La Casa Di Carta

La casa di carta é una serie, originale Netflix, che attualmente vanta 2 stagioni e ne sta producendo una terza. Vediamo velocemente la trama:

Un criminale (chiamo Professore) ha un piano per realizzare la più grande rapina della storia, da realizzare alla Zecca Reale di Spagna. Per realizzare i propri scopi, l’uomo recluta otto persone che non hanno nulla da perdere; che si chiameranno con dei nomi di città per rimanere nell’anonimato tra di loro. Vi allego la foto dei nomi.

Parlerò terra terra, so che questa serie é piaciuta a moltissime persone, ma a me no.

(Potrebbero esserci Spoiler)

La serie presenta in se tantissimi errori tecnici di trama, regia, interpretazione e via dicendo. È una serie che coinvolge? Assolutamente si, ha coinvolto anche me, ma coinvolgere e piacere sono due cose totalmente diverse. Ho sentito moltissimi pareri su questa serie e vi assicuro che il 90% delle persone alla domanda “cosa ti piaciuto di questa serie?” rispondeva “Denver”.

Allora, partiamo dalla sceneggiatura. Ecco le cose che non vanno proprio:

  • Il tema centrale: il tema centrale dovrebbe essere la rapina. Il tema é tutto tranne che la rapina, anzi, in un certo momento viene quasi dimenticata.
  • il professore: tutto questo genio alla fine non é; il primo esempio che mi viene in mente é la sua relazione con la poliziotta che devasta più di una volta la situazione.
  • il finto colpo di stato di Nairobi: poteva essere una grande mossa, ne parlerò più avanti.
  • la seconda stagione: semplicemente inutile, bastava una puntata in più alla prima stagione e via.
  • la terza stagione: non commento.

Non sto dicendo che le sottotrame non ci debbano essere, anzi; ma qui sono decisamente troppe (Da un punto di vista tecnico non d’intrattenimento).

Una cosa che mi é piaciuta molto é stata la morte di Berlino, secondo me sensata e dovuta. Ottima scelta.

Il tema della resistenza é debole, non approfondito.

Il finto colpo di stato di Nairobi:

Adesso comincia il matriarcato

Nairobi, la casa di carta.

Poteva essere una grande mossa d’originalità sia per la Spagna che per la serie stessa. Invece sì é rivelata una scena inutile ed imbarazzante. Non dico altro sennò andrei nel polemico e troppo nel dettaglio nel femminismo filmico, ma vi chiedo solo, quanto é durato questo Matriarcato? Dove ha portato?

Le mie risposte sono: Manco tre puntate; da nessuna parte.

Vi metto qui sotto un elenco degli attori e alcune considerazioni:

– Ursula Corbero (Tokyo)

– Álvaro Morte (Il Professore)

–  Itziar Ituño Martínez (Raquel Murillo)

– Paco Tous (Mosca)

 Pedro Alonso (Berlino)

– Alba Flores (Nairobi)

– Miguel Herrán (Rio)

– Jaime Lorente Lopez (Denver):

 Esther Acebo (Mónica Gaztambide)

– Enrique Arce (Arturo Román)

– María Pedraza (Alison Parker)

– Darko Peric (Helsinki)

– Roberto Garcia Ruiz (Oslo)

Molti attori hanno fatto fortuna, come Jaime Lorente Lopez, Maria Pedraza, Miguel Herran che hanno interpretato altre parti in altre serie televisive e film Originali Netflix. Sono i meno peggio infatti. Gli altri sono bravi si, ma nulla di che, ce ne sono di migliori alle prime armi.

I peggiori in assoluto sono stati (vi metto il nome della città che interpretavano o il nome del personaggio): Oslo, Helsinki (personaggio davvero imbarazzante per di più) e Monica Gaztambide.

In più la rappresentazione di molti personaggi non mi é piaciuta affatto. Tokyo per prima: viene rappresentata come un personaggio pieno di energia, carisma, FORZA, non trovo una spiegazione logica per la sua ridicolizzazione.

La scena in cui corre in mutande é davvero patetica, evitabile, discutibile.

Anche la rappresentazione di Helsinki fa pena.

La regia é elementare, non presenta segni particolari; vi sono degli errori che con diverse angolazioni si potevano evitare: il respiro dei personaggi morti, l’etichetta sulle apparecchiature di scena, i dialoghi fuori campo (e non credo voluti).

Il colore rosso ricorre spesso nella serie, é il colore del “Furto”.

Non fare stronzate, Berlino. Questa non è una pellicola di Tarantino

Nairobi

Credo che molti si siano accorti che la trama di “la casa di carta” é molto simile a “Le Iene” di Tarantino, pellicola del 1992.

Vi metto alcune citazioni della serie, le frasi che mi sono piaciute di più:

Tutti dobbiamo morire; è a questo che brindo: al fatto che siamo vivi.  E al fatto che il piano funziona che è una meraviglia. Alla vita!

Berlino

E secondo te Dio sta lì a vedere se lo dici bene o lo dici male?

Denver

Fate attenzione: perché se dovessimo versare una sola goccia di sangue non saremmo più dei Robin Hood ma diventeremo dei semplici figli di puttana

Denver

Ve la consiglio? Si, ma la prima stagione (salvo tutto quello che ho detto sopra).

Detto tutto questo, scrivetemi in privato o nei commenti per approfondimenti e altro.

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