Il re leone

Il re Leone è il live action del famosissimo cartone animato”il re leone” del 1994.

La produttrice di entrambi i prodotti è la Disney che non ha di certo bisogno di presentazioni.

Com’è il film? Meglio il cartone? Vale la pena vederlo al cinema? Scopriamolo insieme.

Parto con il dire che non è un Live Action, come hanno annunciato, ma un film in Computer grafica.

La grafica digitale è fantastica, è impossibile distinguere le immagini reali da quelle non reali (la Disney ha fatto sapere che ci sono due immagini reali all’interno del film).

La trama, le riprese, le azioni dei personaggi sono IDENTICHE al cartone animato del 94, senza spicchi di originalità o elaborata fantasia: una copia del cartone solo che modernizzata dalla tecnologia.

Gli animali e i paesaggi, quindi, sono super reali: un realismo che disturba la creatività. Mi spiego meglio: Questo film al livello TECNICO è perfetto, un film che farà la storia della Computer Grafica, sembra ombra di dubbio. Tuttavia al livello ARTISTICO da molto a desiderare: ci sono moltissime pecche. Eccone alcune:

  • l’inespressività degli animali, in particolare modo i leoni, che rende il film piatto e freddo danneggiando anche il doppiaggio.
    Le scene malinconiche non sono state valorizzate a dovere come, (allarme spoiler), nella morte di Mufasa.
    Gli animali che cantavano: orrendi, quasi ridicoli (sempre per via dell’iperealismo).

I personaggi suscitano emozioni solo per il loro aspetto fisico: Simba piccolo, ad esempio, È TENERISSIMO, Pumba é bizzarro (così come Timon) e quindi ispira simpatia, Mufasa é grande e robusto quindi ispira autorità e via dicendo.

Abbiamo quindi due fattori: la maestosità della natura valorizzata dalla Spettacolare grafica e l’inettitudine dei personaggi, incapaci di esprimersi con il volto.

Ora parliamo del doppiaggio:

Marco Mengoni ed Elisa (Simba e Nala) non sono stati pessimi come doppiatori, però il loro ruolo doveva essere assegnato a dei professionisti: Fare il doppiaggio di questo film non era affatto semplice, proprio per l’inespressivita di cui vi parlavo. Le parole dovevano farci capire e valorizzare i sentimenti, cosa non riuscita. I due cantanti non sono riusciti a farci passare la felicità di Simba nel rivedere Nala, la tristezza di Scar, la malinconia di Nala e via dicendo.

Stefano Fresi ed Edoardo Leo se la sono cavata nei panni di Pumba e Timon avvantaggiati dalla piccole dimensioni dei personaggi. Infatti, se fate attenzione, Timon e Pumba hanno più espressioni facciali e sono maggiormente caratterizzati.

Arriviamo alla domanda che tutti si pongono: é meglio il cartone? Dipende da come si guarda il film.

Io, ad esempio, avendo visto il cartone sono rimasto un po’ deluso dal film ma mi sono chiesto: il me bambino, cosa avrebbe provato?

Le poche sensazioni che ho avuto guardando questo film sono condizionate delle molte provate con il cartone?

Sono domande a cui, personalmente, non posso rispondere. Ma posso indagare: quello che farò nelle prossime settimane é cercare chi ha visto il film senza aver visto il cartone per vedere cosa ne pensa. Vi terrò aggiornati.

Vale la pene vederlo al cinema?

Secondo me si, non dovete perdervi per nulla al mondo la spettacolare grafica di questo film. Ne vale davvero la pena.

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