Pose: la nuova serie anticonformista di Ryan Murphy

Già disponibile in lingua originale sul canale della Fox ed in uscita sulla piattaforma Netflix, la serie televisiva Pose è tornata con una seconda stagione per stupire e rompere gli schemi ancora una volta!

Pose ha debuttato lo scorso giugno con una prima stagione che ha lasciato tutti a bocca aperta, nonostante la qualità del prodotto fosse assicurata dalla mente che vi è dietro: Ryan Murphy. acclamato regista del piccolo schermo grazie alle sue numerose serie di successo, come Glee, American Horror Story, American Crime Story e The Normal Heart, il quale torna a meravigliare il pubblico con un progetto sovversivo e mai visto prima, ma la cui creazione era solo una questione di tempo…

In questo gioiellino composto da dieci episodi, vediamo intrecciarsi le vite di Damon, un ragazzo omosessuale represso da una famiglia ipercattolica, e di Blanca, una donna impegnata a creare una Casa tutta sua per coronare il sogno di essere incoronata Madre dell’Anno nell’ultima Ball della Stagione. Probabilmente molti di questi termini vi risulteranno sconosciuti, ma ci pensa Ryan Murphy a rendere ben chiare le cose, portando per la prima volta sul piccolo schermo una realtà sconosciuta a molti. Negli anni ’80, in America, nascevano le prime comunità LGBTQ+, divise in tante famiglie senza legami di sangue chiamate Houses. Queste “casate” si incontravano nelle Ballroom, locali situati nelle periferie delle grandi città, in cui ci si sfidava nelle Ball, delle competizioni in cui si combatteva a suon di sfilate di moda e coreografie seguendo varie tematiche, le quali, per lo più, tendevano a riguardare parti della società a cui omosessuali, Drag Queens e transgender non avrebbero mai potuto appartenere. Su questo scenario, che Ryan Murphy dipinge di mille colori, luci e lustrini, si aprono le vite dei protagonisti, i quali sono una scusa per mostrare al pubblico tematiche molto crude e drammatiche legate al mondo LGBTQ+. Discriminazione, prostituzione, povertà, HIV, voglia di riscattarsi, soppressione delle passioni.

Questi temi, però, analizzando la filmografia di Ryan Murphy, non sono nuovi. Li avevamo già visti, meno accentuati e sicuramente meno approfonditi, in Glee, una serie musical andata in onda dal 2009 al 2015. Meno drammatica di Pose, Glee ci ha comunque introdotto alla visione di parità e di rivalsa della diversità che il regista ha da sempre in mente. Anche in Glee vediamo ragazzi omosessuali in perenne lotta con le avversità che il mondo pone loro davanti e le tante vittorie che riescono ad ottenere (emancipazione, libertà d’espressione, matrimonio omosessuale etc); vediamo affrontate tematiche riguardanti la sindrome di down, di quanto sia sbagliato sottovalutare ragazzi effettivamente problematici e di quanto sia invece giusto supportarli nelle loro scelte ed aiutarli a renderli il più liberi possibile.

Qui una domanda sorge spontanea. Perché Ryan Murphy è un regista così attento alla diversità?

Nato e cresciuto in una famiglia cattolica di origini irlandesi ad Indianapolis, Indiana. Della sua infanzia dichiara di ricordare in molte interviste sua madre come una “reginetta di bellezza che ha lasciato tutto per occuparsi dei figli”. Frequenta un liceo prettamente cattolico in cui si diploma per poi dichiarare la sua omosessualità ed andare a frequentare l’Indiana University.

Dopo aver lasciato la carriera giornalistica, Ryan Murphy si dà completamente a quella televisiva, facendo uscire nel 1999 il suo primo progetto: Popular, una serie ambientata in una classica High School americana che affronta la sete di popolarità degli adolescenti e l’impellente bisogno di affermarsi nella piramide sociale del liceo. Una serie azzardata e sopra le righe per quei tempi, totalmente diversa da prodotti con una simile ambientazione (ne è un esempio Dowson’s Creek).

Nel 2003 esce la sua seconda creazione: Nip/Tuck, un prodotto che fa scollare gli schemi che hanno da sempre intrappolato la piccola televisione. Protagonisti della serie sono due chirurgi plastici di Miami, i quali ci mostrano il passaggio tematico dei progetti del regista: da Popular, il cui cardine è l’ossessione per la celebrità, passiamo ad una serie in cui il pallino centrale è la fissazione per l’aspetto fisico. Una serie sovversiva, basata su egocentrismo e edonismo ai limiti del surreale.

Dopo Nip/Tuck, arriva la consacrazione. Nel 2009, sulla Fox, inizia ad andare in onda Glee, serie televisiva che raggiunge le vette di telespettatori più alte nella carriera di Murphy ancora oggi. Apprezzata dai teenager di tutto il mondo per la sua esuberanza, i temi di emancipazione e… la musica! Con Glee, Murphy fa ufficialmente parte del panorama del piccolo schermo di quegli anni, aggiudicandosi il suo primo Emmy Award come regista e due Golden Globe alla miglior serie comica.

Nel frattempo, il regista cerca di fare il suo debutto nel mondo cinematografico, ma fallisce miseramente. Come pellicola prima esce Correndo con le forbici in mano, progetto tratto dall’autobiografia dello scrittore Augusten Burroughs che riscuote uno scarso successo sia da parte del pubblico che da parte della critica. Il secondo progetto cinematografico è Mangia, prega, ama, una commedia romantica con Julia Roberts che avrà un pessimo responso della critica e che verrà dimenticata in fretta.

Sull’onda del successo di Glee, Ryan Murphy inizia la creazione di un prodotto destinato a diventare un cult dei nostri tempi. E’ nel 2011, infatti, che esce la prima stagione di American Horror Story. Una serie mai vista prima che rivoluzionerà il modo di fare televisione. Originalità, sceneggiatura, fotografia e ambientazioni rendono AHS un piccolo grande capolavoro già dalla prima stagione, Murder House. Nella seconda, Asylum, Murphy decide di dare il colpo di grazia, sconvolgendo il pubblico con una storia da brivido, dalle ambientazioni inquietanti e dalle tematiche disturbanti (io che sono una pavida di cuore non ho retto e mi sono fermata a metà della stagione). A condire questo genio creativo ci sono sicuramente attori di calibro importantissimo: star indiscussa delle prime quattro stagioni è la vincitrice di due premi Oscar Jessica Lange (Il postino suona sempre due volte, Cape Fear-Il promontorio della paura, Frances, All that jazz, Lontano da Isaiah e altri). Sarah Polson, Evan Peters, Taissa Farminga, Emma Roberts e Khaty Bates arricchiscono ancor più il prodotto già strabiliante.

Della serie horror sono state fatte ad ora 8 stagioni e una nona già confermata dalla Fox. Successivamente arriva Scream Queens, un prodotto che segue il filone eccessivo ed inquietante di American Horror story ma che vuole più essere una parodia del genere in chiave di commedia. Nel cast riconosciamo Emma Roberts, già vista in Amerian horror story, Lea Michele, protagonista in Glee, Jamie Lee Curtis, Abigail Breslin, Ariana Grande, Nick Jonas e Taylor Lautner. La serie viene però cancellata dopo appena due stagioni a causa della calata degli ascolti.

Dopo di che esce The New Normal, una serie completamente incentrata sul mondo LGBT e sulla omogenitorialità. La serie però risulta scadente sia agli occhi della critica che a quelli del pubblico e viene cancellata dopo una sola stagione.

Temi legati al mondo LBGT tornano nel 2014 con The Normal Heart, stavolta trasmessa per la HBO, in cui attori di calibro quali Mark Ruffalo, Julia Roberts, Jim Parson e Matt Bomer inscenano una visione panoramica sulla comunità gay di New York. La serie raggiunge picchi di ascolti notevoli e viene acclamata con un Emmy Aword come miglior TV movie ed è forse The Normal Heart a dare uno spunto di riflessione a Murphy per realizzare proprio Pose.

Nel 2016 vediamo Murphy nei panni di autore per la realizzazione di American Crime Story, serie basata su fatti di cronaca realmente accaduti, la quale debutta con la prima stagione sulla Fox affrontando il caso O.J. Simpson. Nella prima stagione vediamo attori di calibro stellare: torna Sarah Polson (già vista in AHS) e incontriamo, per la prima volta in un progetto di Murphy, John Travolta. La serie viene nuovamente acclamata agli Emmy Awords, vincendone ben due. La serie continuerà con una seconda stagione basata sull’omicidio di Gianni Versace. In questa seconda e pretenziosa stagione incontriamo i volti di Penelope Cruz, Edgar Raminez, Ricky Martin e Darren Criss, giovane attore già visto in Glee nei panni di Blane Anderson e, a mio discreto parere, uno dei volti più meritevoli nel panorama cinematografico e televisivo degli ultimi anni.

Vediamo finalmente raggiunta la prima stagione di Pose, uscita nel 2018, in cui il regista ci regala un approfondito spaccato sulla comunità LGBTQ+, raccontato da tantissimi personaggi omosessuali e transessuali che vi faranno innamorare delle loro vite e del loro coraggio.

Sul futuro di Ryan Murphy ci sono già mille occhi posati. In cantiere vediamo la nona stagione di American Horror Story, la terza di American Crime Story basata sullo scandalo sessuale riguardante Bill Clinton e Monica Lewinsky, una seconda stagione di Freud (basata sulle vite travagliate delle star Joan Crawford e Bette Davis, interpretate rispettivamente da Jessica Lange e Susan Sarandon). In cantiere è anche una nuovissima e apparentemente sconvolgente serie, stavolta creata per Netflix: Ratched, ispirata al classico di Milos Forman Qualcuno volò sul nido del cuculo. A noi noto solo il volto di Sarah Polson nel cast, la quale interpreterà la protagonista Mildred Ratched.

Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate di Ryan Murphy e delle sue produzioni! Avete visto Pose? In trepidante attesa della seconda stagione? Io non vedo l’ora!

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