Quentin: l’inventore del cinema cult

Uscito il 18 settembre nelle sale italiane, il nuovo film di Quentin Tarantino Once Upon a Time in Hollywood (clicca qui per leggere la recensione https://cines.blog/2019/09/24/cera-una-volta-a-hollywood/) è primo in classifica al box office Italia e ha raggiunto la vetta di 5,5 miliardi di euro solo nel primo weekend di programmazione. Facendo un giro per le comitive di amici più appassionati di cinema, si scopre che la ragione per cui la maggior parte delle persone sono andate a vedere questo film non riguarda la trama, il trailer accattivante o la bravura del cast. Tutti giustificano la loro presenza al cinema con: “E’ TARANTINO!”

Andiamo a scoprire insieme le origini di un uomo che è diventato lui stesso un cult, uomo che ha saputo e sa tutt’ora muovere le folle e che ha reso lo splatter un vero e proprio genere cinematografico.

Quentin Jerome Tarantino è nato a Knoxville, nel Tennessee, il 27 marzo del 1963, da Tony Tarantino, un musicista e attore statunitense di origini italiane, e Connie McHugh, un’infermiera (forse da qui l’amore per le emorragie da colpi di pistola e fendenti di katana) statunitense di origini irlandesi e inglesi, rimasta incinta del futuro cineasta all’età di sedici anni. Cresciuto senza un padre, il quale abbandonò la madre prima della nascita del bambino, Tarantino ha sempre dimostrato un grande amore per il cinema, specialmente per i spaghetti-western, passione che gli fece scoprire ed ammirare il lavoro di Sergio Leone, e per la scrittura.

Con la madre Connie ed il suo nuovo marito, Curt Zastoupil, Tarantino si trasferì in California, dove frequentò il liceo e scrisse, a soli 14 anni, la sua prima sceneggiatura intitolata “Captain Peachfuzz and the Anchovy Bandit‘’ . Abbandonò presto gli studi per iniziare a lavorare come maschera al Pussycat, un cinema porno di Torrance. Nel 1981 iniziano i corsi di recitazione e il lavoro in teatro. Gli studi di recitazione continuano per parecchi anni ma la passione per la scrittura lo avvicina sempre di più al mondo della sceneggiatura e della regia.

E’ il 1986 quando Tarantino si mette all’opera per partorire la sua prima creazione. Con l’aiuto di alcuni colleghi, Quentin scrive e realizza un cortometraggio intitolato My Best Friend’s Birthday, finanziato da lui e dagli stessi colleghi con un budget di 6.000 dollari. Girato su una pellicola 16 millimetri in bianco e nero, il cortometraggio ebbe una fine tragica: dopo tre anni di lavoro, un errore del laboratorio di sviluppo costrinse i ragazzi a chiudere bottega. Oggi il cortometraggio incompleto dalla durata di 36 minuti è visibile su YouTube.

Il primo barlume di successo arriva nel 1987, quando tarantino riesce a vendere per 50.000 dollari la sceneggiatura di Una vita al massimo, la quale verrà resa sul grande schermo nel 1993 dal regista Tony Scott (Miriam di sveglia a mezzanotte, Top Gun, Giorni di tuono). Al film partecipano anche Brad Pitt, Gary Oldman e Christopher Walker e incassò 10,6 milioni di dollari nelle prime due settimane di programmazione.

“Ho imparato che è meglio avere una pistola e non averne bisogno che non averla e averne bisogno!”

Poi arrivò la sceneggiatura di Assassini nati, venduta per 400.000 dollari e portata sul grande schermo da Oliver Stone (Nato il quattro luglio, Wall Street-il denaro non dorme mai, Ogni maledetta domenica), con il quale Tarantino ebbe parecchi dissidi a causa degli stravolgimenti apportati alla sceneggiatura originale. Leggenda Hollywoodiana vuole che Tarantino, una sera, prese a pugni il produttore della pellicola all’interno di Ago, un noto ristorante italiano di Merlose Place. Questo ci fa subito intendere che non sono solo i suoi personaggi ad avere un bel caratterino! Non oso immaginare cosa avrebbe potuto fare se al posto di una forchetta avesse tenuto in mano una katana e se ìinvece dei jeans avesse indossato una tutina gialla…

Nonostante i litigi, dopo aver venduto le prime sceneggiature, Tarantino iniziò a far parte della “società hollywoodiana” del tempo, dalla quale si fece subito notare. E’ proprio ad un party di Hollywood, infatti, che Tarantino incontra Lawrence Bender , noto produttore che lo incoraggiò a continuare con la scrittura e che permise la realizzazione del primo grande capolavoro girato ed interpretato dall’autore stesso: Le Iene (1991). Crudo, spietato e sanguinolento, il film, girato in sole cinque settimane, riscosse da subito un grande successo e acclamazione da parte di pubblico e critica, incassando 2,8 milioni di dollari.

“Un poliziotto infiltrato deve essere come Marlon Brando. Per fare questo lavoro devi essere un grande attore: devi essere naturale, devi essere naturale come pochi, capito? Devi essere un grande attore perché gli attori mediocri fanno una brutta fine, in questo lavoro.”

Dopo il successo di Le Iene, a Tarantino vennero offerte la regia di film come Men In Black e Speed ma lui rifiutò per andare ad Amsterdam, dove lavorò alla sua nuova sceneggiatura. Di ritorno, nel 1994, iniziarono le riprese di Pulp Fiction, film divenuto leggenda che coronò Tarantino come uno dei più grandi registi e sceneggiatori di tutti tempi. Il film venne presentato al Festival di Cannes, dove vinse la palma d’Oro, e agli Oscar del 1995. Il film si aggiudicò una statuetta per migliore sceneggiatura originale e comparve tra i candidati a miglior film (quell’anno vinta dal film Forrest Gump), fattore importantissimo che mise per la prima volta sotto una luce completamente diversa il cinema indipendente. L’opera vede protagonisti personaggi dello spettacolo illustri, quali Uma Turman, John Travolta, Samuel L. Jackson, Tim Roth, Bruce Willis, Christopher Walker e Harvey Keitel.

“Ecco, la barzelletta faceva così: ci sono tre pomodori che camminano per strada, papà pomodoro, mamma pomodoro e il pomodorino. Il pomodorino cammina con aria svagata, allora il papà si arrabbia, va da lui, lo schiaccia e dice: ‘Fai il concentrato!’”

Gli anni successivi per Tarantino di dimostrarono parecchio impegnativi, sia come regista che come attore e sceneggiatore. Il successo eclatante tornerà solo nel 1997, anno in cui realizza il suo primo film tratto da una sceneggiatura non originale: Jackie Brown, basato sul romanzo Ponch al rum dello scrittore Elmore Leonard. Il film, privo dell’esibizionismo e delle stravaganza dei primi lavori, inizialmente venne considerato un passo falso del regista, incassando solo 36 milioni di dollari negli Stati Uniti. Solo in tempo recente la pellicola è stata rivalutata, accettata come opera più classica e ricercata e, addirittura, considerata da molti critici uno dei film più belli del regista. Non bisogna necessariamente strafare per ottenere un film innovativo e di successo, e questo Tarantino l’ha voluto sottolineare utilizzando uno stile molto vicino al blaxploitation  (la Blaxploitation – fusione delle due parole inglesi black (nero) ed exploitation (sfruttamento) – è un genere di film che nacque negli Stati Uniti, nei primi anni settanta, con le caratteristiche di essere realizzati a basso costo avendo come pubblico di riferimento gli afroamericani. I film hanno principalmente attori afroamericani, sono diretti da registi per lo più afroamericani, e furono i primi ad avere colonne sonore di musica soul o funk), genere a cui il regista è da sempre affezionato.

Gli anni successivi Tarantino dimostrò di non aver mai abbandonato il suo amore per il teatro, debuttando addirittura in uno spettacolo a Broadway intitolato Wait Until Dark.

Nel 2002, però, ogni progetto in cantiere (come la stesura di Bastardi senza gloria) viene abbandonato per la conclusione di una sceneggiatura che Tarantino regalò ad Uma Thurman per il suo 30esimo compleanno. Ed è così, come regalo di compleanno, che prende vita Kill Bill, un film incentrato sulla musa ispiratrice del regista. La pellicola, divenuta una delle più rappresentative di Tarantino e un cult insuperabile, sforò sia il budget che i minuti messi a disposizione. A Tarantino fu chiesto di limare il film, ma lui si oppose decidendo invece di farlo uscire in due volte, trasformando l’unica opera, dalla durata di più di tre ore, in due film: Kill Bill-Volume 1 e Kill Bill-Volume 2. L’opera fu il più grande successo del regista, incassando ben 108,9 milioni di dollari in tutto il mondo.

“La vendetta non è mai una strada dritta. È una foresta. E in una foresta è facile smarrirsi. Non sai dove sei, né da dove sei partito”

Dopo il successo di GreadHouse, film horror diviso in due episodi, uno girato da Tarantino e uno dall’amico e collega Robert Rodriguez, arriva il momento di presentare al pubblico Bastardi senza gloria. Il progetto era nella mente di Tarantino da anni, da prima di Kill Bill e di Jackie Browm. Il regista riuscì a dargli vita solo nel 2008. Nella pellicola compaiono i volti di Brad Pitt, Mélanie Laurent e l’allora sconosciuto Christoph Waltz (Big Eyes, 007 Spectr, Django unchained, Come l’acqua per gli elefanti), un attore tanto bravo quanto incline a interpretare personaggi al limite del sopportabile. Il film venne presentato al Festival di Cannes del 2009 e ottenne ben otto candidature ai premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro, vincendo il premio per il miglior attore non protagonista, andato a Christoph Waltz. Bastardi senza gloria è stato il film con maggiori incassi del regista fino a quel momento, ottenendo ben 313 milioni di dollari.

“Se hai sentito parlare di noi, sai che il nostro lavoro non è fare prigionieri, ma uccidere i nazisti. E gli affari vanno a meraviglia.”

Dopo il successo di Bastardi senza gloria vediamo l’arrivo di un altro gigante: Django unchained, uscito nel 2012. Ispirato ai film del genere spaghetti-western che tanto amava Tarantino da giovane, Django unchained racconta la vicenda di uno schiavo di colore che, con l’aiuto di un dottore, ottiene la libertà e parte alla ricerca della moglie. Nel cast vediamo Jamie Foxx (Dreamgirls, Baby driver, Alì, Il solista), Leonardo di Caprio (The wolf of wall street, Titanic, Shuttle Island, Il grande Gatsby) e nuovamente Christoph Waltz. Il film venne presentato agli Oscar del 2013 candidato a cinque statuette, di cui ne vinse due: una andò nuovamente a Waltz come miglior attore non protagonista ed una a Tarantino alla migliore sceneggiature. Il film incassò complessivamente ben 425 milioni di dollari.

Dopo The Hateful Eight, vincitore di un Golden Globe e di un Oscar per la miglior colonna sonora composta dal leggendario nome di Ennio Morricone, veniamo all’ultimo lavoro del regista: Once upon a time in… Hollywood. Nel 2017 il regista aveva annunciato di aver messo in cantiere un progetto ambizioso e nel 2018 aveva svelato la presenza di Leonardo di Caprio, Brad Pitt e Margot Robbie nel cast. Finalmente il nono film di Quentin Tarantino è nelle sale italiane! Nel cast, oltre ai nomi sopracitati, vediamo volti conosciuti, quali quello di Al Pacino, Dakota Fanning, Kurt Russell, James Paul Marsen e Tim Roth. Qui non vi svelerò nulla sul film ma potete andare a curiosare sulla pellicola nella recensione uscita in contemporanea con questo articolo!

‘When you come to the end of the line with a buddy who is more than a brother, and a little less than a wife, getting blind drunk together is really the only way to say farewell.’ – Narrator

Per oggi è tutto, amici cinefili! Spero che questo piccolo approfondimento vi sia piaciuto, in tal caso fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e se vorreste più articoli come questo. Intanto potete andare a leggere il mio approfondimento su Ryan Murphy (https://cines.blog/2019/09/16/pose-la-nuova-serie-anticonformista-di-ryan-murphy/)

Vi lascio qui sotto il mio nominativo Instagram:

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