Big, ragazze vincenti, Cinderella Man) per la Paramount.

Penny Marshall

Il primo lavoro a cui Joaquin partecipa è la serie tv Sette spose per sette fratelli, tratta dall’omonimo musical del ’55 (che, se non avete visto, vi consiglio di recuperare), in cui il fratello River recita come protagonista. Il primo film in cui vediamo Joaquin nei panni di protagonista è Space camp – gravità zero dell’86, diretto Harry Winer .

Dopo aver preso parte alla pellicola Parenti, amici e tanti guai, Joaquin segue il padre in Messico e al suo ritorno accade la tragedia. La sera di Halloween del 1993, River è al Viper Room, un club gestito dall’attore Johnny Deep. River era lì con l’attrice Samantha Mathis (Quella cosa chiamata amore, Piccole donne, American Psycho), la sua fidanzata. Al party erano presenti anche altre star di Hollywood, il cantante degli Slipknot Corey Taylor e i due musicisti, rispettivamente chitarrista e bassista dei Red Hot Chili Peppers, John Frusciante e Flea. La sera stessa River era stato visto in trattative con uno spacciatore e la causa della sua morte è stata proprio un’overdose di droghe (dall’autopsia furono rinvenute tracce di cocaina, eroina, Valium e altri anti- influenzali per cui non era necessaria una ricetta medica e cannabis). Joaquin è presente ed è lui il primo a chiamare i soccorsi, i quali non riescono ad arrivare in tempo: quando i medici varcano la soglia del Viper Room, River è già morto. La telefonata fatta da Joaquin al 911 è stata più volte mandata in onda dalla radio ed è questo il motivo che porta l’attore ad allontanarsi nuovamente da Hollywood.

Il ritorno sul grande schermo di Joaquin arriva nel 1995 con il film d’autore Da morire di Gus Van Sant, acclamato dalla critica. L’approvazione giunta grazie alla sua eccellente interpretazione lo porta a ricevere ingaggi per film sempre più prestigiosi, come U Turn – Inversione di marcia (1997) di Oliver Stone, Innocenza infranta (Inventing the Abbotts, 1997) di Pat O’Connor, 8mm – Delitto a luci rosse (1998) di Joel Schumacher e The Yards (2000) di James Gray. E’ nel 2000 che arriva il tassello che lo porterà a diventare una vera e propria stella del cinema americano. Al fianco di Russell Crowe (Un’ottima annata, Cinderella man, A beautiful mind) e con la regia di Ridly Scott (Alien, Blade Runner, Assassinio sull’Orient Express, Hannibal, The martian… insomma, un regista di cui, se siete degli appassionati di cinema, avrete per forza visto qualcosa!) Joaquin Phoenix diventa il complesso e perfido imperatore Commodo, ruolo che gli varrà la prima nomination agli Oscar.

Successivamente prende parte anche ai film Quills – la penna dello scandalo, pellicola sull’inquietante figura del Marchese De Sade (personaggio ambiguo realmente esistito da cui proviene il termine “sadismo”), Buffalo Soldiers, Signs e The Village (film che è assolutamente DA VEDERE!). Nel 2004 viene preso per interpretare la figura di Johnny Cash in Quando l’amore brucia l’anima, interpretazione che gli vale un Golden Globe e una seconda nomination agli Oscar. Prende parte anche ai film Reservation Road e I padroni della notte. In questo periodo inizia la sua relazione con l’attrice Liv Tyler (Il signore degli anelli, Armageddon – giudizio finale, Io ballo da sola).

L’11 febbraio del 2009 Joaquin inizia ad assumere atteggiamenti strani. Si presenta, infatti, al David Letterman Show con una folta barba, un paio di occhiali da sole ed un’aria scostante. Risponde con svogliataggine a tutte le domande del conduttore e pare essere parecchio infastidito dalle risate del pubblico. Poi tutto viene finalmente svelato: l’attore tornò successivamente al Talk Show per annunciare l’arrivo del suo nuovo film, un falso documentario girato dal suo caro amico Casey Affleck intitolato Joaquin Phoenix, Io sono qui!, e per spiegare che quella sua bizzarra comparsa era solo… recitazione! Per entrare al meglio nella parte di un se stesso che ha intenzione di lasciare la carriera di attore per abbracciare quella di rapper, Phoenix ha vissuto per tutte le riprese del film senza mai abbandonare i panni di scena, creando scalpore in tutto il panorama hollywoodiano. Il documentario fu anche presentato alla 67esima Mostra del cinema di Venezia.

Joaquin Phoenix al David Letterman Show

Apparentemente stregato dalla città di Venezia, Joaquin vi torna nel 2012, anno in cui vince alla Mostra del cinema la Coppa Volpi per la miglior interpretazione in un ruolo maschile, quest’anno vinta da Luca Marinelli per Martin Eden (vi lascio qui il link alla mia recensione del film:https://cines.blog/2019/09/23/martin-eden-una-perla-del-nuovo-cinema-italiano/), per il film The Master, con il quale si aggiudica anche un’altra nomination agli Oscar. Il 2012 lo vede protagonista anche in altre due produzioni importanti: prima prende parte a C’era una volta a New York di James Gray e poi al nuovo film di Spike Lonze Lei, Her, pellicola che tratta del bizzarro rapporto amoroso tra un uomo e un sistema operativo di cui lui può sentire solo la voce, data nella versione originale da Scarlett Johansson. Il film vince l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. L’anno seguente lavora con Poul Thomas Anderson in Vizio di forma, poi con Woody Allen, al fianco di Emma Stone, nella commedia Irrational Man, poi ancora in A Beautiful DayYou were never really here, il quale viene presentato a Cannes e per cui Phoenix riceve il premio Prix per la miglior interpretazione maschile.

Prende poi parte al biopic Don’t Worry, tratto dalla vita del fumettista paraplegico John Callahan, e al film Maria Maddalena, dove interpreta la figura di Gesù a fianco all’attrice Rooney Mara, attuale compagna.

Insomma, il nostro Joaquin ne ha vissuta di vita! Dai genitori hippie immischiati in una setta religiosa, dalla morte di un fratello, alla scalata della vetta del successo cinematografico, passando per un duro percorso di riabilitazione dall’alcolismo. Direi che una personalità del genere, tanto complessa quanto affascinante e carismatica, sia compatibile con la complessità dell’ultimo personaggio che l’attore ha interpretato così abilmente. Nella sua carriera, Phoenix ha partecipato a film che lo vedevano impegnato in parti sempre diverse e sempre più particolari. Possiamo dire che di film banali ne ha fatti ben pochi. Personalmente, Joaquin Phoenix è un attore che stimo molto: è bravissimo, cattura l’attenzione dello spettatore anche interpretando la parte più piccola, è affascinante e attivo nel sociale (da sempre vegano e combattente per i diritti degli animali e la protezione dell’ambiente, nonché supporto fondamentale per l’associazione no-profit che provvede alla distribuzione di pasti pronti agli studenti più indigenti di Soweto, in Sudafrica), preserva molto la sua privacy e, nonostante la fama, ha la nomina di essere sempre rimasto con i piedi per terra. Un’attore che farà scuola ai suoi successori e che io considero di livello altissimo!

Intanto, Joaquin vi aspetta al cinema con Joker, film di cui vi lascio la mia recensione qui sotto:

https://cines.blog/2019/10/09/joker-o-joaquin-chi-dobbiamo-temere-di-piu/

Per altri post biografici che ho realizzato consultate questi link:

https://cines.blog/2019/09/16/pose-la-nuova-serie-anticonformista-di-ryan-murphy/

https://cines.blog/2019/09/24/quentin-linventore-del-cinema-cult/

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