Pet Sematary

Louis Creed, con la moglie Rachel e i due figli Gage ed Ellie, si trasferiscono in una casa di campagna dove scoprono un’inquietante “cimitero degli animali” proprio dietro la loro nuova casa. Dopo la tragica perdita del loro gatto, Louis lo seppellisce nel misterioso sepolcro, che si dimostrerà non essere assolutamente come sembra.

Questa recensione contiene spoiler, come sempre vi avverto prima.

Vediamo velocemente gli interpreti:

  • Jason Clarke: interpreta Creed;
  • Jetè Laurence: interpreta Ellie Creed;
  • Amy Seimetz: Rachael Creed;
  • John Lithgow: Jud Crandall.

Questi sono i 4 attori che spiccano principalmente, in particolare Jetè Lauremce: la sua parte era molto difficile e se l’è cavata egregiamente (per essere una bambina).

In generale erano tutti immedesimati nella parte.

Il film è tratto dal romanzo di Stephen King (1983), è diretto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer.

Il romanzo fu già portato sul grande schermo con “Cimitero Vivente” del 1989.

Premetto che non ho letto il romanzo, quindi non mi baserò sulle differenze tra i due, tuttavia ho visto il precedente film quindi cercherò di spiegarvi cosa è stato migliorato e sopratutto SE qualcosa è stato migliorato.

Allora, Pet Semetary è un film dannatamente lento. Ogni parte del film è lenta: è come una bella addormentata che non si sveglia mai.

Nel dettaglio:

  • La regia: si tratta un film horror, di conseguenza si devono usare delle tecniche precise per non renderlo noioso, come ad esempio movimenti di macchina a mano (velocizzano la scena), le inquadrature ravvicinate e/o fuori campo, un montaggio veloce, scene più corte e via dicendo. Il problema è che questo film usa tutte queste tecniche ma senza risultato.
  • La sceneggiatura: deve essere “veloce” anche la sceneggiatura se non si vuole rendere un Horror lento, come per esempio i dialoghi (questo non vuol dire che non devono avere spessore, semplicemente devono essere equilibrati e proporzionati), le sotto trame (non devono distogliere l’attenzione dalla trama originaria). Su questo punto il film pecca. I dialoghi sono lenti, molto spesso inutili, molte parti si potevano tagliare o meglio ancora sostituire.
  • La scenografia: la scenografia in un horror fatto bene fa da maestra. L’atmosfera è fondamentale, in questo film non mi è piaciuta affatto, tutte cose già viste. Nel film precedente la scenografia era meravigliosa.

Durante il racconto hanno inserito quelli che chiamo “momenti infarto” (quel momento in cui non ti aspetti nulla e puntualmente qualcosa si presenta ed infarti) alla vecchia scuola, per cercar di movimentare e di coinvolgere di più gli spettatori: senza il minimo successo.

La storia in più non è centrata: accade praticamente tutto alla fine, negli ultimi 15 minuti intendo ed il film dura quesì due ore.

Durante il racconto i personaggi hanno spesso delle “visioni”, ora, le visioni di Louis sono state veramente imbarazzanti, NON avevano un senso; al contrario di quelle della moglie Rachael.

Nel film ci sono citazioni ad altri horror, io ne ho notati un paio: il Palloncino di IT in un quadro e le bambine di Shining in un altro quadro. Fatemi sapere se vedete altro.

“A volte la morte è meglio!

Una cosa che stona particolarmente è il trucco: non enfatizza affatto gli avvenimenti.

Per capire bene dovrete continuare a leggere fino alla parte spoiler, un’alternativa è guardare il suo predecessore: Cimitero Vivente.

Non vi consiglio la visione di questo film al cinema, vedetelo tranquillamente a casa.

Parte spoiler:

A differenza del precedente, è la primogenita a “tornare in vita”, nell’altro era il bambino piccolo.

Una scelta sensata, ma non sono riusciti a sfruttarla in pieno.

La morte della madre è stata una delle migliori scene in assoluto, fatta bene e BEN COSTRUITA.

La morte di Luis è stata frettolosa, sembra quasi dire: “sto film dura troppo, tagliamo”.

Il trucco è stato pessimo. Quando “tornano indietro” (intendo resuscitano) il trucco avrebbe dovuto enfatizzare di più l’accaduto, cosa che non ha fatto. In più a quella bambina la investe un camion e non ha una goccia di sangue.

Nel precedente film la scenografia e il trucco facevano da maestri.

Tra i due? Molto meglio il precedente, vedetevi quello!

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