Cinema maledetto: quando un film uccide.


“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia” diceva Amleto molto tempo fa.

Ma questa bellissima frase può valere anche per il cinema?

Ci sono pellicole nate strane, sfortunate, che si potrebbero definire quasi infestate e che nell’andar del tempo si sono trasformate in vere e proprie leggende metropolitane, seppur i fatti qua citati sono realmente accaduti.
Non si sa quale sia il motivo della negatività legata a film come “The Omen“, nella quale l’aereo che trasportava Gregory Peck venne colpito da un fulmine (così come avvenne all’aereo dello sceneggiatore David Seltzer tre giorni dopo) e nella quale l’addetto agli effetti speciali John Richardson (che curò la famosa scena della decapitazione) subì un’incidente d’auto in cui la sua fidanzata morì decapitata a “66.6 km da Ommen”, cittadina olandese, l’unica cosa che si sa è che a volte l’inspiegabile si manifesta anche (e soprattutto) in ambito artistico.

Ecco, quindi, tre film che hanno davvero del misterioso all’interno.

· “Il conquistatore” – di Dick Powell (1956)
Genere: romantico, storico

Questa pellicola, oltre ad essere inserita nella lista dei 50 peggiori film di sempre nel libro “The Fifty Worst Films of All Time” nel 1978, conta anche un numero molto importante di decessi: ben 46. Uno di questi fu John Wayne che, a fine carriera, interpretava Genghis Khan.
Ma non solo, su 220 persone tra attori e troupe, ben 91 persone svilupparono una forma di cancro negli anni successivi al termine delle riprese. C’è da dire che le riprese degli esterni vennero girate nello Utah, a circa 137 miglia da Yucca Flat, vicino all’Area 51, luogo utilizzato nel 1953 per i test atomici dell’Operazione Upshot-Knothole.
Tuttavia il governo federale assicurò ai residenti del luogo che gli esperimenti eseguiti in passato non sarebbero stati un problema per la salute pubblica ed il dottor Robert Pendleton, professore di biologia all’università dello Utah, al tempo dichiarò che “Con questi numeri, il caso sembrerebbe quasi un’epidemia, all’interno di un gruppo di queste dimensioni ci sarebbe da aspettarsi solo una trentina di casi di cancro“. Tutt’oggi il mistero rimane insoluto.

· “L’esorcista” – di William Friedkin (1973)
Genere: horror

In questo film gli avvenimenti particolari ed inquientanti furono davvero tanti e davvero strani, tanto per iniziare 9 persone, tutte legate direttamente o indirettamente al film, morirono durante le riprese, tra cui la nonna di Linda Blair (Regan, la ragazzina posseduta) e il fratello di Max Von Sydow (Padre Lankaster Merrin).
Come se non bastasse, dopo due giorni di riprese un corto circuito provocò un incendio che distrusse quasi interamente gli interni della casa dei protagonisti, causando danni per 200.000 dollari. L’unica parte a salvarsi dalle fiamme fu la camera da letto di Regan.
Ma gli incidenti non finirono qui, la statua del demone Pazuzu (che si vede nelle scene del prologo) sparì e, secondo il giornalista di American Hollywood Joe Hyams, a Roma, in una piazza nelle vicinanze del cinema Metropolitan che stava proiettando il film, una croce alta oltre due metri, fu colpita da un fulmine e cadde dal tetto della chiesa dove svettava da circa 400 anni.
Insomma, questo è un film che riesce a far paura anche senza essere visto.

· “Atuk” – mai realizzato

Questa è la storia di una sceneggiatura dalla quale tutti si tengono alla larga.
“Atuk”, dal libro “L’incomparabile Atuk” di Mordecai Richler, è un vero e proprio serial killer, chiunque si sia mai interessato al ruolo da protagonista, negli anni ’80 e ’90, ha sempre trovato la morte.
Il primo attore a leggere il ruolo di Atuk fu John Belushi che, nel 1982, si dimostrò subito interessato ad interpretarlo ma, a Marzo dello stesso anno, morì di overdose. Il secondo attore, Sam Kinison, si avvicinò alla pellicola, ma dopo la revisione di alcune scene, il progetto andò in stallo a causa di alcuni problemi economici. Una volta risolti, Sam era pronto per girare il film, ma purtroppo morì in un incidente d’auto nel 1992.
Nel 1994, dunque, la parte passò a John Candy, ma prima di poter iniziare con le riprese l’attore morì a causa di un infarto. A Novembre dello stesso anno morì per un’emorragia cerebrale anche Michael O’Donoghue, che aveva lavorato alla sceneggiatura e che aveva incoraggiato Belushi e Candy ad approcciarsi al film.
Con un passato così si pensa che il film venne accantonato di buon grado. E invece no, nel 1997 venne ripescato ma anche questa volta ci fu vittima. Chris Farley morì di overdose mentre era in trattativa per ottenere il ruolo da protagonista.
L’ultimo decesso conosciuto legato ad “Atuk” è quello di Phil Hartman, attore e sceneggiatore canadese che, nel 1998, mentre leggeva la sceneggiatura fu assassinato dalla moglie. “E sta diavolo di sceneggiatura che fine ha fatto?” vi starete chiedendo.
Ebbene, nel 2000 la sceneggiatura “maledetta” è stata messa in vendita su un sito di aste online e ad ora non si sa chi l’abbia comprata. Un mistero nel mistero.

Ognuno tragga le proprie conclusioni da ciò che ho raccontato ma una cosa è certa, il cinema non smetterà mai di stupirci.

~Rebel Rabel

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